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	<title>Il sito per gli appassionati di pescasub e apnea &#124; pesca sub, video, apnea, agonismo, eventi, attrezzature, interviste, racconti &#187; Archivio Racconti</title>
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		<title>Pesca in Apnea : Spigola invernale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 09:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto di dicembre &#8211; Spigola Invernale (CRY^76)
 Stamattina uscitina a pesca con l&#8217;amico Manuel (Manusach), ormai da un&#8217;anno compagno di 1000 avventure e ( tanti cappotti!!  )&#8230; Destinazione ignota&#8230; Finche&#8217; vediamo il mare e decidiamo per un  posto che l&#8217;anno scorso mi ha dato qualche spigolozza di taglia media,  lui non e&#8217; convinto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=53012865" target="_blank">Racconto di dicembre &#8211; Spigola Invernale (CRY^76)</a></strong></p>
<p><!-- video pescasub gratis, video pesca in apnea, claudio basili, video pesca sub, gratis video gratis, video pescasubapnea, forum pesca sub apnea, aspetto alla spigola, Video spigola all'aspetto, Video Claudio Basili, pesca alla spigola --><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/spigola-invernale-2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3848" title="pescasubapnea : spigola invernale all'aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/spigola-invernale-2-225x300.jpg" alt="pescasubapnea : spigola invernale all'aspetto" width="225" height="300" /></a> Stamattina uscitina a pesca con l&#8217;amico Manuel (Manusach), ormai da un&#8217;anno compagno di 1000 avventure e ( tanti cappotti!!  )&#8230; Destinazione ignota&#8230; Finche&#8217; vediamo il mare e decidiamo per un  posto che l&#8217;anno scorso mi ha dato qualche spigolozza di taglia media,  lui non e&#8217; convinto, ma io insisto ed alla fine cosi&#8217; facciamo. Entriamo  in un punto abbastanza riparato e qui l&#8217;acqua e&#8217; limpida, piu&#8217; avanti  invece c&#8217;e&#8217; un bel po&#8217; di corrente e mangianza, ma oltre questa solo  qualche micro sarago.<br />
Ma noi non ci arrendiamo arrivando fino all&#8217;altra punta, distante qualche centinaio di metri, propio davanti alla punta, mentre razzolo agguattando che noto le castagnole nervose ed i micro saraghi che scappano terrorizzati, fondo non piu&#8217; di 5mt. mi blocco ed <span id="more-3841"></span>aspetto, ma sono a pelo d&#8217;acqua, quando vedo un testone che sbuca da dietro un masso sul fondo, scendo al volo ma piu&#8217; composto che posso, col braccio teso guadagnando centimetro dopo centimetro. Lei mi vede e si ferma, sospettosa ma non inpaurita, sento pero&#8217; che e&#8217; pronta a scartare, io ho in mano lo snake 80 perdipiu&#8217; caricato al 50%.<br />
E&#8217; grossa ed io la voglio passare, temendo la sua reazione. Non posso indugiare oltre e la sparo da circa 2mt dalla punta del fucile. Presa a centro corpo, mi accorgo di non averla cucita e la reazione è forte. L&#8217;asta partita dall&#8217;alto verso il basso le attraversa la schiena. Nel putiferio riesco ad afferrare l&#8217;asta e la spingo fino a farla uscire dall&#8217;altra parte e l&#8217;aletta si apre. Finalmente con un gran sospiro di sollievo l&#8217;afferro alle branchie e la finisco. Subito urlo chiamando Manu che intanto agguattava un branco di cefaloni, e&#8217; festa&#8230;.e&#8217; la spigolona tanto cercata&#8230;.sono al settimo cielo!!<br />
La pescata si conclude con qualche altro pescetto di poco conto. Subito foto di rito ed appena a casa la mostro mia moglie che stamattina, come sempre mi disse &#8220;ma chi te lo fa fare, manco prendessi gli squali!!&#8221;, rientrato le dico &#8220;e&#8217; questo che volevi vedere?? tanto io a pesca ci vado per altro e non solo per questo, ma lei lo sa&#8230;e comunque non lo puo&#8217; capire fino in fondo. Pazienza&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/spigola-invernale.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3851" title="pescasubapnea : spigola invernale" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/spigola-invernale-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : spigola invernale" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Pesca in Apnea : Dentice di novembre</title>
		<link>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/archivio-racconti/pesca-in-apnea-dentice-di-novembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 15:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto di Novembre &#8211; Dentice il sogno (Pasquale Taiani)


Erano ormai diversi giorni che il meteo non dava tregua, il mare sempre mosso non dava grosse possibilità di potersi immergere se non in zone troppo lontane dalla mia città. Sabato mattina il mare sembrava voler dare una tregua e le previsioni erano abbastanza incoraggianti per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=52278463" target="_blank">Racconto di Novembre &#8211; Dentice il sogno (Pasquale Taiani)</a></strong></p>
<p><!-- pescasub gratis, pescasubapnea sito, come pescare il dentice, Claudio Basili, aspetto al dentice, pesca in apnea il dentice, Dentice in Puglia, racconti di pesca forum pescasub, come pescare in Campania, carbonio T300, prova pale in carbonio GFT, video test pinne, --></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/dentice-aspetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3783" title="pescasubapnea : dentice all' aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/dentice-aspetto-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : dentice all' aspetto" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Erano ormai diversi giorni che il meteo non dava tregua, il mare sempre mosso non dava grosse possibilità di potersi immergere se non in zone troppo lontane dalla mia città. Sabato mattina il mare sembrava voler dare una tregua e le previsioni erano abbastanza incoraggianti per il giorno seguente, in serata la telefonata di rito all&#8217;amico Gaetano mio compagno di pesca abituale e concordiamo l&#8217;uscita per l&#8217;indomani mattina. Appuntamento alle ore 5:15 al solito posto e partenza direzione sud, in macchina decidiamo la zona da battere ma ahimè <span id="more-3778"></span>arrivati sul posto ci rendiamo conto che il mare è troppo mosso e l&#8217;acqua troppo torbida, decidiamo di spostarci verso altre 2 zone trovando le medesime condizioni, quasi rassegnati decido di spostarmi in una zona che avevo visto in passato e ricordavo essere più ridossata almeno per l&#8217;ingresso in acqua.<br />
Arrivati sul posto e visto il mare non c&#8217;è voluto troppo a decidere che era l&#8217;unico punto ove era possibile tuffarsi, rapida vestizione e veloce pinneggiata per tirarsi via dalla forza delle onde. Appena in acqua la visibilità era di non più di 4/5 metri e la temperatura intorno ai 17/18 gradi. Cominciano i primi tuffi alla ricerca di pesce bianco ma data l&#8217;esigua profondità ed il mare un pò arrabbiato che rendeva difficile l&#8217;appostamento sul fondo decido di spostarmi più verso il largo dove la forza del mare si faceva sentire di meno.<br />
Gli aspetti si susseguono in successione ma purtroppo è più di un&#8217;ora che sono in acqua e non ho visto nulla di sparabile. Non mi perdo d&#8217;animo e continuo la mia azione di pesca, mi trovo in una zonetta di grotto e poseidonia ed il fondale è sui 5/6 metri. Mi ventilo e scendo dopo pochi secondi sul fondo tra due ciuffi di poseidonia, vedo di fronte una sagoma che mi fissa salendo dal torbido e non riesco a mettere a fuoco subito di cosa si tratta perchè resta un pò distante e di muso. Improvvisamente ha uno scatto strano e capisco che si trattava di un sarago maggiore di buone dimensioni, &#8220;subito tra me e me&#8221; comincio ad imprecare ripetendomi di sparare anche quando il pesce è messo di muso, più volte mi è capitato di aspettare troppo anche per vedere di che razza si tratti e di perdere l&#8217;attimo. Continuo l&#8217;aspetto sperando in qualcos&#8217;altro ed all&#8217;improvviso alla mia sinistra venendo dalle spalle vedo materializzarsi una grossa ombra senza neanche capire di cosa si trattasse allineo e tiro in una tempo rapidissimo. L&#8217;asta parte veloce e subito sento il mulinello che si apre, sentivo il pesce che tirava ma non vedevo nulla per la torbidità dell&#8217;acqua. Lascio il fucile e prendo in mano il filo del mulinello e comincio ad andare verso il pesce avendo cura di mantenere sempre la sagola in tensione dato che usavo un&#8217;asta monoaletta. In pochissimo tempo sono su di lui e non appena realizzo che si tratta di un Dentice il cuore comincia a battere velocissimo dall&#8217;emozione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/Dentice-con-arbalete.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3787 aligncenter" title="pescasubapnea : Dentice con arbalete" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/Dentice-con-arbalete-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Dentice con arbalete" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dentice di Pasquale Taiani (pacotaiani)</strong></p>
<p>Il tiro è stato precisissimo preso al centro della branchia ed uscito sotto l&#8217;occhio, metto subito fine alla sua sofferenza e mi dirigo verso terra alla ricerca del mio compagno Gaetano che nel frattempo era già uscito.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/Dentice-di-Pasquale-Taiani.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3789 aligncenter" title="pescasubapnea : Dentice di Pasquale Taiani" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2011/01/Dentice-di-Pasquale-Taiani-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Dentice di Pasquale Taiani" width="341" height="263" /></a></p>
<p>Foto di rito, mms e telefonate varie hanno concluso questa bellissima giornata&#8230;<br />
Qualche volta i &#8220;SOGNI&#8221; si avverano..</p>
<p>Pasquale Taiani per il forum Pesca Sub &#038; Apnea</p>
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		<title>Pesca in Apnea : Orata di ottobre</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 09:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto di ottobre &#8211; Nel segno di Cleopatra (Nicola Galiano)

Ieri sono stato da Mauro per andarlo a trovare e per cercare di pescare qualcosa ma solo una spigoletta è finita nel cavetto, oggi voglio andare a sparare qualcosa e ho già in mente cosa&#8230; ottobre è il mese di 2 specie di pesci che frequentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=51295952" target="_blank">Racconto di ottobre &#8211; Nel segno di Cleopatra (Nicola Galiano)</a></strong></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/orata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3738" title="pescasubapnea : orata puglia" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/orata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orata puglia" width="300" height="225" /></a><!-- pescasub gratis, pescasubapnea sito, come pescare l'orata, claudio basili, aspetto all' orata, pesca in apnea l' orata, Orata in Puglia, racconti forum pescasub, come pescare in Puglia, carbonio T300, prova pale in carbonio GFT, video test pinne, --></p>
<p>Ieri sono stato da Mauro per andarlo a trovare e per cercare di pescare qualcosa ma solo una spigoletta è finita nel cavetto, oggi voglio andare a sparare qualcosa e ho già in mente cosa&#8230; ottobre è il mese di 2 specie di pesci che frequentano il sottocosta quindi nn mi servirà andare fondo per sparare, mi armo di 90 in carbonio monoelastico &#8230;schienalino&#8230;. le nuove pinne Gft ancora da provare &#8230; via si parte.<br />
Mentre svuoto la muta dall&#8217;aria rimasta imprigionata mi sfila davanti una spigoletta ..etta..etta&#8230; me ne frego e sparo giusto per cominciare <span id="more-3737"></span>nel migliore dei modi.<br />
Da qui in poi saranno una serie di avvistamenti di branzini tutti della stessa taglia che però rinuncio a sparare perchè troppo piccoli.<br />
Continuo con una serie di agguati in pochissima acqua nella vana speranza di trovare il branzinone o anche solo il branco sterminato di cefali dorini che sono scesi numerosi anche se in ritardo&#8230; uno finisce a far compagnia alla spigoletta.<br />
Continuando negli agguati mi imbatto in un&#8217;orata lontana che mi sbeffeggia e corre via con tutta la sua eleganza&#8230;bene dico tra me e me &#8230;ci sono&#8230;. ora tutto sta nel prenderle. Inizio a fare degli aspetti, lunghi assai per dir la verità ma sono in meno di 10 metri e sono apposto per tirare le apnee in modo consapevole. Le orate ci sono &#8230;una 20ina di peso compreso tra i 2 e i 3 kg&#8230; l&#8217;entusiasmo sale alle stelle&#8230; continuo a fare aspetti cambiando angolatura col sole e la corrente ma le orate rimangono alte e nn si portano a tiro&#8230; mi sto rompendo non poco nell&#8217;aspettare le signorine che si facciano sparare&#8230;basta &#8230;decido di non disturbarle più e cambio posto, domani ci ritorno.<br />
Sono su un ammasso di massoni a 8 metri d&#8217;acqua completamente coperto&#8230; ci sono una marea di piccoli pesciolini che ben mi fanno sperare nell&#8217;imminente arrivo di un predone&#8230; sguardo quindi rivolto verso l&#8217;alto&#8230; ma mentre faccio per girarmi ecco arrivare un treno&#8230; con calma sinuosa che solo lei possiede&#8230;è grossa..grossa &#8230;ho il fucile puntato altrove però&#8230; socchiudo gli occhi e cerco di allineare il benedetto 90&#8230; ecco&#8230;ci sono&#8230;.. lei si gira ma ormai il fucile è puntato&#8230;SBAMMM..la faraona cade a terra stecchita mi metto le mani in testa dalla felicità.<br />
L&#8217;abbraccio e risalgo&#8230;. 2.40 minuti di apea gioiosa una volta a galla mi libero in urli disumani&#8230;tenerla in mano mi riempie di gioia&#8230; sono al settimo cielo.<br />
Dimenticavo&#8230;5,3kg di bontà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/orata2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3742 aligncenter" title="pescasubapnea : orata aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/orata2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orata aspetto" width="325" height="243" /></a></p>
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		<title>Pesca Subacquea : Barracuda in Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 14:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto di Settembre &#8211; Un Laziale in Calabria (Lorenzo Vian)


Sono arrivato domenica scorsa sulla spiaggia calabrese di Formicoli / Torre Marino, vicino Tropea. Domenica appena arrivato con maschera e pinne, mi faccio un tuffo di perlustrazione per cercare di capire le zone buone&#8230; Chiedo informazioni al tipo del diving su qualche secca buona, e me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=50988990" target="_blank">Racconto di Settembre &#8211; Un Laziale in Calabria (Lorenzo Vian)</a></strong></p>
<p><!-- pescasub gratis, pescasubapnea sito, pescare un barracuda, claudio basili, aspetto al barracuda, pesca in apnea il barracuda, barracuda in Calabria, racconti forum pescasub, come pescare in calabria, carbonio T300, prova pale in carbonio GFT, video test pinne, --></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/Barracuda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3675" title="pescasubapnea : Barracuda" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/Barracuda-283x300.jpg" alt="pescasubapnea : Barracuda" width="283" height="300" /></a></p>
<p>Sono arrivato domenica scorsa sulla spiaggia calabrese di Formicoli / Torre Marino, vicino Tropea. Domenica appena arrivato con maschera e pinne, mi faccio un tuffo di perlustrazione per cercare di capire le zone buone&#8230; Chiedo informazioni al tipo del diving su qualche secca buona, e me ne consiglia un paio di &#8220;accessibili&#8221; a pinne a profondità non impegnative, e mi consiglia di essere già in acqua appena sorge il sole.<br />
Così inizio i giri di perlustrazione, la domenica, appena arrivato, l&#8217;acqua è un cristallo&#8230; intravedo il lontananza grossi saraghi, e quella che mi sembra essere una grossa spigola sui 3kg. Nel pomeriggio una perturbazione alza il mare, <span id="more-3673"></span>talmente tanto che sono costretto ad uscire di corsa&#8230; sporca e l&#8217;acqua si intorbidisce&#8230; Che poi&#8230; il tipo del diving l&#8217;ha definita &#8220;torbida&#8221;&#8230; che qui significa avere 5-6m di visibilità e una leggera sospensione. Praticamente l&#8217;acqua &#8220;limpida&#8221; delle coste laziali.</p>
<p>Mi immego a diverse ore del giorno, in cerca di qualcosa&#8230; ma anche a visitare le secche che il tipo mi aveva detto&#8230; Solo mangianza tranquilla e saraghi sui 3 etti.<br />
L&#8217;albata di giovedì mi salta, causa un venticello mattiniero che increspava il mare&#8230; non mi sono fidato ad entrare, e mi rinfilo nel letto.<br />
Sabato riparto, e venerdì è l&#8217;ultimo giorno buono. Così punto la sveglia alle 6.30. Alle 6.20 sono già in piedi, tempo di mettere sotto i denti quacosa&#8230; che prendo la borsa e vado verso la spiaggia. Il cancello dell&#8217;albergo che da sulla strada è ancora chiuso&#8230; Così, (al massimo mi piglio un cazziatone dal portiere) passo la roba dall&#8217;altra parte e scavalco. Vestizione veloce, e dentro in acqua&#8230; dritto sulla secca che avevo visto giorni prima&#8230; le castagnole sono basse&#8230; al contrario delle altre volte, che sono quasi in superficie&#8230; c&#8217;è un unico ciuffo di posidonia, grande quanto un asciugamano da mare, e a valle, una piccola rientranza che da sulla sabbia.<br />
Il Sole è appena spuntato da dietro la parete a picco sul mare&#8230; scendo&#8230; sole alle spalle&#8230; e osservo quel ciuffo di posidonia&#8230; e pochi secondi dopo&#8230;. ecco spunta il predone&#8230;. non lo stimo&#8230; non sò quanto è grande&#8230; ha la punta del fucile praticamente a 20cm dalle branchie&#8230;. prendo la mira per essere sicuro e scocco&#8230; insagolato tra la branchia&#8230; e poco dietro l&#8217;opercolo&#8230; una leggerissima sfuriata&#8230; ma tira a trazione costante&#8230; sbobbinando qualche metro di filo ogni volta che lo metto in tensione&#8230;. così se ne vanno una decina di metri di filo&#8230; ma alla fine cede stremato senza forze&#8230; il colpo l&#8217;ha accusato bene&#8230; e trasciare un&#8217;asta da 7mm non deve essere facile.<br />
Troppo contento per questo regalo che il mare di Calabria mi ha regalato&#8230;<br />
Mezz&#8217;oretta dopo esco&#8230; tra gli sguardi curiosi dei primi bagnanti, qualcuno ha anche voluto farsi una foto ricordo&#8230;</p>
<p>Un ringraziamento va ai ragazzi calabresi del FanClub di questo forum che mi hanno dato le dritte, gli in bocca al lupo, al tipo del diving che mi ha indicato il punto preciso della secca&#8230;. e a tutti gli altri.</p>
<p>Peso: 5,7kg netti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/Barracuda-calabria.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3680 aligncenter" title="pescasubapnea : Barracuda calabria" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/12/Barracuda-calabria-283x300.jpg" alt="pescasubapnea : Barracuda calabria" width="294" height="317" /></a></p>
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		<title>Pesca Sub : Spigola di Santa Marinella</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 13:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una spigola per la festa del Papà (Claudio Basili)

Sono due mesi che non pesco e finalmente decido insieme al mio amico Marco di andare proprio il giorno della festa del Papà 19 marzo. Prima di entrare gli faccio &#8220;Marco me lo sento, mi sto immaginando uno di quei video pieno di spigole che ti girano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/" target="_blank">Una spigola per la festa del Papà (Claudio Basili)</a></strong></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/spigola-63.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3401" title="pescasubapnea : spigola 6,3 kg di Claudio Basili" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/spigola-63-300x247.jpg" alt="pescasubapnea : spigola 6,3 kg di Claudio Basili" width="300" height="247" /></a></p>
<p>Sono due mesi che non pesco e finalmente decido insieme al mio amico Marco di andare proprio il giorno della festa del Papà 19 marzo. Prima di entrare gli faccio &#8220;<strong>Marco me lo sento, mi sto immaginando uno di quei video pieno di spigole che ti girano intorno&#8221;</strong>..lui ridendo mi risponde&#8230; sogna sogna. Entro in acqua con calma e finalmente inizio a pescare. Marco e&#8217; già lontano e vedo che sta battendo il sottocosta, così decido di non disturbarlo e mi sposto un pochino più a largo. Con stupore noto che c&#8217;e&#8217; una bella visibilità ed inizio ad andare fuori a cercare una piccola zona di grotto isolata sulla sabbia. Manca poco all&#8217; hot spot e <span id="more-3398"></span>mi accorgo che dalla superficie la visibilità peggiora e comincio a dubitare di poter pescare in questo posto. Allineo i punti a terra e  lascio il pallone ancorato. Ci sono circa 10 metri, mentre sul panettone di grotto 8 metri e spero di trovare, una volta sul fondo, la visibilità giusta per pescare. Mi riposo dopo la lunga pinneggiata in superficie, una volta trovato il momento giusto, prendo un respiro e giù nella nebbia. Arrivo sul fondo e noto con piacere che apre e la visibilità non è male. Mi apposto dentro un catino di sabbia che conosco bene e punto il fucile verso il largo sperando in una cattura degna del nome. Passano i secondi e vedo qualche bel sarago che si avvicina, ci sono anche un gruppetto di castagnole che gironzola sulla mia destra.<br />
Resto concentrato guardando solo davanti la punta dell’asta, quando da lontano, al limite della visibilità, si intravede una macchia scura che si avvicina lentamente. Continuo a rimanere calmo e nello stesso tempo abbasso il fucile e lo allineo nella sua direzione. Finalmente la riconosco, è il testone di una grossa spigola che mi punta decisa ma lentamente. Pochi secondi e mi torna in mente una scena di un’ altra spigola che ho perso lo scorso anno sempre in questa zona. Lei continua nella sua traiettoria, si sposta leggermente sulla mia destra, è un po&#8217; alta dal fondo. Sono terrorizzato i tiri dal basso verso l’alto ogni tanto mi regalano padelle clamorose. E’ quasi a tiro, si sposta ancora un pochino, basta volta non voglio rischiare ci provo. Correggo leggermente il mio fucile a destra e lascio partire la botta. Il tiro dal basso verso l&#8217;alto colpisce il pesce subito dopo la gola di traverso, l&#8217;asta esce più alta e non insagola l’animale. La spigola non parte e resta a mezz&#8217;acqua, apre e chiude le branchie, forse non se l&#8217;aspettava, l’asta da 6,5 mm. ha dato una bel colpo. Salgo in superficie tirando la sagola ed il bestione scivola nell’asta e si ferma sull&#8217; aletta. Recupero asta e pesce e metto fine alla sua agonia usando il coltello tra le branchie. E’ spettacolare, è la spigola più grande che ho mai preso e non mi rendo conto del suo peso. Sistemo il pesce sotto al pallone segna sub e proseguo. Scendo in un altro catino, stessa storia, ma purtroppo non vedo nulla. Decido così di rientrare anche perchè l&#8217;acqua si sta sporcando e punto nella zona più bassa dove sta Marco. Ad un certo punto mi sento chiamare da Marco, giro la testa e vedo con piacere che ha appeso al cavetto un grosso cefalo ed un bel sarago. Lui, per colpa dell’acqua torbida, non vede la spigola attaccata sotto il mio pallone e si gongola prendendomi in giro perché non ho neanche un pesce a cavetto.<br />
Decidiamo di rientrare, il sole sta calando e la giornata sta per finire e poi che vuoi di più, il mio sogno si è in parte avverato, non era un branco ma va bene lo stesso. Arrivati a terra faccio uscire con una scusa prima lui e poi con calma tiro la sagola pallone con sotto la spigola. Marco mi vede sorridente, questa cosa non lo convince, il tempo di portare il tutto a riva e con stupore vede una grossa coda che spunta in superficie. Che hai preso??? Mi sentivo le spigole ricordi ? Bene, come sai io sono di parola e sbalordito prende in mano il pescione che poi risulterà alla bilancia circa 6.3 kg.<br />
Questa sera posso festeggiare il 19 marzo a modo mio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/spigola-63kg-claudio-basili.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3407 aligncenter" title="pescasubapnea : spigola 6,3 kg claudio basili" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/spigola-63kg-claudio-basili-225x300.jpg" alt="pescasubapnea : spigola 6,3 kg claudio basili" width="285" height="377" /></a></p>
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		<title>Pesca sub : Racconto di Agosto 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 11:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[La costanza, ovvero le terga ritrovate &#8220;forse&#8221; (Piero Carrera)

Ore 4.55, la sveglia inesorabilmente suona. Tutto il tuo corpo cerca di ribellarsi e, quel poco di materia grigia che si trova nella tua testa, non può fare a meno di riproporre la stessa domanda: “Piero, ma chi te lo fa fare? Rimani a letto: non lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=50465292" target="_blank">La costanza, ovvero le terga ritrovate &#8220;forse&#8221; (Piero Carrera)</a></strong></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/Dentice-Piero-Carrera.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3388" title="pescasubapnea : Dentice Piero Carrera" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/Dentice-Piero-Carrera-300x192.jpg" alt="pescasubapnea : Dentice Piero Carrera" width="300" height="192" /></a></p>
<p>Ore 4.55, la sveglia inesorabilmente suona. Tutto il tuo corpo cerca di ribellarsi e, quel poco di materia grigia che si trova nella tua testa, non può fare a meno di riproporre la stessa domanda: “Piero, ma chi te lo fa fare? Rimani a letto: non lo senti l’effetto della cena a base di pesce, cozze e gamberoni alla brace, abbondantemente annaffiata con vermentino e la degna conclusione con mirto ghiacciato fatto in casa? Hai lo stomaco, e non solo quello, in fiamme e rischi, più che fare apnea, di sentirti male. Non si può poi dire che, per te, sia un gran periodo, visto che sei reduce da ben cinque<span id="more-3385"></span> cappotti consecutivi, alcuni dei quali addirittura visivi; se dobbiamo proprio dirla tutta, sembra che la dea bendata ti abbia voltato definitivamente le spalle: giusto due giorni fa hai avuto ben tre occasioni e non sei riuscito a concretizzare nulla: due volte eri in anticipo, una in ritardo, con il risultato di riuscire solo a vedere quelle che potevano essere degne prede da infilare nel tuo cavetto. Addirittura hai sbagliato con uno dei tuoi pesci classici: il pesce orbo, visto che un orata di oltre due chili ha un buco nelle schiena, ma non sei riuscito a passarla!!! Diciamocela tutta, ormai non ci credi quasi più, visto che, per riuscire a trovare una nota positiva, ti sei dovuto ricordare che scaricando il fucile, ti si era anche rotto il terminale in nylon. Davvero, devi essere al lumicino, per interpretare come una possibile svolta il fatto che questo sia accaduto mentre scaricavi l’arma e non mentre sparavi ad un pesce. Allora perché ti ostini, perché nonostante la poca voglia, nonostante il sonno (sei andato a letto all’una), nonostante il fisico che perde i colpi (tanto per non farti mancare nulla hai pure rimediato un fantastico colpo della strega) hai piazzato la sveglia ad ore che dovrebbero essere dedicare a Morfeo e continui a perseverare?” A dire il vero non lo sai perché, ma speri sempre che il mare possa regalarti una delle sue avventure: non è un pensiero razionale quello che ti fa alzare, ma una sensazione che ti spinge e a non mollare.<br />
<!-- pescasubapnea sito, pinne in carbiono Mustang, claudio basili, racconto di pesca sub, Dentice all'aspetto, pesca in apnea Dentice, forum pescasubapnea, pale carbonio C4, carbonio T700, Carbonio T 300 Flame, racconti di pesca in apnea, --><br />
Esci di casa, raggiungi la macchina la apri ed inizi la vestizione: preferisci cambiarti sotto il lampione per controllare che sia tutto a posto e per evitare, in questo modo, l’assalto delle zanzare: la località dove hai deciso di andare è infestato dai simpatici insetti, che non vedono l’ora di dare il benvenuto a qualsiasi ospite per invitarlo a cena o, se vogliamo, ad una colazione anticipata. La plancetta, che hai dotato di comoda tracolla, è già nel portabagagli con maschera, due fucili e pinne affardellate in modo da consentire un facile trasporto. Sei infatti a piedi e per raggiungere la zona di pesca, dovrai fare, per la gioia della tua schiena, ben dieci minuti a piedi in un bel sentiero che scende verso il mare tra la macchia mediterranea.<br />
Mentre ti prepari, passano una decina di ragazzi, che portano una strano copricapo con tanto di orecchie da coniglio dotate di lucine intermittenti; tutti, e dico tutti, ti augurano il BUONA PESCA. Non c’è male come inizio!!<br />
Come previsto, visto che non ti vuoi fare mancare nulla, si sente il mare che batte deciso sugli scogli: sta entrando il maestrale. Puoi solo sperare di anticiparlo e rubare un paio d’ore di pesca!!! Arrivi a destinazione, parcheggi e via giù, tra i sentieri, non prima di aver incontrato una coppia che beatamente si da piacere tra la vegetazione, oltre a fumare una sigaretta che emana uno strano odore. Ti guardano preoccupati, ma continuano le loro “operazioni”. Non riesci a non pensare che tu stai andando a fare una cosa che ti appassiona, ma forse loro stanno facendo una cosa più divertente!!!<br />
Purtroppo, quando entri alle sei, c’è ancora buio pesto e grossi nuvoloni si addensano sulla tua testa. Decidi di entrare lo stesso, giusto per non farti venire dei ripensamenti e tornare alla macchina senza aver bagnato le pinne. L’attrezzatura è già indossata e vale la pena di bagnare le pinne. Dopo pochi minuti, mentre attendi di riuscire a vedere, arriva prima la pioggia, poi la grandine ed infine i fulmini!!! Non sei tanto tranquillo, ma ad uscire con tutto quel carbonio, non ci pensi neppure. Un paio di saette “fanno giorno” e, nel frattempo, il mare sale rapidamente. Fatichi a pescare per cui ti infili due sassoni nella muta, giusto per poter effettuare capriola a delfinetto senza usare le pinne, in corrispondenza dei tanti affioranti che caratterizzano la costa. A vederti da fuori sembri un bambino con il pannolino … pieno. Tra un aspetto e un agguato arrivano le otto e non hai ancora visto una pinna: solo tanta, tanta fatica per compiere le più semplici manovre e la constatazione che il fiato è davvero corto. Sei nella stessa zona degli avvistamenti di due giorni fa, anzi per la precisione nello stesso punto in cui hai sparato l’orata. Fatichi a rimanere a distanza di sicurezza dell’affiorante che hai scelto per portare il tuo agguato e al contempo a non uscire dalla sua copertura, per cercare di vedere cosa propone il mare dalla parte opposta. L’onda ti alza e …. vedi che non sei l’unico predatore che sta praticando l’agguato tra gli scogli: un dentice scurissimo, rasenta un canalone sulla tua sinistra (ad ore 10). Si trova in quattro metri d’acqua ed è seguito da una processione di saraghi e da un orata. Non ti ha visto ed eclissa la sua testa e il suo corpo dietro una cresta di roccia sotto di lui. La tua reazione è immediata, approfittando dell’onda di ritorno che si abbassa, fai una rapida discesa, senza quasi fare fiato, e vai ad intercettarlo all’uscita del canalone (ad ore 13). Durante la tua breve scivolata rasente la roccia, hai stimato meno di 6 metri di spostamento, riesci ad intravedere un paio di volte la coda e la schiena del pinnuto, che si muove nel canalone con una rotta che lo porta a convergere con la tua. Decidi di non uscire dalla parete che ti copre ai suoi sensi, ma di fermarti con il fucile pronto su quello che dovrebbe essere il punto in cui termina il canale. Nonostante i secondi che passano siano pochi, sembrano eterni, ma sei stranamente calmo. Hai messo in moto il predatore e non sei teso per il pescione che, da lì a pochi secondi, dovrebbe sbucare davanti a te: sei nel posto giusto, fermo sul fondo per non allarmare il predatore, non ti sei fidato ad affacciarti al canale, e con i nervi tesi allo spasimo, sei pronto con il dito sul grilletto. Come immaginato il pesce esce, ed insieme al suo tentativo di fuga, parte il tiro: hai sparato quando era visibile solo parte della testa e il pesce si trova a meno di due metri dalla punta, ma la sua reazione fulminea fa si che tu lo colpisca mentre ormai ha girato verso il largo. L’asta, con un tonfo sordo, entra dalla coda e vedi nettamente la punta che esce poco dietro la pinna pettorale. Parte come un treno e senti le sue scodate furiose che frustano l’acqua. Srotola circa dieci metri di naylon e poi … si sfila ……<br />
NOOOOOOOOO!!! NOOOOOOO</p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/tatanka1.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3391" title="pescasubapnea : Dentice di Piero Carrera" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/tatanka1-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Dentice di Piero Carrera" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non riesci neppure a bestemmiare per la delusione. Hai sentito il colpo dell’asta (nuova e quindi affilatissima) sul corpo del pesce, ma le doppie alette non hanno trovato alcun punto in cui fermarsi ed aprirsi per impedirne la fuga. Purtroppo è riuscito a sfilarsi. Continui a ripetere mentalmente l’azione di caccia, per capire che cosa hai sbagliato, ma non vedi errori. Poi passa la scarica di adrenalina. Sei distrutto, ti fanno male tutte le ossa e le gambe tremano. Ti sposti a ridosso di un grande scoglio su cui ti siedi per riprenderti. Non riesci a credere che per l’ennesima volta, la sfiga ci abbia messo lo zampino, non riesci ad accettare il fatto che per l’ennesima volta, potrai raccontare di una cattura mancate, anziché di una cattura realizzata. Pensi, che leggendo di un pescatore che spesso vede, ma mai prende, anche a te verrebbero dei dubbi sulla verità dei suoi racconti.</p>
<p>Inutile dire che sei a pezzi, ma decidi di ricaricare il fucile e provare a cercare il pesce, effettuando qualche planata nelle vicinanze. Purtroppo la ricerca non da frutti. Ti rimangono però ancora due affioranti da controllare. Lo fai, spinto più dall’inerzia e dal “dovere” che da una reale convinzione. Sul primo ti arrivano a tiro un denticiotto (stimato sugli 8 etti) e una orata, ma decidi di non sparare: sei troppo amareggiato per premere il grilletto su un pesce che ad inizio giornata sarebbe finito a cavetto. Ora non ha senso. Ti sposti sull’ultimo scoglio, ancori la plancetta e ti tuffi: ancora niente, risali e ti sposti sulla sezione più esterna di questo affiorante, che permette un secondo tuffo. Riesci, durante un agguato, ad portare la punta della tua asta a meno di 30 cm da un bel sarago, ma non spari, risali e decidi che farai l’ultimo tuffo su una risalita esterna che da 20 metri monta fino a 10 metri dalla superficie. Si tratta di uno scoglio che ben conosci e che ti ha dato belle sorprese in passato: una sorta di cubo di roccia con il lato di una decina di metri che si appoggia su una larga base di coralligeno tutto fessurato. Sai che dopo questo tuffo dovrai rientrare: è tardi, il mare è salito ulteriormente e non hai la voglia di effettuare ulteriori tentativi.</p>
<p>Ti concentri e …. quasi svieni, quando, mentre ti stai ventilando, si materializza l’ombra di un dentice che nuota lentamente al limite del monolito di granito. Non puoi fare a meno di notare che il pesce ha una andatura leggermente innaturale; non ci puoi e vuoi credere poi il pensiero diventa uno “È LUI”. Non c’è tempo da perdere, forse è la volta buona in cui il mare ti vuole fare un regalo e restituirti parte della sfortuna accumulata negli ultimi tempi. Fai convergere la tua rotta con quella del pesce, che, nel frattempo, ha abbandonato lo scoglio e nuota, ora, verso una zona di sabbia. Ti immergi nel cono d’ombra alla vista del pesce che, quando sei a circa otto metri da lui, fa uno scatto e cerca di sprofondare. Tu non osi neppure compensare per la paura che, spaventato dal rumore prodotto, con una scodata, sparisca. Ci sei quasi, ancora un po’ e poi devi provarci, lui ha infatti accelerato e non sai quanto puoi rischiare di avvicinarti ulteriormente. Il tiro parte e va a segno, di nuovo senti il tonfo dell’asta sul corpo del pesce, che scatta come un matto verso una macchia di grotto sul fondo. Sfilano dal mulinello una quindicina di metri, mentre risali in diagonale, per allontanare il pesce dal coralliggeno. Non lo vuoi far arrivare alle rocce: lo forzi e lo alzi leggermente dal fondo.</p>
<p>Con il cuore che va a palla, cerchi di spostarti sul fondale sabbioso e contrasti le sue fughe in modo deciso, ma al tempo stesso delicato: non lo vuoi forzare. Ad una prima occhiata ti sembra di aver messo in sagola il pesce, sembra infatti che il pesci trasini l’asta, poi, aiutato da un bagliore metallico, metti a fuoco la situazione: dal corpo del pesce esce l’asta e si vede una delle due alette aperta che spunta dal corpo: il pesce è di fatto tenuto solo da un aletta aperta sottopelle e dalla punta dell’asta. Di nuovo il tuo stato d’animo passa dall’esaltazione al dramma: il pallone è troppo lontano e troppo vicino alle rocce, per pensare di raggiungerlo, devi riuscire a prendere il pesce senza il secondo fucile. Assecondi ogni tentativo di fuga del predone con delicatezza, senza però lasciarlo libero di fare quello che vuole e soprattutto di raggiungere il fondo. I minuti passano lentissimi, con l’umore che continua a passare tra stati d’animo contrastanti: dall’esaltazione alla disperazione. Poi in te si fa avanti una convinzione: se il mare te lo ha fatto ritrovare è per un buon motivo; non vuole che una tale preda vada sprecata. In passato hai già tenuto pesci grandi con un aletta sotto pelle, quindi nella tua testa si sta facendo avanti la certezza della cattura. Le sue sfuriate diventano sempre meno decise, e alla fine si avvicina alle tue mani: non sai se provare ad afferrare l’asta e farle attraversare il corpo o afferrarlo con le mani. Ormai non c’è più tempo: è lì a pochi centimetri. Gli salti letteralmente addosso, lo abbracci e ti pianti tutte le spine che ha nelle braccia, nel torace, nelle gambe, riesci alla fine ad infilargli una mano nelle branchi e …. URLI, urli come un matto e non ti fermi. Non puoi fermarti. Prendi il coltello e lo uccidi, poi verifichi che l’aletta in realtà non era tenuta dalla sola pelle, ma da un paio di centimetri di carne. Raggiungi il pallone, lo attacchi al portapesci, ma non riesci a lasciarlo andare. Tornerai a riva con la tua mano nelle sue branchie, hai ancora paura di perderlo, ogni tanto lo avvicini alla maschera ed ammiri i suoi colori: è splendido. Hai 46 anni, sei diretto verso la riva e riprendi ad urlare: in mare non c’è nessuno, ma non riesci a trattenere la tua gioia e devi urlare. Lo farai per tutto il tragitto di ritorno, quasi incredulo di quanto ti è successo. Presso la macchina, arrivano le prime foto di rito, e hai la conferma che la ballanza appena acquistata non è una bilancia che porta sfiga in abbondanza, come dai più pronosticato, anche se non è retro-illuminata. Al peso il pesce risulta di 5,350 Kg.</p>
<p>Stranamente non senti il peso dell’attrezzatura e della preda mentre ritorni alla macchina. Una volta in viaggio verso casa partono prima gli MMS, poi le telefonate agli amici. Fino alle 16 è come se fossi stato drogato: ogni muscolo del tuo corpo ti fa male, ma non riesci a fermarti. Troppa è stata la successione delle emozioni che hai vissuto. Poi ripensi alla coppia che hai incontrato durante la mattinata e ti spunta un sorriso: non ci sono dubbi, oggi chi si è divertito di più sei tu!!!<br />
A distanza di due giorni dall’evento i tuoi amici ti chiedono come mai sei senza voce, mentre tu commenti che non hai asciugato i capelli, tua moglie, che sà, ride.</p>
<p>Dopo tre giorni la sorte si inverte ……<br />
Finalmente è arrivato Maurizio e disponiamo del gommone. Il giorno prima, salvo una bella orata, sbagliata da Maurizio, non abbiamo visto pesce. È l’alba e siamo in uno dei posti che preferisco: ci avviciniamo al punto in cui eseguiremo i primi tuffi e nel percorso incontriamo due spigole: una stimata sul paio di kg, la seconda davvero grossa, che non si decide però ad avvicinarsi. Siamo vicini ad uno degli spot più belli: si tratta di una sella che parte da galla scende fino a 8 metri per aprirsi a destra su un canalone molto ripido che termina a circa 30 metri e a sinistra un secondo canalone più dolce che termina a 20 metri. Davanti alla sella il fondo risale fino a 4 metri dalla superficie per poi creare prima una piattaforma di roccia, con rare chiazze d’alga ed infine grotto che va poi a morire sulla sabbia. Maurizio esegue il primo tuffo, dopo un breve agguato: il posto infatti consente il posizionamento su due tettoie distanti circa tre metri l’una dall’altra, a circa cinque metri di profondità che permettono di controllare tutto il circondario. Il tutto è reso ancor più interessante per il fatto che la discesa può essere effettuata rimanendo sempre al coperto della parete di roccia che forma, in quel punto, una specie di dente. Purtroppo la sua immersione non da esito. È il mio turno ed eseguo un tuffo nello stesso posto: non avevo infatti visto se Maurizio si era piazzato sulla prima o sulla seconda tettoia. Arrivo, dopo la breve discesa, molto lentamente sul luogo dell’appostamento e coperto dal dente di roccia alla mia sinistra mi affaccio: come tutte le volte la prima occhiata è verso sinistra, verso il canalone più fondo, ma non vedo niente, attendo, poi controllo davanti alla mia posizione ed infine volgo lo sguardo alla mia destra. Niente, per cui torno a voltare la testa a sinistra e . HAAAAAAAAAAAAAARG</p>
<p>L’immagine del fondo viene sfocata da una grossa massa che sta salendo: prima ancora di mettere a fuoco l’immagine (non so se a voi capita di percepire la rottura tra la sagoma del pesce e il fondale, prima di individuare il pesce stesso) il cervello scatta e sentenzia: spigola! È infatti un pesce molto lungo e ho notato la pancia bianca oltre al dorso scuro, poi, in una frazione di secondo, il pesce va a fuoco. È un dentice mostruoso: è lui, Tatanka. Risale dal fondo insieme ad un orata, stimata sul paio di kg, che si mette letteralmente davanti alla mia maschera, mentre il suo compagno transita davanti alla punta del fucile. Quasi incredulo sparo, mentre il pesce passa a un paio di metri dalla punta. Non ho mirato, non ho neppure provato a spostare il fucile, mi sono semplicemente limitato a premere il grilletto, sparando al bersaglio grosso. Vedo l’asta che, colpito il pesce a metà tra la linea laterale e la pinna dorsale, prima si impenna e poi frena di colpo. Il pesce parte a razzo prima verso sinistra, poi gira verso il largo e srotola 7/8 metri di filo dalla bobina del mulinello, esegue un loop verso la superficie per poi ritornare verso la mia posizione. Quando arriva a 4 metri da me, si infila nel canalone che sprofonda e 30 metri, mentre vedo l’asta cadere verso il fondo. Il tutto è durato meno di tre secondi. Mentre scappava verso sinistra ho avuto modo di capire che il pesce era quasi lungo come l’asta, quando scappava verso il largo, che, oltre a non averlo passato, era spesso come un vocabolario di Greco.<br />
Risalgo attonito e la prima cosa che riesco a dire a Mauri è. “ Non l’ho passato!!!”</p>
<p>Non sembro neppure troppo dispiaciuto (molto probabilmente ero in uno stato di shock tale da non rendermi neppure conto di quanto mi fosse accaduto), quando racconto l’accaduto a Maurizio che, da galla, ha osservato tutta la scena. Era in una posizione defilata, ma che gli ha consentito di vedermi e di osservare, senza poter fare nulla, la fuga del pesce. Sulle prima lui pensava che quello in fuga, visto lo scatto, non fosse il pesce a cui avevo sparato, e anche lui, date la dimensioni e la lunghezza aveva pensato subito ad una spigola; poi la forma ed il colore inequivocabilmente blu cobalto, gli hanno fatto riconoscere, nel razzo che fuggiva, un dentice. Purtroppo la realtà è diversa e quello che ha visto: non era il compagno del pesce sparato, ma “il pesce sparato” quello che fuggiva. A distanza di tempo non riesco ancora a comprendere il motivo della mancata cattura e mi sono stilato l’elenco delle possibilità:<br />
• molto probabilmente il pesce era più grande e più lontano di quanto stimato<br />
• forse ho preso anche un osso, o semplicemente non sono riuscito a bucare quel vocabolario<br />
• forse, ero talmente certo della cattura che mi è venuto anche il braccino<br />
• forse, anzi certamente, se avessi portato il 120 doppio elastico come avevo pensato di fare in un primo momento per poi ripiegare sul 10<br />
• forse se avessi avuto un asta monoaletta avrei passato il pesce<br />
• forse se il pesce fosse arrivato all’aspetto a Maurizio che impugnava un 110 doppio elastico<br />
• forse se gli sparavo nella pancia<br />
forse………….. ma con i se e con i ma i pesci a casa non si portano. Anche Maurizio mi ha confermato che il pesce sembrava essere a tiro …. Questo non mi aiuta a dimenticare l’occasione sfumata. Per la cronaca: il fucile era stato caricato da meno di 10 minuti e quindi gli elastici non potevano essere “stanchi”, è armato con asta da 6,5 mm con doppia aletta e ho verificato e fatto verificare che il tiro sia “buono” (stende le due passate di sagola senza che si veda l’asta e alla fine strotola parecchio mulinello dando un bel colpo sul fucile a significare che, anche a fine corsa, l’energia è presente in abbondanza)<br />
A raccontarla tutta, ci sono voluti almeno 3 giorni per metabolizzare quanto accaduto, e dall’iniziale indifferenza, per la mancata cattura, sono passato ad uno stato di quasi disperazione. Ma quando mai mi potrà ricapitare di trovare un tale carro-armato in così poca acqua, poi penso al regalo che il mare mi ha fatto solo qualche giorno prima e torna a spuntarmi il sorriso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/p1000564medium.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3394 aligncenter" title="pescasubapnea : Dentice Piero Carrera" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/11/p1000564medium-225x300.jpg" alt="pescasubapnea : Dentice Piero Carrera" width="284" height="349" /></a></p>
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		<title>Pesca sub : Racconto di Luglio 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 10:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strategia da Pantofolaio (Maurizio Angelozzi)


Sono sempre molto combattuto al suono della sveglia, la mia parte pigra diventa sempre più convincente. Da ragazzo riuscivo anche a non chiudere occhio nella notte precedente una battuta di pesca, ma ora l’accidia ha il sopravvento… mi alzo e ciabatto al bagno, supero il trauma dello specchio e finita la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=49226368" target="_blank">Strategia da Pantofolaio (Maurizio Angelozzi)</a></strong></p>
<p><!-- pescasubapnea sito, pinne in carbiono Mustang, claudio basili, pinne Flame Skorpio, Orata all'aspetto, pesca in apnea orata, forum pescasub, pale carbonio C4, carbonio T700, Carbonio T 300 Flame, video test pinne carbonio, --></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/maurizio-angelozzi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3219" title="pescasubapnea : Orata di Maurizio Angelozzi" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/maurizio-angelozzi-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Orata di Maurizio Angelozzi" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Sono sempre molto combattuto al suono della sveglia, la mia parte pigra diventa sempre più convincente. Da ragazzo riuscivo anche a non chiudere occhio nella notte precedente una battuta di pesca, ma ora l’accidia ha il sopravvento… mi alzo e ciabatto al bagno, supero il trauma dello specchio e finita la toeletta mangio qualcosa lontana anni luce dalle indicazioni alimentari più corrette. L’attrezzatura è già in auto, riempio la tanica di acqua calda e vado. Ho deciso di pescare in una zona tutto sommato poco interessante, battuta quasi esclusivamente da pescatori alle prime armi, <span id="more-3215"></span>con acqua spesso torbida e fondale semipiatto. Però i cannisti che quotidianamente gettano i loro ami di fronte la spiaggia negli ultimi tempi hanno catturato delle discrete orate e mi ronza in testa l’idea che qualcosa lì, all’alba, potrebbe girarci. Onestamente devo ammettere che su questa scelta pesa e molto la possibilità di una doccia calda, colazione al bar e lettino già pronto all’ombra per sonnellino ristoratore. Una strategia da pantofolaio, insomma…<br />
Ma prima il dovere e poi il piacere. Pianto gli ombrelloni e dispongo le spiaggine per l’arrivo ad ora da cavalieri della famiglia. Due ombrelloni aperti al primo chiarore dell’alba, chissà cosa starà pensando quel villeggiante in pigiama con il cane al guinzaglio che passeggia sul lungomare.<br />
Mi preparo sulla scogliera a protezione della baia, con i piedi immersi nell’acqua trasparente. I momenti della vestizione in queste condizioni mi regalano sempre una particolare serenità, assaporo avidamente le mie sensazioni. Lo sciabordio sommesso nel silenzio dell’alba è una cosa alla quale non rinuncerò mai.<br />
Esco. La visibilità fuori della diga, come immaginavo, non è delle migliori. Circa 3 o 3,5 mt. in orizzontale 5-6 in verticale. L’idea, l’ipotetica stragegia, sarebbe quella di fare aspetti sulle rare zone di scoglietti più frequentate da branchi di piccoli pesci, saraghetti, occhiatelle e lattarini che ci sono su questo esteso durone quasi sempre deserto. Devo pinneggiare una ventina di minuti per trovare una zona con simili caratteristiche. Provo diversi aspetti ma senza il conforto di qualche segnale incoraggiante. Con non poca difficoltà trovo quello che è il mio, presunto, spot di pesca. Sono pochi scogli bassi in una ampia radura sabbiosa che danno asilo ad una colonia di saraghetti che hanno eletto come dimora i piccolissimi spacchetti del grotto presenti. Lascio ancorati i due palloni che da qualche anno mi seguono fedelmente e provo un primo aspetto. Come mi poggio sul fondo mi avvolgono nuvole di fasciati tascabili, maggiori, occhiate, anche una marmora. Tutti formato mignon. Davvero un bel movimento ma senza prede di interesse venatorio. Mi scorre sulla destra un denticiotto mentre risalgo. Le condizioni sono quelle che auspicavo non devo fare altro che riprovare qualche metro più in là. Scelgo un appostamento adatto, alla base dell’agglomerato, il sole irrinunciabilmente alle spalle. Tre metri o poco più.<br />
Rieccoli. Sono tanti e iniziano a vedersi saraghi discreti, è un continuo apparire e sparire nella coltre torbida che complice la poca luce limita la visibilità, anche un 75 avrebbe fatto il suo lavoro invece del 94 che impugno. Fisso la sospensione che ho di fronte e improvvisamente appare un testone che superato la piccola guglia di scogli mi punta deciso con una traiettoria discendente dall’alto verso il basso, la grande macchia dorata ne dichiara inequivocabilmente il nobile casato.<br />
Da questo momento in poi ricordo solo la frustata degli elastici, l’orata che fugge con l’asta nella pancia. Non so dire distanza né posizione del pesce, ho un blackout dei secondi essenziali della cattura. Quasi che a sparare sia un altro. Mi ritrovo con la sagola in mano (quando ho lasciato il fucile? Mah…) che cerco di lavorare la preda. E’ presa bassa, spero non si strappi il ferro di dosso, stranamente, seppur vigorosa, la sua reazione è, in un certo modo, controllata. Fortunatamente finisce in sagola e riesco ad agguantarla prima che si laceri completamente. La mano nella branchia mi regala la gioia di una bellissima cattura. Urlo come uno scemo in superficie. E’ più bella di quanto immaginassi, davvero un bello spessore da tenere tra le dita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/orata.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3224 aligncenter" title="pescasubapnea : orata pesca all'aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/orata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orata pesca all'aspetto" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il giorno seguente sono ancora lì. L’entusiasmo della cattura rendono la levataccia meno dolorosa. Una signora alle prese con i bisogni del cane fa finta di non vedere un uomo nudo con due ombrelloni aperti alle 5 e trenta del mattino.<br />
Stamani la visibilità è ancora più precaria. Le zone in acqua bassa sono frequentate in modo esclusivo dalle solite colonie di piccoli pesci. Senza graditi visitatori purtroppo. Dopo tre ore di tentativi infruttuosi decido di ripetere la stessa strategia ma ai bordi del durone dove iniziano i primi agglomerati di grotto, prime avvisaglie di un fondale ben più interessante e dove ho spesso preso bei saraghi ma esclusivamente in tana. Oggi però un fastidioso taglio freddo pregiudica questa possibilità e l’idea di spolmonarmi per ore per controllare miriadi di fessure con questa visibilità è poco allettante. Aspetto puro e via. Trovata la batimetrica adatta mi dispongo a continue planate esplorative per identificare una zona adatta. Finalmente un poco di movimento. Saraghi già discreti girellano su questo grottino a 6-7 metri. Al secondo aspetto il consueto carosello inizia dopo una certa attesa poi dal torbido appare un grosso pesce, inizialmente scambiato per un dentice, un pizzuto formato valigia (forse 2 kg. ) sbuca e subito scompare nella nebbia. Resto ancora in attesa, ho sufficiente margine per sperare che ritorni sui suoi passi. Ma la sua stazza è sicuramente frutto di una scaltrezza esemplare. Infatti non riapparirà più. L’avvistamento, come sempre in questi casi, mi carica e mi spinge a ritentare con maggiore attenzione.<br />
Preparazione, capovolta, discesa, planata e appostamento. Meccanismi istintivi ormai oliati da trenta anni di passione si susseguono legati da un filo invisibile. Passano i primi trenta secondi senza nessun segno di vita, poi lentamente i primo maggiori, poi i fasciati tornano a blandirmi con i loro movimenti. Sembra non ci sia altro ma improvvisamente un forte rumore dall’alto mi spinge ad alzare la testa dallo spessore torbido che mi sovrasta, un enorme branco di saragoni che stazionava invisibile sopra la mia posta schizza trasversalmente dall’alto in basso come spaventato da qualcosa. Ma non da me. Nella confusione un grosso sarago si trova nella mia traiettoria di mira e finisce in sagola, almeno spero. Sto risalendo e non vedo quasi nulla. Il fischio del mulinello mi riscalda il cuore. C’è. E’ un bell’esemplare di sarago “testanera” così chiamiamo nel Lazio i grossi saraghi che si trovano nelle tane più profonde. Posso rientrare alla spiaggia senza dover sottostare alle ironie degli amici che aspettano il mio rientro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/sarago.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3227  aligncenter" title="pescasubapbea : sarago di Maurizio Angelozzi" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/10/sarago-300x225.jpg" alt="pescasubapbea : sarago di Maurizio Angelozzi" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E’ una strana passione questa, mi sazia con poche piccole cose, tante emozioni quasi mai legate a carnieri esagerati ma sempre incise come un marchio indelebile nella mia memoria e nella mia vita.</p>
<p style="text-align: right;">Maurizio Angelozzi</p>
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		<title>Pesca sub : Racconto di Giugno 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 15:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tonno di 30 Kg. (Mario Caputo)

Certe catture a volte sono frutto di incontri casuali, a volte vengono dopo tante uscite dedicate, ma concluse con un niente di fatto. E&#8217; questo il mio caso, già da un pò spendo qualche uscita con sarde per pastura, gommone alla deriva, e sguardo perso nel blu. Qualche incontro già lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=48817742&amp;st=30#entry402462710" target="_blank">Tonno di 30 Kg. (Mario Caputo)</a></strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3107" title="pescasubapnea : tonno 30 kg" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/09/tonno-30-kg-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : tonno 30 kg" width="300" height="225" /></p>
<p>Certe catture a volte sono frutto di incontri casuali, a volte vengono dopo tante uscite dedicate, ma concluse con un niente di fatto. E&#8217; questo il mio caso, già da un pò spendo qualche uscita con sarde per pastura, gommone alla deriva, e sguardo perso nel blu. Qualche incontro già lo si era avuto, ad esempio la lampuga di settembre scorso, o lo squalo di maggio 2009, già raccontati e non voglio ripetermi, per non annoiarvi. Stavolta dopo già un paio d&#8217;ore di nulla, sotto il gommone vedo transitare un brancotto di questi pesci, una decina, peso indefinibile, <span id="more-3104"></span>vista anche la distanza, la visibilità è tanta, forse trenta metri, stabilire a che quota viaggino e le dimensioni non è facile, l&#8217;emozione e altissima, faccio mente locale a l&#8217;attrezzatura, la sagola è libera, tutto è in ordine, ok scendo:<br />
i pesci sono già in allontanamento, e non credo che io possa raggiungerli per tempo, senonchè incuriositi, si girano e vengono a guardarmi più da vicino, guardo il profondimetro, e vedo di essere sui dodici metri, quota dove dovrei essere neutro, mi fermo in orizzontale e aspetto il destino, che non tarda a realizzarsi, i tonni mi arrivano frontali e giunti a circa quattro metri (credo) girano sulla mia destra, provo a seguire lo spostamento con il fucile, ma sebbene sembrino muoversi lentamente, il loro moto è ineguagliabile ( anzi insuperabile come diceva la pubblicità), per cui mi ritrovo con il branco passato ed il fucile ancora da allineare, sto già per rimpiangere l&#8217;occasione persa quando mi accorgo che i tonni hanno continuato a girare sulla loro destra anche dopo avermi superato finendo col tornarmi nuovamente davanti al fucile stavolta da sinistra, in pratica sono al centro di una sorta di tromba d&#8217;aria &#8230; di tonni, che via via stringono intorno a me!<br />
A questo punto devo solo scegliere a chi sparare, questo, no quello, no quell&#8217;altro è più grosso, un sussulto mi fa capire che la sagola a cui è vincolato il fucile è arrivata alla fine e difatti guardo il profondimetro che segna diciassette metri, senza accorgermene continuavo a scendere, e su questo punto vorrei soffermare l&#8217;attenzione di chi volesse cimentarsi in questo tipo di pesca, senza riferimenti ci vuol poco ad andare oltre i propri limiti, e non avere quindi il fiato per risalire!<br />
Torniamo a noi, tonni dappertutto fucile allineato, il prossimo che passa come sia sia lo sparo: l&#8217;asta parte velocissima e merito della punta tricuspide superaffilata, attraversa il pesce come fosse di burro, ho addirittura la sensazione che al momento dello scarto del pesce, che parte a mille, l&#8217;asta stia ancora avanzando attraverso il corpo del tonno.<br />
La partenza rapidissima piega l&#8217;asta ad <strong>U</strong> con al centro un missile scatenato, risalgo filando il mulinello, ma la velocità con cui si srotola mi fa desistere da ogni speranza di giocarmela dalla superfice, chiudo la frizione e mollo tutto.<br />
Giunto in superfice vedo la boetta fare su e giù come un galleggiante da pesca con la canna, il compagno alla guida è già in arrivo col secondo fucile, lascio passare qualche minuto per riprendermi e per stancare il pesce, quando la boa è stabile in superficie, iniziamo il recupero, senza forzare, sarebbe stupido rompere la sagola o strappare il pesce giunti a questo punto.<br />
Inizio a intravedere i bagliori, il tonno è disposto su un fianco, gira in tondo lentamente, ma si lascia salpare, mollo la sagola al compagno e scendo a doppiarlo. Al mio avvicinarsi tenta una fuga ma non guadagna abbastanza fondo da sfuggire al secondo tiro, che in pieno sulla testa sembra finirlo.<br />
Forti di due aste in corpo ci diamo da fare per salparlo rapidamente, forse troppo, difatti giunto in superfice prende a nuotare nuovamente a tutta birra, con tutta la sagola che c&#8217;è in giro rimanere legati come salami è fortemente probabile, mollo tutto e mi immergo, forse appena in tempo, difatti una spira si chiude sul tubo strappandomi via anche la maschera. (poi recuperata dal compagno.)<br />
Risalgo in gommone e riprendiamo a salparlo in due ma al sicuro. Questa volta non c&#8217;e scampo per il pescione, è incredibile, ci siamo riusciti, era da anni che inseguivamo questo obbiettivo e finalmente è lì sotto i nostri occhi, non è fallire osando grandemente, ma stavolta è proprio un successo!<br />
Non stò a raccontarvi della fatica per caricarlo in macchina, della frenata brusca che ha ribbaltato la vasca versando in auto litri di sangue, della puzza che non se ne va più nonostante i lavaggi, della faccia del gestore dell&#8217;auto lavaggio quando spruzzando l&#8217;acqua sui tappettini esce un fiume rosso sangue&#8230;..(chi ha ammazzato questo qua?!?).<br />
Il peso, è di poco meno di trenta chili, (29.500 kg. &#8211; 500 grammi sotto il peso minimo, col 10% di approssimazione sono in regola anche per la legge, fermo restando che avrei dovuto avvertire in capitaneria e non l&#8217;ho fatto) , la gioia è infinita, ma rimane la voglia di ripetersi, e stavolta l&#8217;obbiettivo e tripla cifra&#8230;..<br />
Per l&#8217;attrezzatura, fucile asso 115, modificato e strapompato, asta da otto, arpione snodato con punta tricuspide e scaricato, come da istruzioni di tale Emanuele Zara, mulinello meroù big con ottanta metri circa di sagolino da 2 mm. per palamiti, sagola gallegiante tipo salvagente anulare da sei, boetta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/09/tonno-30-kg.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3107 aligncenter" title="pescasubapnea : tonno 30 kg" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/09/tonno-30-kg-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : tonno 30 kg" width="341" height="243" /></a></p>
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		<title>Pesca sub : Racconto di Aprile 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 10:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dentice 11.1 KG. il sogno&#8230; (Alan alansy)
17\04\2010 &#8211; Aprile, dolce dormire? anche no! Aspettavo da tempo le prime giornate di sole primaverile, che scaldano l&#8217;acqua del mare e fanno risalire la temperatura della stessa per mettere in moto quel meccanismo stupendo che si sviluppa sotto la sottile linea blu! Da alcuni giorni le mie nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=47560749" target="_blank">Dentice 11.1 KG. il sogno&#8230; (Alan alansy)</a></strong></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice-11-kg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2745" title="pescasubapnea : dentice 11 kg" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice-11-kg-208x300.jpg" alt="pescasubapnea : dentice 11 kg" width="240" height="309" /></a>17\04\2010 &#8211; Aprile, dolce dormire? anche no! Aspettavo da tempo le prime giornate di sole primaverile, che scaldano l&#8217;acqua del mare e fanno risalire la temperatura della stessa per mettere in moto quel meccanismo stupendo che si sviluppa sotto la sottile linea blu! Da alcuni giorni le mie nuove pinne in carbonio (carbonio GFT pesca medie) sono arrivate e oggi, sabato, non chiedono altro che di essere provate!<br />
Tornato a casa nel pomeriggio, dopo una giornata iniziata presto mi spacco un pisolino pomeridiano per recuperare le forze e alle 4.30 sono in auto. Oggi (a parte la foga di provare le pinne in carbonio nuove fiammati) ho deciso di optare per un&#8217;arma con i Controcavoli: 110 triplo elastisco (tornado seatec) Esagerato, come l&#8217;aranciata san pellegrino! (mai scelta si rivelò più consona&#8230;la potenza non è mai abbastanza!) &#8220;oggi, esco solo per fare dei dentici<span id="more-2742"></span>(se ci sono) o comunque dei pinnuti di un certo pregio&#8221; (mi sono detto tirando fuori dall&#8217;armadio il fustigone che dormiva sogni tranquilli ormai da dicembre scordo) Indi percui arrivato sul pezzo alle 17:10 circa dopo una rapida vestizione alle 17.30 circa sono già in acqua!<br />
La giornata è stupenda, il sole lentamente sta andando giu all&#8217;orizzonte, la temperatura dell&#8217;acqua è notevolmete salita (in superficie arriva a 17.5 C circa, mentre sul fondo (oltre i 20m) scende a 15,9 C.<br />
Allontanatomi dalla riva iniziano i primi sassi e sassoni della secca che sto visitando e conseguentemente i primi aspetti, impugnando un cannone come il tornado inizio con con i primi tuffi nella speranza che qualche dentice e\o ricciola e\o orata e\o pesce di un certo pregio si faccia vivo!<br />
Nei primi tuffi (dove la secca ha un batimetrica compresa fra i 10 e 15 m) solo un&#8217;orata (di ottima taglia stimata sopra i 2 kg) si degna di mostrarmi il fianco ma aimè fuori tiro anche per questa incredibile arma! (per ora dentici manco a parlarne e poichè sono uscito con intenti bellicosi di saraghi o altri pesci non voglio nenche sentirne, oggi voglio legnare UN DENTICE!)<br />
Proseguo nella pescata e per un&#8217;ora e passa in cui eseguo svariati aspetti non incontro nessun pinnuto degno di nota. Sono già le 19:15 e sono cosciente di essere arrivato alla &#8220;fine&#8221; della secca, o quanto meno sugli ultimi sassoni utili che sprofondando a 25\ 28 m (stupendi).<br />
Il punto clou dove spero di incontrare ciò che cerco. L&#8217;orario in cui mi trovo su quei sassoni è perfetto, mancano circa 45min al tramonto, per la serie sono nel posto giusto al momento giusto! Ho tutto il tempo di eseguire una serie di tuffi per vedere un pò se qualche bomber sta cacciando spavaldo fra quei sassoni stupendi adagiati sul fondo. Preparo il primo tuffo, con molta tranquillità, sono i primi tuffi della stagione un pò piu fondi quindi non mi metto fretta, mi ventilo per bene e poi giu! Pinneggio tranquillo (le pinne approposito sono un bomba) e mi lascio sprofondare nel blu scuro del mare, arrivo sul fondo e mi &#8220;incastro&#8221; fra due massoni a circa 20 m, che come un terrazza si affacciano su altri sassi piu piccoli che si trovano a un 25 ina di metri. Passano i secondi (che sembrano lunghissimi e interminabili) e dalla penombra dell&#8217;oscurità arriva lui, un dentice! E&#8217; solo, è maestoso ed è veramente grande, mi punta abbastanza tranquillo, lentamente ma sicuro e deciso, ma tutto ad un tratto si blocca e vira, io memore di altre volte in cui non ho sparato per &#8220;paura&#8221; o perdita dell&#8217;attimo, faccio partire il tiro (ricordandomi molto bene che cannone sto imopugnando e le sue capacità balistiche) ma purtroppo è veramente lontano e l&#8217;asta non lo raggiunge! Risalgo tranquillo e anche un pò conpiaciuto del fatto che &#8220;quanto meno ci ho provato&#8221; penso fra me e me.<br />
Spero solo di non aver fatto troppo casino e allarmato pure le castagnole ivi presenti!<br />
OK guardo l&#8217;orologio e sono quasi le 19:25 percui avrò a disposizione solo qualche altro tuffo per concludere qualcosa! (per arrivare a terra ci vogliono circa 20 min) Fisso bene il fondo la visibilità è buona (non ottima) e intravedo a mala pena i massoni più grossi per non perdere il punto su cui sto pescando (una leggera corrente da est tende a portarmi fuori posizione)<br />
Effettuo altri aspetti e a parte l&#8217;avvistamento molto lontano sempre di un dentice grosso, non succede niente di che (da notare che non ho mai visto i classici branchi di dentici, ma solo individui solitari sempre molto grandi) Perfetto mi dico &#8220;dai Alan ultimo tuffo e poi si torna!&#8221;<br />
Sono le 19.40 circa, preparo il tuffo (sono un pò stanco) mi ventilo per bene, capriola lenta e silenziosa e giu sotto! Do alcune pinneggiate con le mie GFT pesca che spingono veramente tanto, sino a diventare negativo e poi mi lascio andare nel valzer idrodinamico nel blu! 8 metri, 10 metri (inzio a mettere a fuoco il solito fondale granitico di pietroni e inizio a valutare dove posso andare a ficcarmi per fare quest&#8217;ultimo aspetto) 12 metri, continuo a scende, 15 m: vedo un&#8217;ombra che scorre sotto di me da sinistra verso destra e nuota sinuosa quasi sul fondo appena sotto un lastrone è un dentice! IL DENTICE! E&#8217; sicuraemnte in caccia, mi allungo e continuo a scendere virando leggermente con le pinne per allineare tutto il mio corpo in cacaduta verso di lui. Rimnanendo immobile e senza pinneggiare faccio un&#8217;altro paio di metri sulla sua verticale distendendo per bene il braccio, sono tranquillo non ho il batticuore o ansie da errori come mi è capitato in passato. Arrivo a circa 4 metri da lui miro e lascio andare il dito sul grilletto quansi in maniera naturale! Il tornanchio scaglia l&#8217;asta da 7 mm doppia aletta con una potenza devastante (oltretutto in caduta) e colpiesce il pesce a centro corpo leggermente di lato, proprio all&#8217;altezza della linea laterale, trapassandolo completamente addirittura finendo la sua corsa in una chiazza di sabbia dove stava transitando il pesce non consentendo di insagolarlo!<br />
Appena colpito viro immediatamente verso la superficie e qui si che mi schizza l&#8217;adrenalina a mille e il cuore spinge il sangue come un&#8217;idropompa, perchè realizzo di averlo colpito! (E&#8217; abbastanza fondo e la reazione del bomber non si fa attendenre un secondo) il dentice ha una scatto a dir poco FURIBONDO! Parte immeditamente verso il fondo e avendo visto che l&#8217;ho trapassato per bene afferro con due mani fucile e sagolino e cerco di staccarlo dal fondo&#8230;.EHHHHHHHH errore! è indemoniato e potentissimo e cerca di infialrsi in uno spacco sulla destra ma il suo capoccione (anzi tutto l&#8217;insieme) è troppo grosso(EHHH! errore suo!), io nel frattempo sto nuotando verso la superficie (ancora lontana&#8230;) mentre lui si dibatte violentemente! Continuo la risalita e i secondi sembravano interminabili osservando contemporaneamte che cosa combina il diavolo tasmaniano li sotto! Che fa?! vede un lastrone ENORME sulla sinistra (rispetto allo sparo) e lo punta infilandocisi sotto, approfittando del fatto che io per risalire e guadagnare la superficie, ho dovuto allentare la presa e concere metri di sagolino! Quindi fortunatamente ricollego il cervello e apro in todo il mulinello e salgo a velocemente in diagonale (direzione opposta a dove si è infilato il pescione) verso la superficie, lasciondo sfogare il demonio! Arrivato a galla (un pò affaticato dallo sforzo tremendo) stringendo in mano il fucile inizio a nuotare forsennatamente in direzione opposta alla diagonale diseganta dal sagolino, senza però forzare quest&#8217;ultimo, anzi concednedo ancora qualche metro, in maniera tale da sfilare il demonio da dentro la sua cuccia dove pensava di trovare riparo (sfortuna sua, il latrone dove si è infilato è alto almeno 1 o 2 metri dal fondo quindi è bello ampio e avendolo visto cerco cosi facendo di sfilarlo il prima possibile dal suo nido (d&#8217;altronde avevo una paura tremenda che dibattendosi le alette si fossero chiuse o peggio ancora facendo leva sulla sabbia si sfilasse l&#8217;asta di dosso) Recupero piano piano il sagolino e sento proprio lo strusciare della sagola in diagonale sull&#8217;intradosso del lastrone, è pesantissimo sembra che non venga e penso già di dover scendere a vedere dove si fosse infilato! Invece la resitenza o durezza del sagolino è data da un&#8217;altro fattore, la mole del Dentice!! (di cui mi renderò conto solo una volta in superficie)<br />
Continuo a recuperare lentamente il sagolino e sento ancora il pesce che si dibatte animatamente (sono passati già 6\7 min dallo sparo) guardo preoccupato il sagolino in diagonale che si perde nel blu! Recuperato qualche altro metro sento che il pesce è &#8220;libero&#8221; e il sagolino non sfrega più su nessuna superfice! Il pesce cerca di tirare ancora con le ultime forze ma quest&#8217;ultime si fanno sempre più flebili e superati i 15 metri praticamente quasi nulle (la vescica natatoria gli esce orami dalla bocca)<br />
Inizio già a vedere la sua sagoma e mi rendo conto solo ora, quando è a meno di 10 metri da me, che è un dentice ENORME che giustifica tutta la sua potenza! Gli infilio una mano fra le branchie estraggo il coltello e finisco questo animale STUPENDO che tanto ho cercato e sognato!</p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2758" title="pescasubapnea : dentice e attrezzatura" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : dentice e attrezzatura" width="300" height="225" /></a>Lo guardo e non credo ai miei occhi è enorme, lo stimo grossomodo fra gli 8 e 10 kg (la bilancia poi a casa dirà addirittura 11.1 Kg) solo ora lancio un urlo liberatorio che penso mi abbiano sentito pure sulla spiaggia dove alcuni ragazzi stavano inziando una battuta di pesca a canna! (Scottato dallo sclero con la leccia di 20 kg persa l&#8217;estate scorsa!)<br />
Pinneggio forte verso terra stringendo come fosse il mio portafoglio quella stupenda creatura arrivando sulla spiaggia 20 minuti dopo esausto ma immensamente felice per la cattura!<br />
Che dire? Concludo obbligatoriamente questo racconto ringraziando (e non finirò mai di farlo) e dendicando questa pescata straordinaria alla persona che ha reso possibile tutto questo, che mi ha avvicinato e trasmesso la passione per questa disciplina 1 anno e mezzo fa, che mi ha sempre incoraggiato, che mi ha insegnato che la coerenza, la costanza e l&#8217;impegno pagano! Che la fortuna non esiste perchè li in quel momento c&#8217;ero io, perchè l&#8217;ho cercato e l&#8217;ho voluto!</p>
<p>Al mio grande amico (e pescatore) Luca!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice-11-kg-or.jpg"><img class="size-medium wp-image-2756 aligncenter" title="pescasibapnea : dentice 11 kg Forum Pesca Sub &amp; Apnea" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/06/dentice-11-kg-or-300x225.jpg" alt="pescasibapnea : dentice 11 kg Forum Pesca Sub &amp; Apnea" width="343" height="248" /></a></p>
<p><!-- Racconto sul dentice di 11 kg, Dentice all'aspetto, pescasubapnea, pesca in apnea, pesca sub apnea, racconti di pesca il dentice, Claudio Basili forumfree, pesca al dentice, dentice da record, pescasubapnea.it, pescasubaquea, pescasubapnea.net, --></p>
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		<title>Pesca Sub : Racconto di Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 10:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pesca in Apnea : Dentice di marzo (Angelo Ascione)

Sabato 20 marzo, l&#8217;inverno ormai è passato e domani ufficialmente entra la primavera, sono in mare a caccia di emozioni&#8230;.
Ore 16,00 circa, mi sto ventilando prima dell&#8217;ennesimo tuffo, la visibilità in superficie è pessima, ma sul fondo per fortuna migliora
fino ad arrivare anche ad una decina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=46962318" target="_blank">Pesca in Apnea : Dentice di marzo (Angelo Ascione)</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/05/dentice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2527" title="pescasubapnea : dentice aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/05/dentice-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : dentice aspetto" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sabato 20 marzo, l&#8217;inverno ormai è passato e domani ufficialmente entra la primavera, sono in mare a caccia di emozioni&#8230;.<br />
Ore 16,00 circa, mi sto ventilando prima dell&#8217;ennesimo tuffo, la visibilità in superficie è pessima, ma sul fondo per fortuna migliora<br />
fino ad arrivare anche ad una decina di metri, il fondale è formato da grotto e posidonia, profondità 11 mt. circa e temperatura 16° (la più alta che registro in questo periodo) sono pronto, effettuo la capovolta ed ecco che inizia l&#8217;avventura.. Pinneggio per i primi metri e poi mi lascio cadere in un <span id="more-2526"></span>avvallamento del fondo, sono circondato dalla posidonia che sembra avermi inghiottito.<br />
La direzione del mio sguardo è diretta verso il largo, e la posizione del sole è a circa 45° rispetto al fucile che si trova dritto davanti a me semiaffondato nella posidonia, i secondi passano ed io provo ad immaginare quali prede potrebbero sbucare avanti ai miei occhi&#8230;<br />
Ma ecco che tutto ad un tratto vedo apparire delle sagome come dei fantasmi quasi indefiniti, la prima si materializza dalla sinistra, la seconda dalla destra, non ho dubbi sulla specie a cui appartengono&#8230; sono loro i fantasmi delle secche.<br />
Le due ombre si incrociano e si lasciano in direzione opposta, ed ecco che nello spazio lasciato tra le due code in allontanamento sbucare un&#8217; ennesima sagoma che si avvicina decisa, con movimenti ondulatori destra / sinistra&#8230;<br />
Sembra a tiro, ma continua ad avvicinarsi ed attendo ancora, ancora, ancora&#8230;<br />
Nel frattempo mi accorgo che vi sono altre presenze, non definite, ma si muovono nella nebbia.<br />
Ormai sono sicuro che il tiro andrà a segno ed attendo solo l&#8217;attimo che precede la virata, ed infatti ecco che il pesce ferma le pinne e procede per inerzia, in questi momento sembrano navicelle spaziali in volo radente sulla posidonia, è ad un paio di metri e mezzo dalla punta del fucile, e penso di insagolarlo.<br />
Accenna la virata ed ecco partire il tiro&#8230; il pesce colpito dal basso verso l&#8217;alto non ha reazione, muove solo il capo e si piega lateralmente, osservo la scena e realizzo la precisione del tiro ma subito mi accorgo che l&#8217;asta da 6,25 data la distanza non è stata in grado di trapassare completamente il pesce per il suo spessore e pur fuoriuscendo la punta completamente dal pesce, le alette sono ancora chiuse e nelle sue carni, ecco che allora scatto verso la preda afferro l&#8217;asta per il codolo e dò un colpo secco che consente alle alette di fuoriuscire ed aprirsi, così afferro l&#8217;asta da entambi i lati del pesce e risalgo in superficie avvolto dal calore dell&#8217;emozione che solo una cattura del genere sa dare.<br />
Per gli amanti dei numeri, il pesce pesava 7 kili tondi tondi, ed è stato catturato in un tuffo di cui la durata totale è stata di 1&#8242; 46&#8243;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/05/dentice-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2534 aligncenter" title="pescasubapnea : dentice aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/05/dentice-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : dentice aspetto" width="300" height="225" /></a></p>
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