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	<title>Il sito per gli appassionati di pescasub e apnea &#124; pesca sub, video, apnea, agonismo, eventi, attrezzature, interviste, racconti &#187; Interviste</title>
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		<title>Intervista a Roberto Praiola</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 08:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto per prima cosa voglio ringraziarti a nome del Forum &#8220;Pesca Sub &#38; Apnea&#8221; per la tua disponibilità e per aver accettato l’intervista.
Ho la fortuna di conoscerti e di aver parlato molte volte con te, queste domande hanno lo scopo di far capire chi è Roberto Praiola, ottimo atleta e fortissimo pescatore subacqueo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1282" title="pescasubapnea : Roberto Praiola BWA" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/Roberto-Praiola-BWA-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Roberto Praiola BWA" width="300" height="225" />Roberto per prima cosa voglio ringraziarti a nome del Forum &#8220;<strong><a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a></strong>&#8221; per la tua disponibilità e per aver accettato l’intervista.<br />
Ho la fortuna di conoscerti e di aver parlato molte volte con te, queste domande hanno lo scopo di far capire chi è Roberto Praiola, ottimo atleta e fortissimo pescatore subacqueo.<br />
<span</span><br />
<span</span><br />
<span><strong>Passiamo subito alle domande:</strong></span><span><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Per chi non ti conosce, chi è Roberto Praiola ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong> Sono prima di tutto un appassionato di mare. <span id="more-1260"></span>Nato ad Anzio, fin da piccolo ho sempre sentito il richiamo del mare. Mi ricordo che rimanevo svariate ore in acqua come d’altronde faccio oggi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;"> </span></em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Quando hai iniziato a pescare e poi a fare le gare ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong> Ho iniziato all’età di 7/8 anni, poi crescendo è arrivato il primo fucile. Per quanto riguarda le gare ho fatto il primo anno di selettive nel 1983, con il CiCa sub di Roma.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;"> </span></em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em> </em></strong><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Sei tra i più forti pescatori del Lazio, come hai fatto a raggiungere questo traguardo ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Ho sempre dedicato moltissimo tempo a questa attività, anche se il salto di qualità l’ho fatto con alcuni anni di professionismo quando alla fine della giornata dovevo portare comunque il carniere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1299 aligncenter" title="pescasubapnea : Roberto con dentici e ricciola" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/Roberto-con-dentici-e-ricciola.jpg" alt="pescasubapnea : Roberto con dentici e ricciola" width="432" height="324" /></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Per pescare profondo usi il piombo mobile, che consigli puoi dare e quali sono le accortezze ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>A dire il vero non lo consiglierei a tutti, poiché molti pensano che sia il mezzo per scendere di più. In realtà si tratta di un attrezzo che serve per la sicurezza di un subacqueo esperto che già pesca in profondità. Chi comunque volesse adoperare questo sistema sappia che occorre una grande conoscenza del proprio fisico e dei propri limiti.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Come si prepara per un tuffo impegnativo e come lo esegui? Hai problemi a spezzare il fiato ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Non mai avuto problemi nei primi tuffi, anzi le puntate più fonde le effettuo nella prima ora di pesca. Per quanto riguarda la preparazione mi rilasso a tal punto che sarebbe facile sfilarmi il fucile di mano senza che me ne accorgessi&#8230;</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Che valore ha l&#8217;attrezzatura in rapporto alle capacità del pescasub ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>L’attrezzatura chiaramente ha il suo ruolo, ma se non si hanno le capacità difficilmente arriveranno grandi risultati. Di contro in due subacquei del medesimo livello la differenza la farà l’attrezzatura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1307  aligncenter" title="pescasubapnea : Paolo e Roberto 2" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/Paolo-e-Roberto-2.jpg" alt="pescasubapnea : Paolo e Roberto 2" width="432" height="292" /></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Che tipo di pesca preferisci e qual’e&#8217; il fucile che utilizzi di più?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Effettuo tutti i tipi di pesca anche se quella che mi da più soddisfazione è l’aspetto profondo ai dentici. Il fucile che adopero di più è il 110 in carbonio doppio elastico, micidiale per questi pesci.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Che tipo di modifiche apporti ai tuoi fucili e se anche te sei condizionato da tutte le varie novità del mercato (mambizzazione, tovarich, elastici super potenti ecc. ecc.) ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Faccio pochissime modifiche ai miei fucili, in particolare cerco di scegliere la misura giusta delle gomme, perché non sempre quelle in vendita sono appropriate ai fucili.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Visto che peschi da paura sia profondo che in 10/15 mt. (quote umane), volevo sapere quanto conta per te la profondità e quali fattori, oltre al termo-clino, portano a scegliere una zona più o meno profonda ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Il motivo di andare più fondo è stato solamente quello della ricerca della preda di maggior mole. Ma molto spesso a causa delle correnti fredde che si trovano in profondità mi reco sul basso fondo dove ho migliori risultati.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Cosa consideri a livello meteo per uscire a pesca (vento, corrente, marea ecc. ecc.) ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Dal di fuori la prima cosa che considero è il vento. Poi una volta in acqua guardo se la corrente va di pari passo. Per quanto riguarda la marea, ho notato che con quella alta si hanno i migliori risultati, almeno all’aspetto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1310 aligncenter" title="pescasubapnea : Roberto Praiola dentice" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/Roberto-con-dentici-e-ricciola-1.jpg" alt="pescasubapnea : Roberto Praiola dentice" width="432" height="324" /></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Quali sono secondo le tue esperienze le condizioni meteo più idonee per l&#8217;incontro della spigola ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Ci vuole la stagione molto fredda, perché questo pesce si riproduce quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 14 gradi. In inverno dopo i forti venti di tramontana la presenza della spigola è maggiore. Lo scorso inverno ha avuto queste caratteristiche e infatti ho preso diverse belle spigole.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Con quale frequenza mensile e per quante ore al giorno in media peschi ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Esco sempre quando il tempo lo permette, diciamo che in estate pesco in media 4 giorni la settimana, da un minimo di 4 alle 7 ore giornaliere.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Quando non puoi pescare fai un allenamento specifico in piscina e segui delle tabelle di allenamento ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Non vado in piscina, in genere faccio corsa e palestra, ma il mare è sicuramente il miglior allenamento, un&#8217;altra cosa&#8230;</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Qual’e’ stata la cattura più importante e come è avvenuta ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Una ricciola di 38 kg catturata all’aspetto in mezzo ad un branco di pesci anche molto più grandi, ma ero ad una profondità tale da non consentirmi scelta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1312 aligncenter" title="pescasubapnea : gara pesca in apnea" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/gara-pesca-in-apnea.jpg" alt="pescasubapnea : gara pesca in apnea" width="324" height="432" /></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Sappiamo che dalle tue parti c’e’ una grande presenza di pesci serra, come ti comporti con questi pinnuti e qual’e’ il tuo record ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Soprattutto nei mesi di settembre ed ottobre ne vedo parecchi , anche se devo dire che di certo non è un pesce entusiasmante per la qualità delle sue carni. Non trovo sia difficile catturarlo per via della sua indole aggressiva e poco paurosa. Ne ho presi fino ai 10 kg, ma una volta ho perso un pesce gigantesco per la sua reazione esagerata.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Parlaci del tuo pesce preferito e con quale tecnica riesci ad avere la meglio ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Sicuramente il dentice, dalle mie parti li prendi solo all’aspetto e raramente in caduta, ma se vuoi i migliori risultati ti alzi all’alba oppure ci vai al tramonto e li trovi nei posti più bassi e scontati.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Anche se non frequenti forum ed il web, cosa pensi di queste comunità virtuali ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Non ho molta dimestichezza con questi mezzi, però rimango impressionato da quanta gente visiti ogni giorno il web, forse quando rallenterò la mia attività marina entrerò a far parte di questo mondo se non altro per passatempo.<br />
Auguri e a presto</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1314 aligncenter" title="pescasubapnea : Roberto Praiola con cernia" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/Roberto-con-cernia.jpg" alt="pescasubapnea : Roberto Praiola con cernia" width="480" height="360" /></p>
<p><!-- pescasubapnea forum, racconto dentice, pescasubapnea forumfree, pesca in apnea, pesca sub apnea, il dentice, claudio basili, Roberto Praiola Omersub, Omer Sub Team --></p>
<p>Tutti i diritti sono riservati, per la pubblicazione va richiesta autorizzazione</p>
<p style="text-align: right;"><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Claudio Basili</em></p>
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		<title>Intervista a Fabrizio D&#8217;Agnano (2)</title>
		<link>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/interviste/intervista-a-fabrizio-dagnano-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[A grande richiesta il forum Pesca Sub &#38; Apnea ha fatto una seconda intervista a Fabrizio D’Agnano. Ringrazio il nostro amico Fabrizio per la collaborazione.

Passiamo subito alle domande:
D: Di fronte ad un branco di saraghi che stazionano a non più di 2 m dal fondo, su un fondale massimo di 15 mt. che presenta delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-173" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/ricciola-F-rid1.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" width="270" height="217" />A grande richiesta il forum <a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a> ha fatto una seconda intervista a Fabrizio D’Agnano. Ringrazio il nostro amico Fabrizio per la collaborazione.<br />
<!-- video pescasub gratis, d'agnano pesca in apnea, claudio basili, video gratis, Totem Sub pescasubapnea, arbalete Totem forum pescasub --><br />
<strong>Passiamo subito alle domande:</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Di fronte ad un branco di saraghi che stazionano a non più di 2 m dal fondo, su un fondale massimo di 15 mt. che presenta delle tane, quale tecnica ed accorgimenti adoperi per catturarne 5-6 esemplari?</p>
<p><span id="more-172"></span><br />
<strong>R:</strong> Nessuna. Nel senso che, ormai da molti anni, non catturo mai più di uno o due esemplari da uno stesso branco, e che salve rare circostanze lascio più indisturbate possibile le cosiddette “tane madri”, ovvero quelle abitate in modo non occasionale dai pesci. Come dice un mio amico, i pesci vanno pescati, non perseguitati. In una circostanza come quella da te descritta, proverei prima un paio di aspetti dopo una breve traslazione orizzontale sul fondo per cercare di far scendere i pesci, poi qualche scivolamento sul fondo con pause di osservazione per cercare di sorprendere un esemplare all’imboccatura.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> A largo e in profondità, su che tipo di fondale e con quali condizioni meteo-marine riesci a trovare le spigole?</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  Mi è capitato diverse volte di incrociarle su fondali di posidonia, o anche su zone con spacchi su cigli di grotto, prevalentemente con mare calmo. Si tratta però di incontri abbastanza occasionali, almeno nelle zone che frequento abitualmente, mentre è molto più facile incrociarle in schiuma, in acqua bassissima.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Inoltre, ipotizzo che a largo le spigole vivano, se non sono a caccia, in grandi tane con una seconda apertura, tipo tunnel, oppure nei relitti: tu cosa ne pensi e sai?</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  Ci sono mille teorie su questo argomento. Purtroppo, nessuna suffragata da dati certi. C’è chi sostiene che migrino stagionalmente, attraversando grandi tratti sabbiosi seppellendosi spesso sotto la sabbia, chi dice che riempiano grandi grotte o relitti a profondità notevoli, e via così. E’ molto probabile che facciano più o meno tutte queste cose. Secondo me, i grandi esemplari sono sempre più stanziali all’interno di aree sicure, come i porti o le foci fluviali.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D: </span></em></strong>Preferisci pescare col mare montante o in scaduta? E perché? Secondo te, c’è più movimento di pesce in rimonta o in scaduta</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  In scaduta. Soprattutto per motivi di sicurezza, ed anche perché secondo me c’è più pesce. Con il mare che monta, soprattutto se si esce da terra, il rientro può essere difficoltoso, e l’andamento delle cose piuttosto imprevedibile.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Siccome peschi molto col mare mosso, come assicuri la barca? Hai un barcaiolo, usi un doppio ancoraggio o altro?</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  Purtroppo non ho mai il barcaiolo, dato che usciamo in due, ma siamo entrambi in acqua. Curo l’ancoraggio a seconda delle circostanze. Prima di tutto, uso ancore Bruce o Hall, bene allestite con un lungo tratto di catena. Controllo molto frequentemente i collegamenti, e soprattutto la perfetta integrità della cima. Una volta ancorato, lascio fuori molta cima, e verifico appena entrato in acqua che l’ancora sia ben posizionata e che la cima non sfreghi contro massi o altro, e che il gommone sia libero di ruotare per 360° nel caso di salto di vento. In casi particolarmente difficili, per maggiore sicurezza, metto giù una seconda ancora, ma onestamente se le condizioni non sono tali da garantire la sicurezza, meglio tornare a terra. Comunque sia, in ogni caso non mi allontano molto, e do spesso uno sguardo alla situazione.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Con quale frequenza mensile e per quante ore al giorno in media peschi nei tre periodi dell’anno: inverno, primavera-autunno ed estate?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Durante le trasferte o in generale durante il periodo tardo primaverile o estivo, faccio circa quattro o cinque giorni consecutivi in acqua, ed uno di riposo. Sempre mare permettendo. Comunque non vado in mare di sabato o domenica quando non sono in trasferta. La pescata tipo è molto lunga, in pratica quasi tutta la giornata. Sei ore o più in acqua, spostamenti e pause escluse, da Maggio a Novembre. Non amo le albe, ed anche i tramonti mi risultano impegnativi, dovendo poi rientrare, sistemare le attrezzature, scaricare le immagini sul computer, riguardarle, rimettere in carica le batterie, pulire i pesci, cucinare, etc.  D’inverno dirado abbastanza le uscite, limitandole praticamente alle trasferte, mediamente 10 giorni al mese. Dalle nostre parti infatti il periodo invernale non offre molto. Il periodo che mi piace meno è quello da Febbraio ad almeno la metà di Aprile, probabilmente se non avessi documentari da consegnare me ne starei all’asciutto a fare asciugare un po’ le ossa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-186" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fotoint1.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" width="270" height="202" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fabrizio nel suo studio di montaggio</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Come fai a non calare di peso visto che sei un professionista ed il mare “brucia” molte calorie?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Probabilmente il metabolismo ha subito degli adattamenti negli anni. Da ragazzo dimagrivo moltissimo pur essendo già praticamente pelle, muscoli ed ossa. Dai miei 65 chili a fine estate arrivavo anche a 58. Ora, anche andando a mare più spesso, e con maggiore intensità, conservo più o meno il peso forma. Perdo due o tre chili in ogni trasferta, ma li recupero rapidamente appena mi fermo una settimana. Anzi, un paio di anni fa ero anche riuscito ad ingrassare un po’, ma ora sono tornato in riga.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Puoi narrarci dei tuoi due incidenti di pesca, così da trarne esperienza indiretta?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Il più brutto risale a parecchi anni fa. Pescavo abitualmente molto fondo, dai 25 metri in giù. Mi trovavo all’Isola di S. Stefano, davanti a Ventotene, oggi AMP, intento a cercare qualche cernia fuori tana con delle planate e delle cadute fuori dalla parete ripidissima. Ad un certo punto ho visto una bella tanuta in mezzo ad un branco di fasciati e pizzuti praticamente nel blu, a diversi metri dalla parete. Ho tentato quindi una caduta, dirigendomi lentamente verso il pesce, che però continuava a scendere tenendosi fuori tiro. Quando finalmente sono riuscito ad arrivare a tiro, mi sono accorto che la sagola faceva un giro dietro al mulinello. Ho perso quindi qualche secondo a sistemarla, e nel frattempo, vuoi per il movimento, vuoi per altri motivi, il pesce ha riguadagnato distanza. Ad un certo punto ho pensato “finalmente si ferma, è arrivata al fango…..” ed ho tirato il grilletto, colpendo il pesce dalla coda alla testa. Istantaneamente ho realizzato che mi trovavo ben più fondo dei 25 metri che avevo immaginato, ingannato dal blu e dalla dinamica dell’azione. Capendo immediatamente che non avrei mai potuto raggiungere la superficie, ho sganciato i piombi, ed ho iniziato a risalire. A -20 metri circa le gambe sono diventate pesanti, vedevo grigio, ed ho fatto in tempo a togliere la maschera dalla faccia un attimo prima di perdere conoscenza. So solo che mi sono svegliato con la faccia verso l’alto, ad un centinaio di metri dall’isola, senza cognizione di chi fossi e dove mi trovassi. Ricordo anche che vedevo solo la parte alta del campo visivo. La superficie del mare è apparsa solo dopo qualche tempo, quando gradatamente ho recuperato conoscenza. La fortuna ha voluto che mi trovassi con le vie aeree libere e la faccia in aria dopo la sincope. La cintura è stata recuperata da un mio amico che lavorava con il diving a circa 40 metri. Praticamente un miracolo. Un altro incidente che ritengo possa essere un esempio importante invece occorse ad un mio compagno di pesca, tanti anni fa, a Linosa. Aveva trovato una tana di saraghi enormi (ne catturammo alla fine cinque per complessivi 10kg, uno pesava 800gr), molto fonda, direi abbastanza al limite. Alternavamo i tuffi, controllandoci attentamente. Alla fine di un suo tuffo, l’ho visto tornare a galla e svuotare il boccaglio. Ho iniziato quindi a prepararmi a mia volta. Prima di eseguire la capovolta mi sono girato, e l’ho visto distante diversi metri (c’era corrente molto forte), inerte, circa un metro sotto la superficie. Mi sono precipitato lì, gli ho tirato la testa fuori dall’acqua, gli ho tolto la maschera dal viso, e gli ho dato qualche schiaffo. L’incidente non ha avuto conseguenze, per fortuna, dato che si è ripreso quasi immediatamente, ma la cosa curiosa è che il mio amico non si era reso conto di nulla, tanto da chiedermi perché lo stessi schiaffeggiando.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Premetto che ritengo più sicuro pescare in coppia che da soli. Che tu sappia, esiste un sistema per posizionare la poca zavorra usata in profondità, in modo tale da sfruttare la spinta di galleggiamento della muta per auto-ribaltare il pescasub a viso in su in caso di sincope ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  In teoria, basterebbe metterla fuori asse, ma credo che la cosa non abbia molto senso. La cintura va sganciata sempre al primo dubbio, e soprattutto, non si deve mai arrivare così vicino ai propri limiti da affidare la propria vita ad una somma di circostanze fortuite, oltretutto poco probabili. Riguardo la sicurezza in generale, la cintura sbilanciata serve poco più del corno portafortuna o della bandana al posto del casco andando in moto, è assurdo pensare di poterci contare. Bisogna fare di tutto per prevenire ed evitare i rischi, ed il modo migliore è senz’altro la pesca in coppia, evitando sempre di tirare avvicinandosi ai propri limiti del momento, e cercando di prevenire tutte le possibili circostanze contrarie usando il cervello.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Personalmente, così come tanti altri pescasub del forum, perfeziono le mie attrezzature o ne creo delle nuove. Da produttore, quale tu sei, cosa mi/ci consigli di fare per, eventualmente, commercializzarli? Contattare le aziende e proporre le idee? E in che modo, visto la diffidenza e le particolari politiche di produzione delle aziende e l’elevato costo dei brevetti?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Questo è un discorso particolarmente difficile. Purtroppo il nostro settore è caratterizzato da numeri piuttosto bassi, in un’ottica industriale, e non può nemmeno essere considerato troppo ricco. Ci sono alcuni articoli che potrebbero essere anche interessanti, ma che prodotti in scala industriale avrebbero costi di impianto non recuperabili, mentre realizzati artigianalmente avrebbero costi sul pezzo troppo elevati e spesso numeri tali da non renderli interessanti commercialmente. Prima di contattare un’azienda sarebbe molto meglio avere il prodotto coperto da un brevetto, ma come sai questo costa, ed oltretutto, in alcuni casi, potrebbe non garantire totalmente. Dipende anche dal prodotto ideato. Pensare ad esempio di vendere ad un’azienda a qualche decina di migliaia di euro un brevetto su uno spillone porta pesci, anche se ingegnoso ed innovativo, è probabilmente assurdo, mentre un rivoluzionario progetto di fucile o una nuova formula per un elastico potrebbe avere un diverso riscontro.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Produrre direttamente richiede un grandissimo impegno e trafile burocratiche, ci si può affiancare a piccole realtà artigiane?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Anche in questo caso mi è difficile risponderti in modo esauriente. Dipende sempre da cosa. Parti dal presupposto che i costi di produzione a livello artigianale sono molto alti, e non diminuiscono sensibilmente sulla singola unità aumentando i numeri. Sono spesso tali da rendere difficile che il prodotto possa ricompensare l’ideatore, il realizzatore, l’eventuale rappresentante, il negoziante, includendo le spese necessarie per la pubblicità, quelle di brevetto, quelle di gestione, tasse, IVA,  etc. A meno che non si tratti di qualcosa di unico e geniale. Se si trattasse di un ferma pinne o di un altro accessorio di prezzo al pubblico non elevatissimo, o comunque tale da non metterlo fuori mercato, quanti se ne dovrebbero vendere per ammortizzare le spese e garantire un guadagno che renda l’impegno sensato? Credo che le reali potenzialità del nostro settore dal punto di vista commerciale ed economico siano ampiamente sopravvalutate dai non addetti ai lavori. Il fatto che quasi tutte le principali aziende, grandi e piccole, siano gestite e spinte da appassionati praticanti e non da magnati della finanza e speculatori dovrebbe dirla lunga. Non ci sono arricchimenti facili, ma la possibilità di guadagnare il giusto impegnandosi e lavorando seriamente, anche se è certamente vero che è più facile superare le inevitabili mille difficoltà che ogni lavoro comporta quando a spingere, oltre alla possibilità di guadagno, c’è anche la passione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-187" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri-225x300.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano totem sub" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Claudio Basili</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Intervista a Fabrizio D&#8217;Agnano (1)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pescasubapnea.com/pescasub/?p=110</guid>
		<description><![CDATA[Fabrizio prima di passare alle domande voglio ringraziarti a nome del Forum Pesca Sub &#38; Apnea per la tua disponibilità e per la tua collaborazione preziosa e attenta nel filo diretto.
Ora passiamo all’intervista che è mirata più per conoscere la persona “Fabrizio D’Agnano” che per i suoi famosi fucili in legno che tutti conoscono.
 
 
 
 
D:  Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri003-225x300.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="203" height="270" />Fabrizio prima di passare alle domande voglio ringraziarti a nome del Forum <a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a> per la tua disponibilità e per la tua collaborazione preziosa e attenta nel filo diretto.<br />
Ora passiamo all’intervista che è mirata più per conoscere la persona “Fabrizio D’Agnano” che per i suoi famosi fucili in legno che tutti conoscono.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Come e a quanti anni hai scoperto la pescasub?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Ero molto piccolo, sette od otto anni. Un mio zio la praticava, sia pure in modo abbastanza amatoriale, ed io ero estremamente affascinato dal vederlo entrare in acqua. <span id="more-110"></span>Eravamo a Capo Testa. Lo seguivo fino allo “scalino”, dove non toccavo più, con la maschera ed il boccaglio, poi aspettavo che tornasse con un pesce. Per molti anni poi ho pescato con la canna, fino a che non ho avuto l’età per il mio primo fucile, un Mini Saetta a molla, con il quale iniziai a catturare qualche tordo e qualche cefalo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri001-225x300.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="180" height="240" />   <img class="alignnone" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri002-225x300.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="180" height="240" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fabrizio vicino alle sue creazioni in legno</strong></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Prima di usare gli arbalete in legno che tipo di fucile subacqueo utilizzavi?</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  Dopo il Mini Saetta passai ai primi fucili ad aria, un Grinta della Technisub, ed un Medisten. Aggiunsi alla serie uno Sten ed un Supersten serie Scarpati, poi, dopo un paio di anni, passai definitivamente agli arbalete, degli Australia Cressi, poi un Superblits Technisub, poi qualche arbalete francese. Ho usato successivamente per molti anni degli O.ME.R T16 e T20, poi degli Apache Cressi, dal 75 al 100.</p>
<p><!-- video pescasub gratis, video pesca in apnea, claudio basili, Totem sub arbalete, Fabrizio d'agnano pescasubapnea, arbalete legno totem forum pescasub --> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Quando e perchè hai deciso di utilizzare e poi realizzare arbalete in legno?</p>
<p><strong><em>R:</em></strong>  Da ragazzo avevo la fortuna di pescare molto spesso in posti pieni di cernie, come era Linosa oltre venti anni fa, o anche Ventotene. Ne prendevo moltissime, ma spesso non le passavo, o mi spezzavano l’asta da 6mm in acciaio temperato. Iniziai quindi a modificare i fucili che avevo, alla ricerca di maggiore potenza. Inutile dire che a furia di maggiorare aste ed elastici, snaturando fucili che non erano nati per quel tipo di equipaggiamento, persi totalmente la precisione, che era invece ottima con la dotazione di serie. Tornato a Roma da un’estate caratterizzata da una quantità ed una qualità di lisci da mettere paura con un fucile con doppio elastico da 19mm, iniziai a studiare il funzionamento di un fucile ad elastici, e capii alcuni concetti fondamentali. Inizia quindi a cercare di mettere in pratica questi concetti, che apparivano nei fucili ad elastico soprattutto statunitensi ed australiani, ottenendo presto risultati incoraggianti.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Questa domanda riguarda, il periodo precedente alla tua attività videografica. Tutti i grandi pescatori subacquei riescono a dedicare molto del loro tempo a questa passione senza apparenti difficoltà. Per noi &#8220;umani&#8221; riuscire a mettere d&#8217;accordo impegni lavorativi e famiglia è, invece, sempre più complicato. Qual&#8217;è il segreto?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>L’unico vero segreto è l’esperienza, unita alla curiosità. Ho avuto la fortuna di passare in acqua tanto e tanto tempo, in posti bellissimi, quando i pesci c’erano davvero ed era facile incontrarne. Una volta a secco, chiudevo gli occhi e rivedevo passare mille volte le scene del giorno, il dentice sbagliato, la cernia presa, ed aggiungevo nuovi dettagli e particolari, o mi sforzavo di capire perché qualcosa aveva funzionato oppure no, cercando nuove strategie per prendere quel pesce che</p>
<p>mi aveva lasciato a bocca asciutta. Oggi mi capita di vivere dei momenti in mare nei quali ho la sensazione di percepire esattamente e di comprendere ad un livello non razionale tutto quello che ho intorno, in assenza di emozioni. Li vivo come momenti di grazia. In quelle condizioni tutto mi sembra facile, ed i pesci non hanno segreti.</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>L’unico vero segreto è l’esperienza, unita alla curiosità. Ho avuto la fortuna di passare in acqua tanto e tanto tempo, in posti bellissimi, quando i pesci c’erano davvero ed era facile incontrarne. Una volta a secco, chiudevo gli occhi e rivedevo passare mille volte le scene del giorno, il dentice sbagliato, la cernia presa, ed aggiungevo nuovi dettagli e particolari, o mi sforzavo di capire perché qualcosa aveva funzionato oppure no, cercando nuove strategie per prendere quel pesce che</p>
<p>mi aveva lasciato a bocca asciutta. Oggi mi capita di vivere dei momenti in mare nei quali ho la sensazione di percepire esattamente e di comprendere ad un livello non razionale tutto quello che ho intorno, in assenza di emozioni. Li vivo come momenti di grazia. In quelle condizioni tutto mi sembra facile, ed i pesci non hanno segreti.</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Ripescando nelle reminiscenze dei tempi dell’Università, mi tornano in mente le parole di Adolf Loos, architetto austriaco, che sosteneva che un oggetto d’uso è bello quando la sua forma è la promessa della  funzione. Quando  affronto un       </p>
<p><strong>     </strong></p>
<p><strong>     </strong>progetto, l’unico scopo è di creare un oggetto perfettamente funzionale, al quale non si possa togliere o aggiungere nulla senza comprometterne l’efficacia. Incidentalmente, è vero che quasi sempre gli oggetti d’uso ben progettati e realizzati hanno una loro bellezza sobria e duratura.<span id="_marker"> </span></p>
<p><strong><em>R:</em></strong> Stabilire le priorità da subito. Per me la pesca in apnea è sempre stata più qualcosa che sono che qualcosa che faccio. Non ho mai permesso a niente e nessuno di invadere quello spazio. Prendere o lasciare. Naturalmente, con la famiglia, ed in particolare con i figli, possono esserci difficoltà supplementari, ma per me la nascita della prima figlia è arrivata in contemporanea alla trasformazione della passione di una vita in un lavoro vero e proprio, così ora vado al mare durante la settimana, e dedico interamente alla famiglia ed ai bimbi, che sono diventati ormai tre, il sabato pomeriggio, la domenica e le feste.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Qual’é il pesce che per te non ha segreti e quello che invece ti stupisce ogni volta?</p>
<p><strong>R:</strong> La pesca in apnea non é una scienza esatta, ed ogni volta si possono avere sorprese, indipendentemente dalla specie. A volte capita che i pesci abbiano comportamenti assolutamente anomali ed imprevedibili. Può capitare con il comune sarago o con il dentice. Ho un rapporto molto favorevole tra pesci visti e pesci presi soprattutto con dentici e corvine, pesci che incontro statisticamente più spesso di altri pescasub che battono le stesse batimetriche, forse per il mio stile particolare di pesca.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Quali sono le condizioni (meteo-marine) di pesca preferite? e perchè?</p>
<p><strong>R:</strong> In generale, mare abbastanza mosso, meglio se in scaduta. Non pesco più molto fondo, ormai da diversi anni, ed in basso fondale il pesce gira molto di più se c’è risacca. Non mi piace uscire all’alba o al tramonto, quindi la scaduta è sicuramente la condizione più vantaggiosa. Mi piace anche molto, anche se è meno redditizio, quando in tarda primavera o all’inizio dell’autunno capitano quelle belle giornate con mare piatto e poca corrente. In quelle condizioni nuoto molto, coprendo grandi aree, su fondali intorno ai quindici metri, ed interpreto il fondale tentando azioni all’agguato ed all’aspetto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-130" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fotoint.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="270" height="202" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fabrizio nel suo studio di montaggio</strong> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Sei stato incoraggiato all’ inizio dalla tua famiglia?</p>
<p><strong>R:</strong> No.I miei non sanno nemmeno nuotare, e non sono pescatori. Mia madre mi regalò la prima muta dato che rischiavo di morire assiderato entrando ed uscendo in continuazione dall’acqua per tutta la giornata a Cala Nave o Cala Battaglia, a Ventotene. Poi mi spinse, dato che non c’era verso di farmi stare fuori dall’acqua, a frequentare un corso di apnea e bombole.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> C&#8217;è mai stato un momento in cui ha pensato di smettere, magari in seguito a qualche difficoltà o a qualche batosta?</p>
<p><strong>R:</strong> No, mai seriamente. Qualche volta mi scappa di dire, magari dopo un paio di cappotti, “basta, mi sono rotto, stavolta appendo tutto al chiodo….”. Poi, la prima volta che girano due pesci, riparte la voglia di pescare.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Dopo quanto tempo hai iniziato a fare dei bei carnieri?</p>
<p><strong>R:</strong> Tutti i carnieri sono belli quando sono sudati e danno soddisfazione. Anzi, devo dirti che in qualche modo rimpiango la felicità che mi davano i primi pesci catturati. Ricordo benissimo la prima cerniotta, il primo sarago, una bella musdea, un grosso grongo……Dopo tanti anni e tanti pesci, in qualche modo ti abitui. E’ sempre bello, ma non come a quel tempo. Se vogliamo parlare di pesci grandi, iniziai dopo pochi anni a catturare delle belle cernie, pesci sui quali mi ero specializzato. Dopo un altro paio di anni presi la malattia del Dentice, che non mi è più passata, ed iniziai a dedicarmi con costanza all’aspetto profondo, cominciando presto a catturarne con discreta continuità.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong>  A che profondità, in media, effettui le tue pescate?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Generalmente  pesco tra zero e quindici metri . Molto raramente eseguo tuffi più fondi. Avendo un buon allenamento ed un’ottima apnea, eseguo dei tuffi molto “lavorati”, e mi da particolare soddisfazione quando riesco a catturare un pesce di quelli difficili. Non mi piacciono i carnieri troppo abbondanti, e non sparo mai più di cinque o sei pesci in una pescata, quindi cerco soprattutto la sportività della cattura.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong>  Per tenerti in allenamento fai altri sport?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Normalmente,  nel periodo buono sono in acqua  quasi tutti i giorni, per cui non ne avrei nemmeno tempo. Durante il periodo invernale invece, quando le uscite sono forzatamente meno frequenti, alterno un po’ di calcetto e della piscina. Quando ero più giovane praticavo moltissimi sport, dato che mi piacciono quasi tutti, ma ormai il tempo a disposizione fuori dai vari impegni è pochissimo.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Cosa ti senti di dire ai neofiti?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Prima di tutto, prudenza! Mai da soli in acqua, ma sempre con un compagno fidato ed attento. Mai forzare le tappe. Scendendo più fondo non si impara mai a pescare.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Ci dici qualche tuo segreto nella pesca?</p>
<p><strong>R:</strong> L’unico vero segreto è l’esperienza, unita alla curiosità. Ho avuto la fortuna di passare in acqua tanto e tanto tempo, in posti bellissimi, quando i pesci c’erano davvero ed era facile incontrarne. Una volta a secco, chiudevo gli occhi e rivedevo passare mille volte le scene del giorno, il dentice sbagliato, la cernia presa, ed aggiungevo nuovi dettagli e particolari, o mi sforzavo di capire perché qualcosa aveva funzionato oppure no, cercando nuove strategie per prendere quel pesce che mi aveva lasciato a bocca asciutta. Oggi mi capita di vivere dei momenti in mare nei quali ho la sensazione di percepire esattamente e di comprendere ad un livello non razionale tutto quello che ho intorno, in assenza di emozioni. Li vivo come momenti di grazia. In quelle condizioni tutto mi sembra facile, ed i pesci non hanno segreti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-153" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri041.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="272" height="204" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Studio di montaggio dei video</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  E’ da un po’ di tempo a questa parte che nell’ambito della costruzione di fucili in legno,i costruttori stanno facendo molta attenzione al lato estetico, creando dei veri e propri gioielli,che a guardarli, c’è quasi il timore di portarli in mare per paura che si rovinino. Hai notato anche tu questa tendenza?</p>
<p><strong>R:</strong> Credo che nell’attrezzatura esista una componente feticista. Succede per la pesca in apnea come in quella con la canna, così come per il motociclismo o lo sci. E’ normale che chi acquista un oggetto di costo elevato, anche e soprattutto se non pensa di poterne sfruttare davvero a fondo le potenzialità tecniche, ne apprezzi anche l’aspetto estetico. Nelle mie produzioni curo molto i dettagli per motivi essenzialmente pratici, nel senso che una verniciatura perfetta funziona meglio di una approssimativa, ma non c’è nessuna concessione all’estetica fine a se stessa, come decorazioni o simili.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  I tuoi fucili si distinguono per essenzialità e funzionalità, intendi continuare su questa strada o hai in mente qualche modello con accortezze estetiche particolari?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Ripescando nelle reminiscenze dei tempi dell’Università, mi tornano in mente le parole di Adolf Loos, architetto austriaco, che sosteneva che un oggetto d’uso è bello quando la sua forma è la promessa della  funzione. Quando  affronto un progetto, l’unico scopo è di creare un oggetto perfettamente funzionale, al quale non si possa togliere o aggiungere nulla senza comprometterne l’efficacia. Incidentalmente, è vero che quasi sempre gli oggetti d’uso ben progettati e realizzati hanno una loro bellezza sobria e duratura.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Ho iniziato a costruirmi i fucili in legno guardando i tuoi video scoprendo poi che l&#8217;azienda costruttrice era la tua. La mia passione per questo tipo di fucile nasce dal fatto che è una mia creazione uno strumento che posso controllare in tutto dalla modalità di realizzazione all&#8217;assetto alla continua maniacale manutenzione. Nel tuo caso quale sono le motivazioni che ti portano ad utilizzare spesso questo tipo di fucile rispetto ad uno in lega di alluminio o al carbonio?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Non faccio del materiale una sorta di dogma. Non vedo in realtà contrapposizioni tra materiali, ma tra scelte progettuali. Non esiste un solo  modo di fare un buon fucile subacqueo. Ovviamente uso sempre i miei fucili  perché mi trovo benissimo con questo tipo di attrezzi. Non mi capita quindi di usarne altri nella pesca, anche se a volte eseguo dei test su prodotti diversi per mantenere la necessaria apertura mentale e tenermi aggiornato.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Per quanto se ne dica è indubbiamente peggiore il brandeggio di un arbalete in legno e richiede molta più manutenzione delle altre versioni?</p>
<p><strong><em>R:</em> </strong>Il brandeggio non dipende dal materiale. Se il fucile deve essere neutro in assetto di pesca, e se ho deciso di dotarlo di massa X, il volume è definito. Per quella configurazione, il fusto avrà lo stesso dimensionamento con qualsiasi materiale. Se il materiale è leggero, si dovrà aggiungere zavorra. A meno che io non decida di avere un fucile con meno massa in rapporto a quella dell’asta ed al carico delle gomme. Ma anche qui dipende non dal materiale, ma da una scelta progettuale. Se esistesse un materiale dotato di qualità meccaniche tali da consentire un fusto perfettamente rigido con una sezione di tre millimetri per tre, ed una massa ridottissima, il fucile sarebbe comunque inutilizzabile perché troppo negativo e con troppo rinculo. Si dovrebbe aggiungere quindi massa e volume, fino ad arrivare a dimensionamenti che renderebbero quel materiale in qualche modo sprecato. Se l’armamento è leggero, e quindi ho necessità di poco volume, posso realizzare sagome agili anche con il legno. Per quanto riguarda la manutenzione, basti pensare che un gozzo sta in acqua 365 giorni all’anno 24 ore al giorno, pur non essendo realizzato in mogano lamellare e non essendo stato trattato con resine epossidiche etc. e che un ponte in teak nemmeno trattato fa la sua vita dura tra acqua salata e sole. Figuriamoci se ci può essere un problema relativo a graffi e scalfitture su un fucile subacqueo. Ho realizzato le impugnature per una delle mie custodie subacquee con del mogano mai trattato con nulla, nemmeno olio, ed hanno decine e decine di immersioni senza mostrare il minimo segno di usura. Esistono dei punti deboli su un fucile, che se non trattati correttamente a livello progettuale possono dare problemi nel tempo, ma questa è una delle differenze tra un fucile in legno di ottima qualità ed uno soltanto mediocre.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-160" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/ricciola-F-rid.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="270" height="217" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un fotogramma del nuovo Video</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Che lavoro facevi prima e come sei riuscito a trasformare una tua passione in un lavoro a tutti gli effetti?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Lavoravo nell’azienda di famiglia, occupandomi principalmente di preventivi e contabilità. Ho iniziato a costruire i fucili per me, poi per qualche amico, poi per qualche amico di amici, finché la situazione è diventata ingestibile. Ho quindi fatto la scelta di tentare questa avventura, e non me ne sono mai pentito, anche se non è sempre tutto rose e fiori come si potrebbe pensare.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Quali sono secondo te le zone più pescose d&#8217;Italia, o comunque che differenze riscontri nei pesci fra le varie regioni?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Il posto più pescoso è sempre quello che conosci meglio. Dalle mie parti, tra Ladispoli e S. Marinella, nel periodo buono riesco spesso a fare delle belle pescate ed a prendere dei bellissimi pesci in acqua sempre bassa. Purtroppo la situazione in Italia non è delle migliori. Il pesce è scarso e difficile dappertutto. Anche in posti una volta ottimi, come la Sardegna, la situazione è cambiata nettamente, a causa dell’eccessivo sfruttamento della pesca legale ed illegale, unita a qualche episodio di malcostume legato anche alla pesca sportiva, sia con canna che subacquea. Bisogna rendersi conto che le risorse non sono inesauribili, e che così non si può continuare. E’ sempre più difficile arrivare in un posto che non si conosce, buttarsi a naso a profondità media, e prendere qualcosa, anche per chi è molto bravo ed esperto.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Ti ricordi, qual’e’ stata una delle prime grosse catture che ti ha dato più emozioni?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Tra i pesci presi nei primi dieci anni di attività, ricordo bene diverse cernie tra i quindici ed i venti chili, ma soprattutto uno splendido dentice di quasi dieci chili. Però i pesci che mi ricordo meglio sono alcuni che non ho preso, in particolare un paio di cernie enormi, una delle quali sfuggita in un modo incredibile, ed un dentice colossale che mi è passato sopra la testa  da dietro mentre ero all’aspetto, più un paio di grosse ricciole sfuggite per un soffio dopo un lungo combattimento.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Come hai iniziato la tua attività di documentarista..per esempio ho letto in qualche post sul sito che le tue custodie per le videocamere sono autocostruite.. le realizzi te personalmente? Se così fosse potresti darci qualche consiglio, anche se nei tuoi video ho visto che fai riferimento ad un artigiano?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em> </strong>Ho iniziato perché il mio modo di vivere ed intendere la pesca in apnea non si rispecchiava in quello della maggior parte dei bravi pescatori che avevano visibilità. Mi sembrava importante far passare qualche messaggio diverso soprattutto ai giovani, al di là dei discorsi fatti di “pezzi” e di “chili”, di come prendere più pesci dalla stessa tana etc. All’inizio ho provato con una videocamera fatta venire apposta dagli USA, con occhio remoto montato sulla testa e macchina sulla schiena. Pessima esperienza. Poi mi sono fatto costruire delle custodie da un bravo artigiano. Dopo qualche anno ho iniziato a costruirmi le custodie da solo, avendo le necessarie attrezzature e le capacità necessarie. Non si tratta di un lavoro semplice o eseguibile in casa con attrezzi di base. Cambio molto spesso le videocamere, seguendo l’evoluzione della tecnologia, e riesco a costruire un vestitino aderente per qualsiasi macchina in tempi relativamente brevi, adattando il tutto alle necessità specifiche del nostro tipo di utilizzo, diverso da quello del “bombolaro”.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Ti occupavi già di video &#8220;terrestri&#8221; o la passione è nata con l&#8217;intento di documentare le tue (fantastiche) pescate? Aggiungerei i complimenti per le tue ottime capacità (in entrambi i campi, pesca e video, ovviamente) e anche per le tue idee, esposte nei post di cui sopra.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em> </strong>No, non mi sono mai occupato di video prima. In questi dieci anni ho avuto una dedizione quasi completa per questo settore, e sono riuscito a raggiungere i livelli attuali attraverso un enorme impegno di tempo e risorse, studiando molto e praticando con continuità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-163" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri05-300x225.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="329" height="210" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L’attrezzatura usata per i video subacquei</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Come ti prepari prima dell&#8217;immersione, rilassamento, esercizi, concentrazione e&#8230;.. attrezzatura ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em> </strong>Andando in acqua con grande frequenza, non ho bisogno di fare molto. Anzi, sono normalmente abbastanza frenetico fino al momento di entrare in acqua. In automatico, sono immediatamente concentrato, non ho bisogno di rompere il fiato, ed il primo tuffo è uguale a tutti gli altri. Aggiungi che facendolo per lavoro si devono contemporaneamente gestire altre cose oltre la pesca, come la posizione dell’operatore, e non è quindi possibile isolarsi. Per l’attrezzatura, controllo in modo maniacale la sagola, le gomme e la punta dell’asta, ed il motore fuoribordo. Per il resto, andando in acqua in continuazione, non ho quasi mai sorprese, e mi limito a sostituire gli attrezzi quando sono usurati.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Hai mai pensato di fare un’ attività che possa coltivare la passione che ci accomuna nei giovani, al di là dell&#8217;attività video che comunque rimane una attività a carattere commerciale? Ad esempio una sorta di stage per dimostrare dal vivo le tecniche e il modo di intendere la pesca in apnea in totale sicurezza?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em> </strong>L’attività video non è esclusivamente commerciale. Con lo stesso impegno, le stesse capacità e le stesse risorse si potrebbe guadagnare molto di più in altri campi. Ho moltissime richieste riguardo stage o corsi, ma non ritengo che siano fattibili per motivi pratici. Per mostrare l’efficacia delle tecniche si dovrebbero far vedere catture, ma dal vivo con uno o più allievi a fianco è praticamente impossibile. Il video funziona molto meglio, ha potenzialità enormemente superiori, ed è uno strumento che a livello comunicativo non può essere superato. Ho tra l’altro l’impressione che molti pescatori poco esperti attribuiscano un valore eccessivo ai posti. Mi chiedono spesso “ma dove stanno tutti questi pesci”, commentando magari una cattura fatta su un ciglio della strabattuta secca di Ladispoli, e credo che vorrebbero uscire con me anche e soprattutto per essere portati su uno di questi posti. Che però non esistono, nel senso che sono gli stessi dove vanno tutti.</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="alignnone size-medium wp-image-166" title="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/09/fabri06-300x225.jpg" alt="pescasub apnea:fabrizio d'agnano" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Custodia per le riprese video</strong></p>
<p style="text-align: left;">Voglio farti ora io qualche domanda più personale visto che ti conosco meglio:</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Mi hai raccontato che prima pescavi più profondo e poi per alcuni problemi di salute non puoi più farlo, ci puoi dire cosa è successo ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em> </strong>Ad oggi motivazioni e dinamiche non sono ben chiare. Quello che mi è capitato è la comparsa di vertigini alternobariche. All’inizio, tanti anni fa, le avevo a quote da bombole, sotto i quaranta metri, tanto che pensavo di essere particolarmente predisposto alla narcosi da azoto. Poi ho cominciato ad averle alle quote che raggiungevo normalmente in apnea, tra i 30 ed i 35 metri, e poi sempre in meno acqua. Non è che mi capitino sempre, ma chiaramente la cosa non mi fa stare tranquillo quando scendo fondo, e se non si è tranquilli in primis si rischia, e poi non si pesca. Mi sono quindi reinventato, da profondista che ero, come pescatore di basso fondale, e devo dire che comunque le soddisfazioni non mi mancano. Anzi, ho sicuramente imparato a pescare molto meglio da quando devo vedermela con i pesci smaliziati del sottocosta.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Cosa ne pensi della sicurezza nella pesca subacquea e se hai avuto delle brutte esperienze durante questi anni che peschi?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Per me è una sorta di fissazione. Negli anni sono mancati tanti pescatori in apnea che conoscevo, quasi tutti molto giovani, bravi ed appassionati. Io stesso sono quasi miracolato, essendo uscito vivo per puro caso da un paio di episodi terribili, legati ad un periodo nel quale credevo, come molti ragazzi, di essere praticamente immortale ed onnipotente. Da molti anni ormai sono prudentissimo, non pesco mai da solo, sfrutto l’esperienza non per fare qualcosa in più ma per rischiare qualcosa in meno, e cerco in ogni modo di fare la mia parte perché il tema sia diffuso e tenuto nella debita considerazione. Pescando in due con controllo diretto in ogni tuffo, meglio se con un solo fucile, le probabilità di incidenti, che nel nostro sport hanno un esito quasi sempre drammatico, sono assolutamente minime. In tutti i miei documentari dal 2005 in poi si può vedere che ho il pallone sempre addosso, e l’operatore sempre dietro. I posti sono quelli dove pescano tutti, e la possibilità di pescare in modo proficuo in due e con il pallone a profondità ragionevoli mi pare ben documentata. Non ci sono scuse.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Da buon amministratore di un forum non potevo farti questa domanda, una risposta non condizionata e sincera, cosa ne pensi del forum Pesca Sub &amp; Apnea (libero da sponsor dove ogni utente può dire la sua) e di come è strutturato??</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Mi piace. E’ sempre frequentato e vivace, ma tranquillo e senza problemi. Mi sembra anche equilibrato nella composizione. In realtà, anche se può sembrare strano, non riesco a seguire moltissimo la parte web della nostra passione, visto che mi trovo spesso fuori o impegnato nelle varie cose, ma quando mi connetto faccio sempre una visita al forum, in particolare alla sezione “pesca subacquea”.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Claudio Basili</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Piero Scelfo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Piero per prima cosa voglio ringraziare anche te a nome del Forum &#8220;Pesca Sub &#38; Apnea&#8221; per la tua disponibilità e per aver accettato l’intervista.
Ci siamo conosciuti di persona quest’anno all’ Eudi Show 2009 e mi ha fatto molto piacere. Spero con questa intervista di approfondire la tua conoscienza sia come pescatore e sia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-539" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/scelfo-300x224.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="270" height="202" />Piero per prima cosa voglio ringraziare anche te a nome del Forum &#8220;<strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a></strong>&#8221; per la tua disponibilità e per aver accettato l’intervista.<br />
Ci siamo conosciuti di persona quest’anno all’ Eudi Show 2009 e mi ha fatto molto piacere. Spero con questa intervista di approfondire la tua conoscienza sia come pescatore e sia come produttore di mute.</p>
<p><strong>Passiamo subito alle domande:</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Per chi non ti conosce, chi è Piero Scelfo ? Parlaci di te.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong> Sono nato a Genova, città dove vivo, il 27-02-1971 è ho sempre avuto una grandissima passione per le immersioni e la pesca subacquea.<span id="more-514"></span><br />
La mia esperienza di pescatore inizia con costanza nel 1991 quando, dopo aver finito il servizio di leva, faccio la conoscenza di Silvano Agostini, mi iscrivo al Circolo Nautico Sturla e stringo amicizia con altri appassionati che come me si affacciavano a questo magnifico mondo.<br />
Nel 2004 inizia la mia avventura con la TECNOBLU.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Quando hai iniziato a pescare e poi a fare le gare?</p>
<p style="text-align: left;"><strong>R:</strong> A pescare per diletto ho iniziato in tenera età diciamo intorno hai 12-13 anni quando durante le vacanze con i miei genitori cercavo di catturare le mie prime prede nel mare della Calabria. Ricordo ancora con piacere quando mi regalarono il mio primo fucile un Medi Reef della Mares, avevo appena compiuto 16 anni e dopo un’ asfissiante pressing mio Padre capitolò. Per quanto riguarda le gare ho iniziato nel 1994 con quelle che si facevano nel  circolo, qualche anno dopo ho intrapreso il circuito delle selettive e ancora non mi sono ancora stancato. Cerco con entusiasmo di fare quante più gare posso sia singole che a squadre, pensa che da 5 anni insieme alla mia società  la D.P. MARINETTA partecipiamo anche hai campionati italiani in acque interne, da provare!!!!.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-571" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/clip_image0021.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="306" height="408" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piero Scelfo con due stupendi Lucci</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Che tipo di pesca preferisci e quale è il fucile che utilizzi di più ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Più che un tipo di pesca cerco di adattare la tecnica alle caratteristiche del fondale, a Genova dopo la nascita del Parco di Portofino e delle 5 Terre le zone interessanti di pesca si sono molto ridotte e generalmente il fondale che trovo è composto da grotto e poseidonia. In questo fondale molto battuto preferisco pescare a segnale che, anche se non molto appagante, è l&#8217;unico modo per catturare qualche preda. Quando invece pesco sulla DIGA FORANEA di Genova  fondale caratterizzato da una bellissima franata, utilizzo una tecnica composta da lunghe planate di ricerca cerco di sorprendere le prede presenti, solitamente saraghi e corvine, ma anche spigole e orate. La mia azione sul fondo si sviluppa in un misto tra  agguato, aspetto ma non di rado si concretizza con la cattura in tana. Il fucile che uso di più è il 100  sia in estate che in inverno a meno che le condizioni di visibilità non  sia peggiore allora scendo al 90 ma mai più corto.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D: </span></em></strong>Fai delle modifiche alla tua attrezzatura ? Ci puoi dare qualche consiglio ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Faccio pochissime modifiche alla mia attrezzatura, visto i livelli qualitativi raggiunti dalle varie aziende del settore, cerco però di mimetizzare il più possibile ogni parte,  muta, fucile ,pinne etc. Al contrario dei mie compagni di pesca credo molto nel mimetismo sopratutto pescando in poca acqua. I miei fucili sono rimasti quelli di 15 anni fa con qualche piccolo accorgimento ,uso arbalete tradizionali fusto in carbonio tondo testata tradizionale asta mono aletta da 6,25 e ogiva articolata. Pur provando varie volte non ho mai trovato feeling con l&#8217;elastico circolare e la testata aperta. Per le gare uso sempre 3 fucili un ministen con asta da 8 mm e fiocina a 5  un arbalete 55 cm e un 70 cm equipaggiati con asta filetta da 6,5 mm e fiocina a 4 denti.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Quali sono secondo le tue esperienze le condizioni meteo più idonee per l&#8217;incontro della spigola ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  In Liguria le condizioni ideali per incontrare questo predone sono le entrate di Scirocco e le scadute di mare quando la visibilità lo permette. Anche maree e fasi lunari ricoprono un importanza determinante. Spesso la si incontra alle foci dei fiumi o dove l&#8217;acqua dolce si mischia a quella salata condizione molto gradita dalla Spigola per adottare le sue strategie di caccia in cerca di piccoli cefali presenti in buon numero.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Con quale frequenza mensile e per quante ore al giorno in media peschi ?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong>  Nei mesi freddi vado in mare 4-6 volte al mese partendo da terra e le pescate durano dalle 3 alle 5 ore così da raggiungere un buon livello di preparazione in vista delle gare selettive, in quelli caldi cerco di aumentare il numero delle uscite e preferisco usare il gommone, la durata varia a seconda del tempo e agli impegni di lavoro. Se dipendesse da me entrerei all&#8217;alba e uscirei al tramonto, e mi accorgo a volte che e il tempo a disposizione non basta mai.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-582" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/clip_image0022.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="300" height="400" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piero (seduto) dopo una gara</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Qual’e’ stata la cattura più importante e come è avvenuta?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R:</em></strong><strong> </strong>Frequentando prevalentemente i fondali della Liguria non ho mai avuto incontri eccezionali ma qualche bella preda sono riuscito a catturarla comunque. Quella che ricordo con più gioia, viste le circostanze in cui è accaduta e la rarità di questo pesce dalle  nostre parti, è la cattura di una di cernia  8 kg avvenuta sulla Diga Foranea di Genova. Ero uscito con gli allievi del mio primo corso di pesca per fare lezione, terminata decisi di fare alcuni tuffi sulla franata intanto che loro si cambiavano  in gommone. Il mio intento era quello di catturare un sarago o una corvina da mostrare agli allievi, quando al termine  di un agguato alla base della franata,  mi girai e notai il pesce staccato dal fondo di circa 1 metro nella classica posizione in candela. Ruotando lentamente di 180 gradi appena prima che si intanasse con il 100 armato con asta da 6 mm lo colpii a centro corpo riuscendo a recuperarlo nello stesso tuffo tra lo stupore degli allievi.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Mi sembrerebbe più logico, da un punto di vista evolutivo, che un pescatore si &#8220;autocostruisse&#8221; un fucile. Cosa ti ha spinto a fare le mute?</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>R: </em></strong>Le motivazioni sono molte ma forse la più importante è che in quel periodo ne io ne i miei amici disponevamo di grandi risorse economiche andando ancora a scuola, e l&#8217;unica parte   dell&#8217;attrezzatura che si deteriorava velocemente era la muta. Pertanto ci trovavamo ogni stagione a fare i conti con questo problema. In quel periodo io lavoravo già nel settore come incollatore così ci procuravamo il materiale e, dopo aver smontato le nostre mute e realizzato le seste, ne realizzavamo di nuove. Il seguito è stato un continuo passaparola che mi ha portato nel 2004 a fondare la TECNOBLU.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-586 aligncenter" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/clip_image0023.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="401" height="301" /></p>
<p align="center"><strong>Piero con una bellissima pescata</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> La tua azienda produce mute indirizzate ad una clientela particolarmente esigente, quali sono le caratteristiche peculiari dei tuoi prodotti e quali aspetti nella complessa realizzazione di un capo su misura, a tuo avviso, determinano o incidono maggiormente nell&#8217;ottenimento di una qualità molto elevata?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>L&#8217;unica componente che credo influenzi  positivamente la realizzazione dei miei capi, oltre alla scelta accurata delle materie prime che compongono la muta, credo sia la passione che ci metto per  creare il prodotto e sviluppare ogni singolo progetto che incomincio. Pensa che ogni volta che inizio a confezionare una nuova muta non vedo l&#8217;ora di terminarla per vedere il risultato finale. Anche i tempi di lavorazione sono molto importanti sopratutto per collanti e adesivi che necessitano di un trattamento particolare per farli rendere al meglio.</p>
<p> </p>
<p><em><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong>  </em>Nel settore del neoprene ci sono delle novità? Puoi anticiparci qualcosa ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Le novità più accattivanti che ho riscontrato sono nelle fodere di recente concezione. Quest&#8217;anno abbiamo testato e poi inserito in catalogo diversi foderati-spaccati sia monocromatici che mimetici con la fodera ULTRA STRECH in Lycra. Al vantaggio della morbidezza si aggiunge il fatto che la Lycra si asciuga molto più velocemente della fodera standard e sembra di indossare una muta Liscio-Spaccata tanta è la morbidezza. Gli spessori disponibili sono molteplici dal 3 mm al 7,5 mm con diverse personalizzazioni per rendere unico ogni capo.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:  </span></em></strong>Puoi dirci quanto incidono in percentuale costo dei materiali, manodopera e altri costi nel prezzo finale di una muta su misura?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Il mio parere è che a parità di materiali la differenza la faccia ancora l&#8217;uomo con la sua manualità e che questo aggiunga valore e qualità al prodotto finale. Anche la scelta dei materiali riveste però una notevole importanza e decidere tra la disponibilità che offrono oggi le vari case produttrici non è semplice. Purtroppo il costo di quest&#8217;ultimi è notevolmente aumentato  così come sono aumentati i prezzi di gestione delle attività commerciali e tutto ciò ha un impatto notevole sul prezzo finale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-591 aligncenter" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/clip_image0024.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="361" height="270" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piero Scelfo con una bella corvina</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Se devi dare un consiglio a chi inizia a fare le gare, cosa ti senti di dire ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Agli appassionati che si stanno affacciando al mondo delle gare mi sento di dire che questa esperienza non potrà che aumentare il loro bagaglio sia tecnico che umano, con il passare del tempo si accorgeranno di trarre vantaggio da questo anche durante le loro  abituali battute di pesca. Dico questo per esperienza personale, mi sono accorto dopo anni di riuscire a gestire meglio le mie battuta di pesca e credo che questo sia grazie al fatto che durante una gara devo prendere decisioni e svolgere la performance sotto pressione e in un determinato lasso di tempo, questo fa si che in situazioni di relax riesca ad essere più lucido e riflessivo. Oltretutto è un momento unico di aggregazione che si ripete nel tempo.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Molti ragazzi pensano che per imparare a pescare bisogna fare dei corsi di pesca sub, tu cosa puoi consigliare ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Credo che la maturità di un pescatore dipenda da diverse componenti, quella che per me ha valore primario è l&#8217;esperienza personale fatta in mare, meglio è se  condividiamo queste esperienze con altri. I corsi di pesca subacquea rivestono un passaggio importante in questo, quindi consiglio a tutti quelli che ne hanno la possibilità e il tempo frequentarli. Per farti un esempio calzante io sono istruttore FIPSAS di pesca in apnea  e ogni volta che faccio un corso i partecipanti oltre ad apprendere le nozioni didattiche creano amicizie che alcune volte resistono negli anni, questo fa si che tra loro ci sia un interazione che accelera notevolmente il loro apprendimento e la loro crescita.</p>
<p> </p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong>  Parlaci del tuo pesce preferito e con quale tecnica riesci ad avere la meglio ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Non ho un pesce preferito o forse per me lo sono tutti, trovo molto soddisfacente sia catturare una bella spigola dopo un fruttuoso aspetto,  sorprendere un volo di corvine nei presso della loro tana o semplicemente prendere un sarago nella schiuma. Oltretutto in Liguria non ci possiamo prendere il lusso di avere anche delle preferenze visto la  difficoltà per fare carniere. Però c&#8217;è un pesce la cui cattura mi da grande soddisfazione è il Marvizzo sopratutto di grosse dimensioni vi sembrerà strano ma è così, doppia soddisfazione  se fatta durante una gara. Vi assicuro che in Liguria è più difficile l&#8217;incontro con questa preda che con una Corvina.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-594 aligncenter" title="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/10/clip_image0025.jpg" alt="pescasubapnea:tecnoblu piero scelfo" width="358" height="268" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Piero con un grosso Barracuda ed uno splendido dentice</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">D:</span></em></strong> Anche se non frequenti forum ed il web, cosa pensi di queste comunità virtuali? In particolare cosa ti senti di dire agli utenti di PescaSub &amp; Apnea ?</p>
<p><strong><em>R: </em></strong>Il motivo principale per cui non frequento molto i forum è legato ad una questione di tempo e non per un giudizio negativo nei loro confronti, anzi facendone un giusto utilizzo credo siano molto interessanti e istruttivi. Anni fa era molto difficile reperire informazioni e solo chi frequentava i club o simili riusciva da avere uno scambio di idee e un confronto con pescatore più esperti. Adesso invece con le comunità virtuali esiste una buona opportunità per condividere con altri la passione e la magia di questo sport. Oltretutto rispetto ad una volta si riesce in tempo reale ad avere informazioni e a seguire eventi che accadono in giro per l&#8217;Italia e per il mondo vedi campionati nazionali mondiali etc per cui il mio giudizio è più che positivo.</p>
<p>A presto</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: right;"><span id="_marker"><em>Piero Scelfo.</em> </span></p>
<p style="text-align: right;"><span><em>Claudio Basili</em></span></p>
]]></content:encoded>
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