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	<title>Il sito per gli appassionati di pescasub e apnea &#124; pesca sub, video, apnea, agonismo, eventi, attrezzature, interviste, racconti</title>
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		<title>Novità : Orologio Computer MIK 1 OmerSub</title>
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		<comments>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/recensioni/novita-orologio-computer-mik1-omersub/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Test Attrezzature]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione &#8211; Computer Profondimetro MIK 1 OmerSub


Tra le tante novità sugli accessori del 2010, la  O.ME.R. presenta al mercato, il nuovo computer MIK1 nato per la sola pesca subacquea.
Per mia fortuna sono riuscito a provarlo in anticipo rispetto alla sua commercializzazione, quindi voglio condividere le mie impressioni e cercare di spiegare com&#8217;e&#8217; strutturato e come funziona.
A primo impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=45792964" target="_blank">Recensione &#8211; Computer Profondimetro MIK 1 OmerSub</a><br />
<!-- pescasubapnea forum, orologio MIK 1 omersub, pescasubapnea forumfree, profondimetro MKI1 omersub,pesca in apnea, pesca sub apnea, computer Omersub MIk 1, MIk1, prodotti Omersub MIk 1, nuovo MIk1 --></p>
<p><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI1-278x300.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0px;" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI1-278x300.jpg" border="0" alt="" width="222" height="240" /></a></p>
<p>Tra le tante novità sugli accessori del 2010, la  <a href="http://www.omersub.it/" target="_blank"><strong>O.ME.R.</strong></a> presenta al mercato, il nuovo computer MIK1 nato per la sola pesca subacquea.<br />
Per mia fortuna sono riuscito a provarlo in anticipo rispetto alla sua commercializzazione, quindi voglio condividere le mie impressioni e cercare di spiegare com&#8217;e&#8217; strutturato e come funziona.<br />
A primo impatto la cosa che colpisce è la sua linea semplice ed elegante, non è molto grande, come in genere sono i computer da polso, bello da indossare anche quando non andiamo in acqua, quindi puo&#8217; diventare tranquillamente un orologio per tutti i giorni. La sua linea sportiva ed elegante, il colore nero opaco, fa si che possa essere indossato anche con vestiti eleganti e non solo con quelli casual.<span id="more-1928"></span><br />
Per chi come me porta l&#8217;orologio sulla mano destra (in genere sono progettati e costruiti per la sinistra) non trova problemi di ingombro o intralci da parte di ghiere centrali e pulsanti ingombranti, quindi è come non averlo al polso. In genere i grossi computer creano anche dei problemi ai polsini delle camicie e spesso e volentieri li lacerano con il tempo, in questo caso non accade perchè, oltre ad essere piccolo non ha sporgenze metalliche e sensori esterni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1968 aligncenter" title="pescasubapnea : computer MIK1 polso" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-polso-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : computer MIK1 polso" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Orologio MIK 1 al Polso</strong></p>
<p>Cerchiamo ora di esaminare la struttura di questo orologio, ho cercato in qualche modo di prendere alcune misure per dare un&#8217;idea, per chi non lo conosce, di cosa stiamo parlando.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1975" title="pescasubapnea : MIK 1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-totale-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 Omersub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1976" title="pescasubapnea : computer MIK 1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-totale-v-300x226.jpg" alt="pescasubapnea : computer MIK 1 Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Computer MIK 1 Omersub</strong></p>
<p>L&#8217;orologio, più correttamente computer, è costruito in materiale plastico molto resistente ed in acciaio inox, sia per le parti funzionali e sia per quelle soggette ad usura.<br />
Il MIK 1 ha un peso molto basso che lo rende comodissimo, ha un cinturino diviso in due con una lunghezza elevata, nato appunto per essere utilizzato sopra una muta o sopra i guanti. La parte piu&#8217; lunga (che si puo&#8217; regolare) ha 13 fori sagomati molto ravvicinati per avere una regolazione comoda e precisa. Alla fine del cinturino invece è stato realizzato un dente che blocca il tutto una volta inserito nel passante.<br />
Il cinturino è sostituibile ed è possibile richiedere (optional) un modello più corto.<br />
Il vetro del quadrante, oltre a rimanere più basso della ghiera, è antigraffio temperato per garantire un utilizzo sicuro nel tempo. I pulsanti sono in acciaio inox e funzionano mediante un sistema magnetico (tarati grazie ad uno scrupoloso studio tecnico) che garantisce una morbidezza e funzionalità unica quando vengono premuti anche in acqua. Il Computer MIK 1 è garantito fino a 100 mt. di profondità e la parte posteriore, dove alloggia la batteria, è accessibile mediante una ghiera i acciaio inox a vite con guarnizione.<br />
La batteria e’ facilmente sostituibile, ma affinche’ la garanzia di 2 anni non decada, tale sostituzione puo’ essere fatta solo dal negoziante che l’ha venduto (costo 15 euro) o dalla Omer (costo 20 euro piu&#8217; costi di spedizione).<br />
Dato che questo orologio la funzione &#8220;Dive&#8221; (quella che consuma di più) entra in funzione solo sotto 1,5 mt. la durata della batteria e’ molto piu’ lunga che sugli altri computer.<br />
Ai lati della cassa sono posizionati due sensori (profondità &#8211; temperatura/accenzione) che restano a filo della cassa, rendendo la struttura piu&#8217; ergomica e funzionale.<br />
Lo spessore della cassa è di circa 1 cm.</p>
<p>Per dare un&#8217; idea, metto le foto con le misure dell&#8217;orologio:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1978" title="pescasubapnea : misura cinturino MIK 1" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/cinturino-lungo-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : misura cinturino MIK1" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1979" title="pescasubapnea : misura cinturino MIK1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/cinturino-corto-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : misura cinturino MKI1 Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Misure del cinturino (Dx e Sx)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1980" title="pescasubapnea : misura MIK 1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/misure-cassa-ant-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : misura MIK1 Omersub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1981" title="pescasubapnea : misura MIK 1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/misure-cassa-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : misura MKI1 Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Misure della cassa (anteriore &#8211; posteriore) del MIK 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1989" title="pescasubapnea : pulsanti MIk1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/pulsanti-latodx-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : pulsanti MIk1 Omersub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1990" title="pescasubaonea : pulsanti MIk1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/pulsanti-latosx-300x225.jpg" alt="pescasubaonea : pulsanti MKI1 Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pulsanti inox Magnetici e sensori</strong> </p>
<p>Passiamo ora ad analizzare le funzioni dell&#8217;orologio approfondendo una schermata alla volta, per capire bene i dati registrati da questo computer MIK 1.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Orologio al quarzo</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1994" title="pescasubapnea : orologio MIk1 omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-ora-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio MKI1 omersub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1995" title="pescasubapnea : computer MKI1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-ora-temp-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : computer MKI1 Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>  Figura 1                                                              Figura 2</strong></p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;orologio, è un classico orologio con funzionamento al quarzo, la schermata puo&#8217; essere personalizzata in questo caso in vari modi, &#8220;Giorno, ora, mese o sec&#8221; (<strong>Fig.1</strong>) oppure, &#8220;Temp. ora, mese o sec&#8221; (<strong>Fig.2</strong>).<br />
Ho notato che è molto comodo utilizzare la temperatura sempre visualizzata e per sapere quella ambiente (al polso è influenzata dal calore del corpo) basta togliersi l&#8217;orologio e aspettare qualche minuto. Come tutti gli orologi ha una sveglia con allarme regolabile mediante i tasti funzione ed è possibile disattivarla se non la utilizziamo. Ho fatto un controllo (test) per quanto riguarda la precisione, ho rimesso l&#8217;ora prendendola da una sveglia radio controllata (ora esatta) poi ho controllato a distanza di un mese ed i secondi risultavano precisi.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Modalità Profondimetro &#8211; Computer</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="alignnone size-medium wp-image-2006" title="pescasubapnea : MKI 1 profondimetro omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-profondimetro-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 profondimetro omersub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-2007" title="pescasubapnea : MKI1 profondimetro omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-profondimetro-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 profondimetro omersub" width="256" height="195" /></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Figura 3                                                              Figura 4</strong></p>
<p>Il profondimetro entra in funzione in modo automatico, appena l&#8217;orologio è a contatto con l&#8217;acqua, ed inizia a registrare i dati appena il computer supera 1,5 mt. di profondità (come la maggior parte degli orologi subacquei) e visualizza e registra i dati di profondità a step di 10 cm. Appena risaliamo in superficie il MIK1 torna in modalità normale, visualizzando l&#8217;ora e temperatura (se impostato in questo modo). In fase di regolazioni iniziali, questo computer puo&#8217; essere impostato sia per immersioni in lago (LAKE) oppure in mare (SEA).<br />
Ve vogliamo visualizzare l&#8217;immersione appena fatta, basta premere il tasto funzione (<a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?act=Attach&amp;type=post&amp;id=374040262" target="_blank"><strong>vedi file istruzioni</strong></a>) e ci appare la schermata in figura 3 dove è possibile leggere comodamente (i caratteri sono grandi) i dati:</p>
<ol>
<li>Icona con sub che indica modalità immersione</li>
<li>Numero immersione &#8221; DIVE &#8220;, in questo caso 1</li>
<li>Ora inizio immersione, in questo caso 13:55</li>
<li>Scritta &#8220;MEM&#8221; dati memorizzati </li>
<li>Mese e giorno, in questo caso gennaio e 22</li>
<li>Scritta &#8221; SEA &#8221; immersioni in mare</li>
</ol>
<p>Dopo qualche secondo appare una 2° schermata in automatico con ulterioni informazioni visibili nella figura 4.</p>
<ol>
<li>Icona con sub che indica che modalità immersione</li>
<li>Temperatura minima registrata (C° o F°), in questo caso 12 gradi</li>
<li>Profondità massima raggiunta (Mt. o Ft.), in questo caso 1,8 mt.</li>
<li>Scritta &#8220;MEM&#8221; dati memorizzati</li>
<li>Durata-Tempo dell&#8217;immersione, in questo caso 0&#8242; 27&#8243;</li>
</ol>
<p>Finita la battuta di pesca subacquea, è possibile vedere tutte le immersioni della giornata, il MIK 1 memorizza fino a 100 tuffi (immersioni) consecutivi per poi ricomnciare, cancellando il primo.<br />
E&#8217; possibile comunque intervenire manualmente cancellando le immersioni e lasciando memorizzate solo quelle di particolare interesse.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-2012" title="MKI1 profondimetro finale" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-profondimetro-finale-300x225.jpg" alt="MKI1 profondimetro finale" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-2013" title="pescasubapnea : MIK1 profondimetro Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-profondimetro-finale-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 profondimetro Omersub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Figura 5                                                              Figura 6</strong></p>
<p>Quindi premendo il tasto funzione MODE, per andare nella modalità &#8220;DIVE&#8221; ci appare una schermata come in figura 5</p>
<ol>
<li>Icona con sub che indica modalità immersione</li>
<li>Numero immersioni totali, in questo caso 39</li>
<li>Ora dell&#8217;ultima immersione, in questo caso 15:43</li>
<li>Mese e giorno, in questo caso gennaio e 22</li>
<li>Scritta &#8221; SEA &#8221; immersioni in mare</li>
</ol>
<p>Anche in questa situazione, dopo qualche secondo, appare una 2° schermata in automatico con ulterioni informazioni sull&#8217; ultima pescata visibili nella figura 6.</p>
<ol>
<li>Icona con sub che indica modalità immersione</li>
<li>Temperatura ultima immersione (C° o F°), in questo caso 13 gradi</li>
<li>Profondità massima raggiunta (Mt. o Ft.), in questo caso 4,7 mt.</li>
<li>Scritta &#8220;MEM&#8221; dati memorizzati</li>
<li>Durata-Tempo dell&#8217;immersione, in questo caso 1&#8242; 18&#8243;</li>
</ol>
<p>Per vedere le immersioni precedenti, basta premere i pulsanti sulla destra e si possono scorrere tutte.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Modalità Cronografo</span></strong><strong><span style="color: #0000ff;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="size-medium wp-image-2021 aligncenter" title="pescasubapnea : MKI1 omersub cronografo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-cronografo-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 omersub cronografo" width="256" height="195" /></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MIK 1 in modalità cronografo</strong></p>
<p>Come la maggior parte degli orologi al quarzo, anche questo è dotato di un cronografo che prende i tempi mediante i pulsanti Start/Stop e c&#8217;e&#8217; la possibilità fermare il tempo parziale.<br />
Nel caso nostro, apnea e pesca sub, puo&#8217; essere utile per prendere i tempi quando ci alleniamo in piscina o al mare.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Modalità Countdown</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="size-medium wp-image-2024 aligncenter" title="pescasubapnea : MKI1 Omersub countdown" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-countdown-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 Omersub countdown" width="256" height="195" /></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MIK 1 in modalità countdown</strong></p>
<p>Questa modalità di conteggio alla rovescia si utilizza, impostando il tempo manualmente prima, come tempo di recupero in superficie e il MIK1 lo calcola appena viene premuto il stato di funzione Start. Se ipotizziamo di aver inserito 3 min. (vedi foto) e attiviamo la funzione, ogni minuto che passa (quindi a 2 min.) il computer emette un allarme sonoro singolo, poi arrivati ad 1 minuto l&#8217;allarme parte ogni 10 secondi, fino a suonare (ogni secondo) per gli ultimi 5 sec.  Arrivato a zero, l&#8217; allarme suona ripetutamente e basta premere il tasto START e il countdonw si rimette in posizione iniziale.<br />
Durante le apnee, a maggior bisogno se profonde ed impegnative, è consigliato aspettare almeno il doppio del tempo di apnea appena fatta.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Modalità Secondo Orologio</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="size-medium wp-image-2034 aligncenter" title="pescasubapnea : MKI1 secondo orologio" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/MKI1-secondo-orologio-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : MKI1 secondo orologio" width="256" height="195" /></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MIK 1 in modalità 2° orologio</strong></p>
<p>Questa funzione è utile per chi viaggia all&#8217; estero e non vuole rimettere l&#8217;ora corrente.<br />
Nella schermata c&#8217;e&#8217; riportato soltanto l&#8217;orario (vedi figura sopra) in modo semplice e facilmente leggibile.<br />
Oltre alle modalità sopra descritte, l&#8217;orologio ha un tasto &#8220;light&#8221;, che consente di illuminare il quadrante con scarsa visibilità o al buio.<br />
Questa funzione puo&#8217; essere manuale oppure programmata in automatico (basta tenere premuto il pulsante piu&#8217; di 2 di sec.)</p>
<p>Ho cercato, mediante un video, di visualizzare passo per passo le modalità di questo computer-orologio cercando di far capire in modo pratico come funziona.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Video dimostrativo Orologio MIK 1 Omersub</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/T0n5tLFbGYY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/T0n5tLFbGYY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Prova in Mare</span></strong></p>
<p>Ho purtroppo utilizzato una sola volta il MIK 1 da quando l&#8217;ho preso, il mare ed il tempo non sono stati clementi. A gennaio, nel Lazio, il mare è spesso mosso con acqua torbidissima e fredda. Ad ogni modo ho subito notato la facilità di indossarlo, basta una sola mano ed il cinturino permette una regolazione comodissima al polso sopra la muta. Appena entrato in acqua ho notato subito che l&#8217;orologio iniziava a misurare la temperatura dell&#8217;acqua in supeficie e leggere 12° non è stata una cosa molto positiva!!<br />
Ho provato ha fare tutti in varie profondità, l&#8217;orologio effettivamente inizia a misurare i dati sotto 1,5 mt. visualizzando la profondità corrente ed il tempo dell&#8217;apnea.<br />
Poi controllando l&#8217; orologio on risalita, come ha fatto per la discesa, inizia a scalare la profondità fino ad arrivare in superficie, subito dopo appare l&#8217;ora.<br />
Ho provato ad utilizzare i pulsanti sia in superficie che sul fondo e nonostante i guanti spessi invernali, non ho riscontrato problemi. Sono veramente morbidi e tarati al punto giusto. Per questa pescata ho realizzato 39 immersioni, purtroppo il freddo sia in acqua che fuori non mi ha permesso di stare maggiormente.<br />
Appena sono tornato all&#8217;asciutto con i panni caldi, mi sono divertito a controllare le mie immersioni una per una, riscontrando tempi e profondità dandomi così una regolata sulla mia<br />
effettiva forma in questo periodo. A casa l&#8217;ho lavato con acqua dolce e non ho fatto altre cose particolari. Che dire, un oggetto molto semplice da utilizzare e cosa importante funzionale, il suo rapporto qualità prezzo al momento non ha rivali.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Pro e Contro:</span></span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"> </span></strong></span></strong></span></strong><span style="color: #0000ff;"><strong>Pro:</strong></span><br />
1 &#8211; Ottimi materiali utilizzati<br />
2 - Cinturino lungo a sufficienza, comodo da utilizzare e sostituibile<br />
3 &#8211; Cinturino più corto da richiedere (opzional)<br />
4 - Bello esteticamente, si puo&#8217; utilizzare sempre<br />
5 &#8211; Semplice da utilizzare anche con guanti spessi<br />
6 &#8211; Leggero e nello stesso tempo robusto<br />
7 - I caratteri sono grandi e ben leggibili anche in acqua<br />
8 &#8211; Batteria a lunga durata e facile da sostituire (2 anni, solo dal negoziante)<br />
9 &#8211; Rapporto qualità prezzo tra i migliori &#8220;169 Euro&#8221;</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Contro:</span></strong><br />
1 &#8211; Recupero in superficie solo in manuale</p>
<p>Ci tengo a precisare che queste informazioni sono strettamente personali e possono essere anche non condivisibili, il mio scopo è quello di condividere con tutti le mie impressioni sul prodotto.<br />
Voglio ringraziare pubblicamente la <a href="http://www.omersub.it" target="_blank">OmerSub</a>  ( Marco Ciceri e Marco Bardi ) che mi hanno dato la possibilità di vedere e provare questo Orologio.</p>
<p> </p>
<p>La proprietà del materiale pubblicato nel FORUM <a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it">pescasubapnea.forumfree.it</a>, salvo diversa indicazione, è dei rispettivi autori. E&#8217; vietata la ripubblicazione, anche parziale, di tutto il materiale pubblicato nel sito <a href="http://www.pescasubapnea.com">pescasubapnea.com</a> senza preventiva autorizzazione scritta.&#8221; </p>
<p> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Claudio Basili</em></p>
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		<title>La vera filosofia della Pesca in Apnea&#8221;(Andrea Pettiti)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:37:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vera filosofia della Pesca in Apnea


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=46227410" target="_blank">La vera filosofia della Pesca in Apnea</a><br />
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<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-rtmPgBTvPg&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-rtmPgBTvPg&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Manovra globale di risalita &#8211; Gabriele Delbene</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pillole di Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Manovra globale di risalita &#8211; Gabriele Delbene


PREMESSA:
In relazione alla ripresa della respirazione dopo una lunga apnea attualmente le didattiche propongono due tipi di soluzione. La prima e la piu’ classica prevede di tenere lo snorkel in bocca e di svuotarlo tramite un’espirazione forzata che ha lo scopo di spingere fuori da esso la colonnina d’acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/?t=19277459" target="_blank">Manovra globale di risalita &#8211; Gabriele Delbene</a><br />
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<img class="alignleft size-medium wp-image-1948" title="pescasubapnea : seac sub aspetto" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/seacmassone-300x204.jpg" alt="pescasubapnea : seac sub aspetto" width="300" height="204" /></p>
<p>PREMESSA:<br />
In relazione alla ripresa della respirazione dopo una lunga apnea attualmente le didattiche propongono due tipi di soluzione. La prima e la piu’ classica prevede di tenere lo snorkel in bocca e di svuotarlo tramite un’espirazione forzata che ha lo scopo di spingere fuori da esso la colonnina d’acqua accumulatavisi. Questa ha il grande svantaggio di dover effettuare un vero e proprio sforzo muscolare esattamente nel momento in cui la tensione della pressione parziale dell’ossigeno è arrivata al suo minimo. Se da una parte lo sforzo può fare la differenza in negativo tra cadere o meno in sincope una volta arrivati alla superficie,dall’altra presenterà il vantaggio che quando avremo perso la coscienza affronteremo la fase del black out che precederà quella della ripresa involontaria dello stimolo respiratorio,in posizione supina ma con lo snorkel svuotato in una piena comunicazione dei polmoni con l’esterno.<span id="more-1945"></span> Naturalmente si presuppone da parte dell’apneista un tipo di assetto leggerissimo e cioè positivo anche in eventuale completa espirazione. La seconda soluzione elimina il problema alla radice non prevedendo lo snorkel inserito in bocca. Vengono quindi eliminati diversi fattori di disturbo e rischio:il principale e piu’ importante è ovviamente lo sforzo espiratorio necessario per spingere fuori la colonnina d’acqua che ha un certo peso,il secondario sono i maggiori tempi necessari all’espirazione e lo spazio morto che una volta liberato lo snorkel rimane comunque occupato da aria viziata che viene nuovamente reintrodotta nelle vie aeree prima dell’afflusso di aria atmosferica. La seconda manovra avviene in posizione verticale con la testa fuori dall’acqua espirando il meno possibile per evitare il repentino abbassamento della tensione di ossigeno ed inspirando il piu’ in fretta e pienamente possibile per evitare il black out. Quest’ultima se da una parte ci favorisce donandoci qualche attimo ed energia in piu’ prima dell’eventuale sincope ,dall’altra ci espone a rischi mortali lasciandoci totalmente indifesi qualora avvenisse. Dobbiamo sempre immaginare un pescatore solitario che si trovi in difficoltà ,in questo caso a testa in giu’ e con la bocca in comunicazione con l’acqua. La posizione a testa in giù viene infatti mantenuta dall’anatomia delle articolazioni scapolo omerale e coxo femorale che funzionando da limitatori alle escursioni articolari,posizionano gli arti come bilancieri impedendo il rovesciamento sul dorso che non sia completamente volontario. Alla ripresa degli stimoli respiratori non avrà la benchè minima possibilità di insufflare aria e con un anche piccolo cambiamento d’assetto dovuto al parziale allagamento dei polmoni,precipiterà velocemente verso il fondo. La manovra che propongo mira ad AUMENTARE LE PERCENTUALI DI SOPRAVVIVENZA eliminando gli svantaggi delle due manovre precedentemente esposte.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1959 aligncenter" title="pescasubapnea : cernia seac sub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/cernia-seac-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : cernia seac sub" width="300" height="225" /></p>
<p align="center"><span style="text-decoration: underline;"><strong>PRESUPPOSTI FISIOLOGICI</strong></span></p>
<p>Per poter spiegare la manovra che proporro’ in questa relazione,dobbiamo partire con l’identificazione e la spiegazione di alcuni fenomeni fisiologici che avvengono nell’uomo immerso in apnea. Tratteremo il RIFLESSO D’IMMERSIONE (DIVING REFLEX), lo SCIVOLAMENTO EMATICO (BLOOD SHIFT) ed il suo incompleto recupero, le CONTRAZIONI DIAFRAMMATICHE.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">IL RIFLESSO D’ IMMERSIONE</span></strong></p>
<p>L’adattamento del corpo umano alla discesa in apnea comincia già con la semplice immersione del viso in acqua. Questo riflesso chiamato anche “riflesso del lavandino”è utile a spiegarci che esiste una capacità innata e primitiva che consente di proteggerci dagli effetti dell’immersione e di prepararci per quella in profondità. Gli effetti immediati si evidenziano con una vasocostrizione periferica associata a rallentamento del battito cardiaco. La vasocostrizione avviene prevalentemente nei vasi degli arti diminuendone il calibro con conseguente riduzione del volume del sangue in essi circolante. A ciò corrisponde un’iniziale migrazione di una piccola parte della massa ematica verso il piccolo circolo. Il rallentamento del battito cardiaco o bradicardia da immersione si innesta come già detto al solo semplice contatto del viso con l’acqua ed è dovuto alla stimolazione del sistema nervoso autonomo ed in particolare all’attività del nervo vago (parasimpatico).Si ritiene che questi due adattamenti vadano nella direzione della termoregolazione cercando quindi di mantenere il sangue caldo ed al centro del corpo.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">LO SCIVOLAMENTO EMATICO</span></strong></p>
<p>La scoperta di questo fenomeno fisiologico è abbastanza recente e risale agli anni settanta nei quali l‘apneista Enzo Maiorca raggiungendo i -51m dimostrò alla comunità scientifica che la conoscenza delle reazioni del proprio corpo d’atleta impegnato in gesti estremi in taluni casi anticipa l’elaborazione delle teorie scientifiche.</p>
<p>Il medico francese Cabarrou fino ad allora considerato il piu’ esperto in materia,ipotizzava che un uomo con 6 litri di volume polmonare totale composti da 5 litri di capacità vitale e 1 litro di spazio morto bronco tracheale potesse al massimo spingersi fino alla profondità di 50m. In ragione della legge di Boyle e Mariotte che dice che volume e pressione sono inversamente proporzionali,la profondità di 50m sarebbe quella alla quale quel volume di 6 litri si ridurrebbe per effetto della pressione 6 volte superiore a quella della superficie, a un solo litro,corrispondente al suo volume di spazio bronco tracheale. Oltre sarebbe imploso. Cosi’ non avvenne e ora sappiamo che il riflesso d’immersione precede e prepara lo scivolamento ematico. Infatti si è osservato un’enorme afflusso sanguigno che tramite la vena cava superiore ed inferiore arriva alla zona del cuore destro dilatando oltremisura la parete del ventricolo. Per effetto della pressione gravante sul sistema si assiste ad un’aumentata resistenza idraulica dei vasi che implica la difficoltà alla sistole specialmente da parte del cuore sinistro con conseguente ristagno di sangue nel cosiddetto piccolo circolo o circolo polmonare. In pratica per impedire lo schiacciamento del torace (effetto teorico della legge di Boyle e Mariotte ) il corpo si adatta occupando in quello spazio dove normalmente si trovano quei 5 litri teorici d’aria uno altro spazio consistente ad opera del fluido sangue che sappiamo per sua natura essere incomprimibile creando quindi una contropressione interna che impedisce di fatto l‘implosione. Ciò è dovuto in larga parte alla capacità dei vasi polmonari di dilatarsi fino a cinque volte la dimensione del diametro originale.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">L’ INCOMPLETO RECUPERO DELLO SCIVOLAMENTO EMATICO</span></strong></p>
<p>Ricapitolando possiamo affermare che dietro stimolo della pressione si instauri un grossissimo afflusso sanguigno ristagnante nel piccolo circolo. Sappiamo che gli effetti di detto ristagno rimangano anche a secco per un certo periodo di tempo ,addirittura anche a secco e molte ore dopo la fine delle immersioni. Occupiamo però nel dettaglio di ciò che avviene in risalita. La diminuita pressione inverte le resistenze idrauliche e il ristagno tende a riequilibrarsi immettendo velocemente sangue questa volta dal piccolo al grande circolo. Il riequilibro avviene però in dipendenza dalla capacità del sistema di veicolare il flusso ematico ed è ovvio che non possa essere istantaneo. Inoltre la velocità di risalita nell’apneista è spesso elevatissima e certamente superiore a quella della discesa specialmente nei pescatori che per non allarmare le prede preferiscono adottare la tecnica di discesa lenta. Per queste ragioni all’arrivo in superficie il sub si ritrova ancora stagnante nel circolo intra toracico un piccolo volume ematico che ancora preme dall’interno sul famoso volume dei 5 litri. Il mancato istantaneo recupero ematico annuncia i suoi effetti appena iniziata la risalita manifestandosi attraverso quelle bollicine che vedrete sempre uscire dalla maschera del sub in riemersione. Questa fuoriuscita d’aria risulta continua e dipenderà essenzialmente dalla velocità di risalita e dall’intensità e frequenza delle contrazioni diaframmatiche. Corrisponderà, infatti, una massima dispersione nel momento di rilasciamento del diaframma nella fase di contraccolpo verso l’alto quando l’azione meccanica potrebbe tendere a creare un flusso verso l’alto favorito anche dalla rapida espansione gassosa.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">LE CONTRAZIONI DIAFRAMMATICHE</span></strong></p>
<p>Sappiamo che l’apnea si divide in due fasi,la fase cosiddetta del benessere e la fase della sofferenza. La sofferenza è causata da una serie di manifestazioni dovute al consumo dell’ossigeno ed al conseguente innalzamento del tasso dell’anidride carbonica. I recettori chimici presenti nel midollo spinale e piu’ precisamente nel tronco mesencefalico registrano quest’ultima variazione ed in risposta inviano dei segnali eccitatori ai nervi responsabili della motilità del muscolo diaframmatico.Come sappiamo la cupola diaframmatica tendinea viene abbassata dall’azione delle bandelle muscolari in contrazione creando un’azione involontaria che mira ad attrarre aria nella parte bassa della piramide polmonare.</p>
<p>Ora che abbiamo trattato dei fenomeni fisiologici intervenenti nell’immersione possiamo passare a spiegare come si possono sfruttare durante l’esecuzione della manovra globale di risalita.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1958 aligncenter" title="pescasubapnea : seac sub cernia bianca" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/seacbianca-204x300.jpg" alt="pescasubapnea : seac sub cernia bianca" width="270" height="342" /></p>
<p align="center"><span style="text-decoration: underline;"><strong>LE FASI DELLA MANOVRA</strong></span></p>
<p align="center">Come si effettua allora la manovra?</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">1 &#8211; LO SNORKEL INDOSSATO, LA COMPENSAZIONE IOIDEA</span></strong></p>
<p>Dovremo innanzitutto lasciare lo snorkel in bocca. I motivi del lasciarlo indossato sempre dipendono principalmente dal fatto che la manovra si concluderà in risalita con questa modalità. Ci sono però in quest’abitudine altri vantaggi importanti che riguardano la discesa e che prevedono la tecnica che ho chiamato di COMPENSAZIONE IOIDEA. Infatti in questa posizione la mandibola si libera e si allontana anche parecchio dal palato favorendo indubbiamente i movimenti che, partendo dalla muscolatura sopra e sotto ioidea ,coinvolgono una serie di tessuti contigui vicini all’apertura degli orifizi delle tube di Eustachio ed in particolare sotto di essi. E’ come se si pretensionasse questa catena tissutale mettendo i tessuti sottorifiziali in una sorta di situazione meccanica che ne FACILITERA’ L’APERTURA sotto sollecitazione delle manovre di compensazione. La traduzione didattico pratica prevede quindi la movimentazione mandibolare con spostamenti semplici o composti. Per movimenti semplici si intendono l’abbassamento e la traslazione antero posteriore della mandibola,per composti si intendono la combinazione dei due eventualmente integrati da piccoli spostamenti laterali. L‘apneista dovrà sperimentare a seconda della propria unica e particolare morfologia quali siano i movimenti che facilitano l‘apertura degli orifizi. L‘esercizio si può provare comodamente a secco. Per soggetti particolarmente predisposti la compensazione ioidea sarà una vera e propria tecnica di compensazione, per gli altri solo una TECNICA DI FACILITAZIONE.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">2 &#8211; IL RILASSAMENTO DEL MASSETERE, L‘APERTURA DELLA GLOTTIDE</span></strong></p>
<p>L’abitudine a tenere indossato il boccaglio comporta una maggiore presa di coscienza delle proprie tensioni psichiche.</p>
<p>Sappiamo riconoscere facilmente una persona nervosa o tesa osservandone i movimenti ritmici e contratti della mascella. Ovviamente in immersione le tensioni sono maggiori che nella vita comune e si ripercuotono molto sulla contrazione del muscolo massetere. Risulta molto più facile ascoltare le proprie tensioni perciò avendo come mezzo di contrasto il morso dello snorkel. L’ aumentata consapevolezza favorisce un conseguente maggiore rilassamento del muscolo massetere e della lingua. La radice della lingua essendo strettamente collegata alla glottide la trascina anteriormente con sé DETERMINANDONE L’APERTURA o facilitandone la stessa.. Come sappiamo dagli studi del dottor Malpieri;l’apertura della glottide rappresenta un fattore discriminante al fine di non incappare nel barotrauma polmonare da risalita profonda. Anche solo a questo scopo potrebbe essere quindi consigliabile tenere lo snorkel indossato a misura preventiva di sicurezza.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">3 &#8211; IL RECUPERO DELL’ ARIA, IL RIMESCOLAMENTO DIAFRAMMATICO</span></strong></p>
<p>L’apneista avrà raggiunto lentamente il fondo, la compartimentazione del sangue nel circolo intra toracico sarà arrivata al suo massimo, inizia la risalita con associate le contrazioni diaframmatiche. L’inversione del ristagno ematico ora in via di ritorno verso il grande circolo non essendo istantanea lascia ancora un accumulo sanguigno che provoca una pressione interna che tenderà a far uscire l’aria fuori dalla maschera. La spinta migratoria dell’aria nella maschera verso l’esterno sarà favorita oltre che dalla tendenza della stessa alla riespansione, anche dalle spinte del diaframma che risale verso l’alto a fine contrazione. Per ovviare a ciò si dilaterà il tempo di contrazione indugiando con un intervento VOLONTARIO nell’estroflessione dell’addome per fuori(abbassamento del diaframma).Ciò può essere spiegato all’apneista semplicemente chiedendogli di “tirare su”in maniera prolungata con il naso come fanno i bambini col raffreddore ogni qualvolta sentirà la maschera alleggerirsi sul viso per effetto della spinta della riespansione gassosa. Per i meno evoluti semplicemente chiedendo di tirare sù ogni paio di secondi. La manovra proposta oltre a recuperare l’aria aiuta il rimescolamento gassoso spostando una parte dell’aria vergine contenuta nello spazio morto bronco tracheale e nella maschera agli alveoli dove ristagnava aria viziata. Si potrebbe obiettare che trattenere l’aria in questo modo potrebbe favorire l’insorgenza del barotrauma per la maggiore pressione che viene a determinarsi nei polmoni piu’ alta di quella che si trovava a pari quota in discesa. Ritengo che ciò non avvenga per due motivi. La posizione dello snorkel indossato favorente l’apertura della glottide fa si che questa sovrapressione abbia libero sfogo cercandosi la via d’uscita e non sarà di certo “tirando su “col naso che impediremo all’aria di espandersi o fuoriuscire senza creare danni. Il secondo motivo l’ho compreso durante la mia esperienza didattica nella pescasub. Prima dell’immersione il pescatore compie nella stragrande maggioranza dei casi un’inspirazione che non è mai massimale. Materialmente non riesce a porre costantemente l’attenzione alla completezza del gesto inspiratorio, si tratta perciò di un gesto tipico che porta ad immettere grosso modo l’ 85% del volume massimo catturabile Perciò il ristagno ematico che dilata l‘aria in risalita ha ancora un bel volume da riempire pari o superiore al mezzo litro. Anche nell’apneista puro questo rischio è basso a meno che non effettui la manovra della “carpa”o respirazione glosso faringea che precomprime l’aria nei polmoni associando magari la mandibola chiusa senza snorkel che spinge nelle contrazioni muscolari la glottide in basso tappando la trachea.</p>
<p>IL GUADAGNO TEORICO, IL 10%DELLA NOSTRA APNEA: per quantificare il possibile guadagno teorico del recupero dell’aria forniamo qualche altro dato. Immaginiamo una maschera di 150cc compensata insufflando aria fino a 30mt. di profondità. Considerando le 4atm che vi si trovano, avremo nella nostra maschera ben 600cc ridotti a 150 dalla pressione In risalita l’incompleto recupero dello scivolamento ematico e la riespansione gassosa concorrono a farne uscire la differenza e cioè circa 450cc all’esterno sotto forma di quelle bolle che tutti noi avremo osservato ci lasciamo dietro. Riuscendo a trattenere questo volume avremo trattenuto quasi il 10% del nostro volume incamerato con l’ultima inspirazione. Aria insufflata nella maschera proveniente dallo spazio morto e quindi ossigenata non avendo partecipato agli scambi gassosi. Se la nostra apnea dura ad esempio 90 sec, recuperando e rimescolando opportunamente quell’aria potremo guadagnare 8\9 sec. Ma se anche nella peggiore delle ipotesi fossero solamente 5 i secondi guadagnati, non credete che sia comunque sufficiente per allontanare enormemente il rischio black out?</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">4 – L’ ESPIRAZIONE FACILITATA, NESSUNO SFORZO ESPIRATORIO</span></strong></p>
<p>Arriviamo a questo punto vicino alla superficie avendo trattenuto quest’aria che voleva uscire pressata dall’interno dall’incompleto recupero del blood shift.Nelle spiegazioni teoriche spesso paragono i volumi del ristagno ematico alla frutta. Parlo quindi del volume di un grosso melone a quote molto impegnative, passando al pompelmo, all’arancia fino al volume di un mandarino in prossimità della superficie. Questo mandarino d’aria non aspetta che poter fuoriuscire e quindi arrivati a circa un metro dalla superficie non dovremo fare altro che smettere di trattenerlo permettendo che, SENZA NESSUNO SFORZO ESPIRATORIO, si trasferisca dalla bocca allo snorkel.Lo sforzo espiratorio non è richiesto perché l’aria in quell&#8217;ultimo metro dilatandosi lo svuoterà automaticamente Dalle prove pratiche nei lunghi anni in cui ho adottato questa tecnica mi sono accorto, infatti, che il mandarino d’aria occupa inizialmente quel volume per poi proseguire completando quasi tutta l‘espirazione. Dal punto di vista didattico è una manovra di semplice apprendimento, richiede solo una certa attenzione per sincronizzare il momento d’inizio dell‘espirazione facilitata.</p>
<p>Avremo ottenuto il vantaggio enorme di aver abbassato i rischi di andare in sincope poiché non effettueremo sforzi espiratori(come nella manovra senza snorkel)però rimanendo in contatto con l’aria(come nella manovra con l’espirazione forzata in superficie)qualora cadessimo incoscienti. Inoltre avremo rosicchiato altro tempo cominciando l’espirazione un metro sotto, completandola in quel metro percorso in quell‘ ultimo secondo, pronti ad inspirare appena la punta dello snorkel si affacci alla superficie. La posizione a testa in giu’ con le braccia a fare da bilancieri sarà quella che ci manterrà comunque in equilibrio senza fare entrare acqua nell’albero respiratorio. Dopo pochi secondi, alla ripresa degli stimoli respiratori involontari avremo molte più possibilità di riprendere a respirare e quindi di svegliarci dal black out.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>CONCLUSIONI</strong></span></p>
<p>Nel 1989 un conoscente mi raccontò che stava pescando fondo, era da solo con pochissima zavorra. Riuscito ad arrivare a galla dopo un’immersione al limite, appena liberato il boccaglio dall’acqua cadde svenuto Mi rimase impresso che disse di essersi risvegliato respirando nello snorkel, ad una certa distanza dal pallone segno questo che fosse rimasto per un certo tempo svenuto e trasportato dalla corrente. Da lì ebbi l’intuizione che non avrei mai più abbandonato lo snorkel.In seguito mi venne naturale fare degli esperimenti, dapprima iniziando lo sforzo espiratorio un po’ sotto la superficie rendendomi poi conto che nei tuffi mediamente profondi non necessitasse affatto. Spesso gli apneisti puri non usano il boccaglio per quei pochi tuffi estremi, hanno squadre o compagni d’immersione che vigilano su di loro. Non si trovano perciò nella necessità di inventarsele tutte per aumentare le possibilità di sopravvivere ad una banale sincope che per un pescasub solitario significa morte. Il guadagno teorico della prima fase della manovra quantificabile tra il 5 ed il 10% del tempo di apnea la rende di per sé stessa un formidabile antidoto alla perdita di coscienza. La seconda fase consente di anticipare l’inspirazione guadagnando un altro secondo circa nella fase critica. La somma è quantificabile tra i 6 ed i 10 sec. al massimo Ho dedicato questo trattato ai pescasub a cui raccomando prima di tutto la pesca in coppia, a basse profondità e usando poca zavorra. Per chi con responsabilità e coscienza si senta di affrontare discese più impegnative o in solitario spero questa manovra di mia invenzione che uso da decenni con gran successo, vi doni margini di sicurezza maggiori ed anche solo una piccola possibilità di sopravvivere in più in caso di sincope a galla, la più statisticamente frequente.</p>
<p> 
<p style="text-align: right;"><em>Gabriele Delbene</em></p>
<p><strong><font color=red>ATTENZIONE:</font></strong>la manovra descritta da Gabriele Delbene è destinata a pescasub e apneisti esperti con molti anni di esperienza. Noi del sito pescasubapnea.com Vi invitiamo ad essere molto prudenti, e di praticare questa disciplina in sicurezza.</p>
<p>La proprietà del materiale pubblicato nel sito <a href="http://www.pescasubapnea.com" target="_blank">www.pescasubapnea.com</a>, salvo diversa indicazione, è dei rispettivi autori. E&#8217; vietata la ripubblicazione, anche parziale, di tutto il materiale pubblicato nel sito <a href="http://www.pescasubapnea.com" target="_blank">www.pescasubapnea.com</a> senza preventiva autorizzazione scritta.&#8221;</p>
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		<title>Mulinelli ed ogive SigalSub</title>
		<link>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/recensioni/mulinelli-ed-ogive-sigalsub/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione &#8211; Nuovi Mulinelli e Ogive SigalSub

Riprende la serie di recensioni su articoli che ci possono interessare; questa è la volta di alcuni nuovi prodotti 2010 della SigalSub ed in particolare parliamo dei mulinelli &#8220;Edy&#8221; e delle ogive snodate con legatura &#8220;Jewel &#8211; ML&#8221; da montare su elastici al metro.
Iniziamo analizzando i mulinelli; a catalogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/?t=19277459" target="_blank">Recensione &#8211; Nuovi Mulinelli e Ogive SigalSub</a><br />
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1764" title="pescasubapnea : Mulinelli SigalSub 80 e 100" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Mulinelli-SigalSub-80-e-100-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinelli SigalSub 80 e 100" width="300" height="225" />Riprende la serie di recensioni su articoli che ci possono interessare; questa è la volta di alcuni nuovi prodotti 2010 della <a href="http://www.sigalsub.it" target="_blank"><strong>SigalSub</strong></a> ed in particolare parliamo dei mulinelli &#8220;Edy&#8221; e delle ogive snodate con legatura &#8220;Jewel &#8211; ML&#8221; da montare su elastici al metro.<br />
Iniziamo analizzando i mulinelli; a catalogo ne troviamo due modelli, Edy ø 80 e ø 100. La misura è data dal diametro della bobina che è realizzata con un polimero nero molto leggera e resistente. In particolare ho preso come campione di prova il modello ø 80 esaminando le varie parti cercando di capire i pregi e gli eventuali difetti.<span id="more-1751"></span><br />
La bobina di questi mulinelli è realizzata dal pieno mediante tornitura del materiale. Il polimero utilizzato è di nuova generazione, ha un peso specifico minore dell&#8217;acqua, quindi aiuta il galleggiamento di tutta la struttura invece di affondare. La capienza dichiarata dalla SigalSub dei due modelli è:<br />
Bobina Edy da ø 100 circa 75 mt. di sagola da 1,5 mm.<br />
Bobina Edy da ø 80 circa 45 mt. di sagola da 1,5 mm.<br />
I piattelli hanno due misure di spessore diverse. La parte superiore è di 3,7 mm. mentre quella inferiore, dove poi è posizionato il pomello di avvolgimento, è di 5,3 mm.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1767" title="pescasubapnea : Mulinello SigalSub 80" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Mulinello-SigalSub-801-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello SigalSub 80" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1768" title="pescasubapnea : bobina SigalSub 80" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/bobina-SigalSub-80-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : bobina SigalSub 80" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Particolare della bobina con spessori diversi</strong></p>
<p>Nella parte inferiore (5,3 mm), è stato realizzato uno scasso di 2 mm. di profondità, 16 mm. di larghezza e 60 mm. di lunghezza. In questa fessura viene inserito un ingegnoso braccetto inox dove è montato nella parte finale un pomello rotante (ø 16 mm x 25 mm). Questo braccetto scivola sulla bobina senza creare nessun intralcio alla frizione e offre la possibilità di allungare la leva del pomello al momento del recupero, per poi farlo tornare a filo quando abbiamo riposizionato il tutto. Con questa idea il mulinello non ha intralci e nello stesso tempo ha una maggiore comodita&#8217; al momento di riavvolgere la sagola anche con i guanti pesanti.</p>
<p>La frizione lavora su una guarnizione in gomma a disco posizionata in testa all&#8217;albero (dove poggia il rocchetto) mentre nella parte inferiore c&#8217;e' una rondella inox e la manopola di regolazione sempre in polimero nero.<br />
Il tutto è fissato sull&#8217; alberino centrale inox filettato mediante un bullone piatto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1779" title="pescasubapnea : Mulinello SigalSub frizione" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Mulinello-SigalSub-frizione-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello SigalSub frizione" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1780" title="pescasubapnea : albero frizione Sigalsub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/albero-frizione-Sigalsub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : albero frizione Sigalsub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Componenti della frizione del mulinello</strong></p>
<p>La staffa di montaggio in acciaio inox ha una forma piatta e di spessore 2 mm, al centro è saldato l&#8217;alberino principale dove viene inserito e poi  successivamente fermato il rocchetto.<br />
Nella parte anteriore è saldato il tondino inox da 4 mm. a forma di ponticello dove al suo interno scorre la sagola, mentre nella parte posteriore è stato ricavato, dallo stesso stampo, un supporto ( L.40 mm x S.2 mm) dove alloggia un lamierino (inox) sagomato. Questo lamierino ha la doppia funzione di far distribuire in modo corretto la sagola quando si recupera e nello stesso tempo evita le parrucche nel caso in cui lasciamo la frizione lenta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1824" title="pescasubapnea : Molla Mulinello SigalSub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Molla-Mulinello-SigalSub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Molla Mulinello SigalSub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1825" title="pescasubapnea : Staffa Mulinello SigalSub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Staffa-Mulinello-SigalSub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Staffa Mulinello SigalSub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Particolari della staffa e del lamierino inox</strong></p>
<p>La staffa è predisposta per essere montata facilmente su tutti i fucili in legno mediante due fori agli estremi; bastano due viti inox per fissarla in modo sicuro.  La SigalSub inoltre ha previsto su richiesta, un adattatore a vite centrale per il montaggio sui fucili della C4. Con questo adattatore, regolabile mediante un dado, è possibile regolare alla perfezione il suo posizionamento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1840" title="pescasubanea : Perno c4 Mulinello SigalSub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Perno-c4-Mulinello-SigalSub-300x225.jpg" alt="pescasubanea : Perno c4 Mulinello SigalSub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1841" title="pescasubapnea : Perno con bullone c4 Mulinello SigalSub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Perno-con-bullone-c4-Mulinello-SigalSub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Perno con bullone c4 Mulinello SigalSub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1844" title="pescasubapnea : Perno brugola c4 Mulinello SigalSub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Perno-brugola-c4-Mulinello-SigalSub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Perno brugola c4 Mulinello SigalSub" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1845" title="pescasubapnea : Mulinelli 80 e 100 SigalSub frizione" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinelli-80-e-100-SigalSub-frizione-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinelli 80 e 100 SigalSub frizione" width="256" height="195" /></p>
<p>Nelle foto si vede il montaggio del perno adattatore, mediante una chiave a brugola, ed il posizionamento del dado che serve poi a bloccare il tutto sul fusto.<br />
Personalmente consiglio di inserire una guarnizione in gomma per proteggere il carbonio e per non far girare più il dado stesso una volta trovato l&#8217;allineamento del mulinello.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1852 aligncenter" title="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub montato" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinello-80-SigalSub-montato-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub montato" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mulinello Edy 80 montato su Monoscocca C4</strong></p>
<p>Per fare le varie prove, ho montato poi il mulinello anche sul Mr.Carbon per vedere l&#8217;ingombro e poi fare i successivi test di funzionamento più specifici.<br />
Nel mio caso ho stipato nella bobina del modello 80 circa 50 metri di nylon da 130 ed ho notato che possono, se montato correttamente, entrare anche 70/80 metri dello stesso diametro.<br />
Calcolando il ridotto ingombro, questo mulinello ha un ottima capienza.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1858" title="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinello-80-SigalSub-mr-carbon-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1859" title="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mrcarbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinello-80-SigalSub-mrcarbon-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mrcarbon" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1861" title="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinello-80-SigalSub-mrcarbon2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" width="256" height="195" /> <a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/?t=19277459" target="_blank"><img title="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Mulinello-80-SigalSub-mrcarbon-compl-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Mulinello 80 SigalSub mr carbon" width="256" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mulinello Edy 80 montato sul Mr. Carbon C4</strong></p>
<p>Purtroppo non ho potuto provare in mare questo mulinello, ma nonostante tutto ho sottoposto il prodotto a test in aria, forse anche più severi, poichè ci sono meno attriti e quindi più possibilità di parrucche del nylon.<br />
In questi test ho simulato tre situazioni che si possono presentare durante una battuta di pesca;</p>
<ul>
<li>Uscita del nylon ad una velocità continua e a scatti con la frizione lenta</li>
<li>Uscita del nylon ad una velocità maggiore a strappi con frizione nulla</li>
<li>Avvolgimento della bobina recuperando il nylon con i guanti da 4 mm.</li>
</ul>
<p>Per dare un&#8217;idea delle prove ho fatto dei video e devo dire che il mulinello si è comportato in modo ottimale e le immagini lo dimostrano.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lrAMOneoOfQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/lrAMOneoOfQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prova n° 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GZ6nQdKBvLI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GZ6nQdKBvLI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prova n° 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a9_b2jjE3ag&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/a9_b2jjE3ag&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prova n° 3</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Pro e Contro:</span></span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"> </span></strong></span></strong></span></strong><span style="color: #0000ff;"><strong>Pro:</strong></span><br />
1) Ottimi materiali utilizzati<br />
2) La bobina è realizzata in polimero con peso specifico inferiore all&#8217;acqua<br />
3) Cura nella lavorazione e nelle rifiniture<br />
4) Funzionalità buona, riavvolgimento senza intralci anche con i guanti spessi<br />
5) Leggero e nello stesso tempo robusto<br />
6) Facilità di montaggio</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Contro:</span></strong><br />
1) Staffa migliorabile, la mancanza di sagomatura o di alette limita il montaggio universale<br />
2) Guarnizione frizione sembra morbida</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.net/?t=19277459" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">Ogive Jewel &#8211; ML SigalSub</span></strong></a></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1879" title="pescasubapnea : Ogive jewel sigalsub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/Ogive-jewel-sigalsub-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Ogive jewel sigalsub" width="300" height="225" /></p>
<p>La <a href="http://www.sigalsub.it" target="_blank"><strong>SigalSub</strong></a> produce molti tipi di ogive snodate,  con legatura per elastici al metro e con le boccole da avvitare su elastici filettati da  ø 16 mm.  Da poco tempo ha messo sul mercato la nuova &#8220;Jewel &#8211; ML&#8221; con caratteristiche particolari, studiata per essere montata su tutti i fucili arbalete, ma in particolare per i Mr.Carbon della C4.<!-- pescasubapnea forum, mulinello per C4, pescasubapnea forumfree, mulinello sigal sub,pesca in apnea, pesca sub apnea, ogive sigalsub, mulinelli sigalsub, SigalSub, www.sigalsub.it -->A prima vista puo&#8217; sembrare un&#8217;ogiva come tante, ma guardando attentamente si puo&#8217; notare che stata curata nei minimi particolari.<br />
I braccetti sono gli stessi degli altri modelli, lunghi circa 35 mm. compresa la pallina in ottone, mentre la parte (mezza luna) che si aggancia all&#8217;asta è fissa (non smontabile) con una misura di 30 mm. ed angolazione studiata per agganciare perfettamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1885" title="pescasubapnea : ogiva jewel sigalsub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/jewel-sigalsub-225x300.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva jewel sigalsub" width="195" height="256" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1886" title="pescasubapnea : mezzaluna sigalsub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/mezzaluna-sigalsub-part-293x300.jpg" alt="pescasubapnea : mezzaluna sigalsub" width="199" height="256" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dettaglio della lavorazione sulla mezza luna</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Angolazione dedicata:</span></span></strong></span></strong></p>
<p>Come accennato precedentemente, la parte fissa che si aggancia (mezza luna) è stata realizzata con dei macchinari in modo da avere un aggancio perfetto sulle tacche dell&#8217; asta;  inoltre l&#8217;angolazione non è accentuata per diminuire il contatto con la parte inclinata della tacca, senza creare problemi alla stessa. Con queste particolari lavorazioni, quando carichiamo gli elastici, siamo sicuri al 100% del suo aggancio scongiurando eventuali incidenti causati da uno sgancio accidentale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1894" title="pescasubapnea : ogiva sigalsub carica" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-sigalsub-carica-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva sigalsub carica" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1895" title="pescasubapnea : ogiva sigalsub carica 2" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-sigalsub-carica-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva sigalsub carica 2" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ogiva Jewel &#8211; ML caricata</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1896" title="pescasubapnea : ogiva sigalsub caricata" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-caricata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva sigalsub caricata" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1897" title="pescasubapnea : ogiva caricata sigalsub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-caricata-particolare-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva caricata sigalsub" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ogiva Jewel &#8211; ML  caricata vista laterale</strong></p>
<p>Dalle foto si puo&#8217; notare che l&#8217;ogiva &#8221; Jewel &#8211; ML &#8221; si adatta benissimo anche su aste di altre marche senza creare problemi di sgancio.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">Larghezza studiata:</span></span></strong></span></strong></p>
<p>La larghezza della mezza luna &#8221; Jewel &#8211; MD &#8221; è stata studiata in modo da distanziare gli elastici fra loro, ed in particolare è stata presa come riferimento la testata del Mr. Carbon della C4.<br />
Questa larghezza fa si che gli elastici lavorino parallelamente, scongiurando così &#8220;malefici intrecci&#8221; con la sagola al momento del tiro ed un piu&#8217; facile rilascio con le mani dopo aver caricato il tutto. Se pensiamo ad esempio ad un&#8217;ogiva in Dyneema, che si adatta benissimo sui fucili in legno, crea qualche problema sui fucili classici poiche&#8217; si avvicinato troppo gli elastici all&#8217;asta, a volte la sormontano! Questo problema, oltre ad essere fastidioso quando sfiliamo le mani (rimangono incastrate tra gli elastici ed asta), puo&#8217; crearci anche problemi di mira ed intralci con la sagola poichè gli elastici non lavorano allineati.<br />
Questo accorgimento è stato preso da tempo da alcune aziende francesi e spagnole con ottimi risultati aumentando la sicurezza e la precisione nel tiro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1900" title="pescasubapnea : ogiva sigalsub allineata" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-sigalsub-allineata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva sigalsub allineata" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1901" title="pescasubapnea : ogiva caricata mr carbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/02/ogiva-caricata-mr-carbon-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva caricata mr carbon" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: left;">Nelle immagini si puo&#8217; vedere come gli elastici siano effettivamente allineati e quando sono carichi l&#8217;ogiva non crea nessun intralcio alla mira e alla sagola.</p>
<p>Anche in questo caso non ho potuto provare in acqua questa ogiva, credo che non ci siano problemi, poichè ormai sono prodotti piu&#8217; che collaudati!</p>
<p>Voglio ringraziare pubblicamente Simone Gallini (<strong><a href="http://www.sigalsub.it" target="_blank">SigalSub</a></strong>) e Fabio Massimo Aleandri (<strong><a href="http://www.emporiodelpescatore.com" target="_blank">Emporio del pescatore</a></strong>) che mi hanno dato la possibilità di vedere e provare i materiali per fare questo articolo.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>La proprietà del materiale pubblicato nel FORUM <a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it">pescasubapnea.forumfree.it</a>, salvo diversa indicazione, è dei rispettivi autori. E&#8217; vietata la ripubblicazione, anche parziale, di tutto il materiale pubblicato nel sito <a href="http://www.pescasubapnea.com">pescasubapnea.com</a> senza preventiva autorizzazione scritta.&#8221; </p>
<p style="text-align: right;"><em>Claudio Basili</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Novita&#8217; : Orologio MIK 1 OmerSub</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione &#8211; Orologio profondimetro MIK1 OmerSub


Tra le tante novità del 2010, la ditta O.ME.R.  sta per presentare nel mercato mondiale, il nuovo orologio computer MIK1 nato per la sola pesca sub. La sua uscita, quindi distribuzione ai negozianti, è prevista per aprile 2010.
Al momento possiamo anticipare alcune foto di questo orologio e dare qualche informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=45792964" target="_blank">Recensione &#8211; Orologio profondimetro MIK1 OmerSub</a><br />
<!-- pescasubapnea forum, orologio MKI1 omersub, pescasubapnea forumfree, profondimetro MKI1 omersub,pesca in apnea, pesca sub apnea, computer Omersub MKI1, MKI1, prodotti Omersub MKI1, nuovo MKI1 --><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1791" title="pescasubapnea : orologio MKI1" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI1-278x300.jpg" alt="pescasubapnea : orologio MKI1" width="278" height="300" /></p>
<p>Tra le tante novità del 2010, la ditta <a href="http://www.omersub.it" target="_blank"><strong>O.ME.R.</strong></a><strong>  </strong>sta per presentare nel mercato mondiale, il nuovo orologio computer MIK1 nato per la sola pesca sub. La sua uscita, quindi distribuzione ai negozianti, è prevista per aprile 2010.<br />
Al momento possiamo anticipare alcune foto di questo orologio e dare qualche informazione maggiore direttamente nel nostro forum, &#8220;<strong><a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">PescaSub &amp; Apnea</a></strong>&#8220;, dove c&#8217;e&#8217; una discussione aperta con gli utenti, che chiedono informazioni ed altro.<br />
Nello stesso post &#8221; <a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=45792964" target="_blank"><strong>Nuovo Orologio MIk 1 Omersub</strong> </a>&#8221; è possibile scaricare in formato pdf. le istruzioni di funzionamento e le caratteristiche. Prossimamente in questo sito uscirà una recensione dettagliata &#8220;<strong><a href="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/recensioni/novita-orologio-computer-mik1-omersub/" target="_self">Prova Computer MIK 1 OMERSUB</a></strong>&#8220;ed un test in mare, per capire come funziona. Vedi altre foto <span id="more-1790"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1795 aligncenter" title="pescasubapnea : orologio MKI1" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI11-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio MKI1" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Orologio in modalità normale</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1796" title="pescasubapnea : orologio MKI1 prof" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI1-prof-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio MKI1 prof" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Modalità profondimetro dati 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1797" title="pescasubapnea : orologio MKI1 imm" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-MKI1-imm-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio MKI1 imm" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Modalità profondimetro dati 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-1804" title="pescasubapnea : orologio cinturino" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-cinturino-300x243.jpg" alt="pescasubapnea : orologio cinturino" width="300" height="243" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Particolare cassa</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1806" title="pescasubapnea : orologio cinturino 2" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-cinturino-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio cinturino 2" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cinturino e pulsanti con sistema magnetico</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1807" title="pescasubapnea : orologio cinturino 3" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-cinturino-3-300x223.jpg" alt="pescasubapnea : orologio cinturino 3" width="300" height="223" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cinturino e pulsanti con sistema magnetico</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1808" title="pescasubapnea : orologio cinturino 4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/orologio-cinturino-4-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : orologio cinturino 4" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Orologio in modalità Profondimetro</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1798 aligncenter" title="pescasubapnea : locandina MKI1 Omersub" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/locandina-MKI1-Omersub-211x300.jpg" alt="pescasubapnea : locandina MKI1 Omersub" width="380" height="500" /></p>
<p><strong>Tutti i diritti sono riservati, per la pubblicazione delle foto ed articolo va richiesta autorizzazione.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Claudio Basili</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arbalete : Staffa per scafandro Canon WP DC8</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 16:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fai da te]]></category>

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		<description><![CDATA[Come realizzare una staffa per videocamera sul Mr. Carbon C4


Tutto è nato nel 2005 da una mia idea su come mettere una fotocamera digitale con scafandro subacqueo a fianco di un fucile arbalete. Avevo già fatto qualche ripresa subacquea in Corsica nel 1994 con l&#8217;aiuto di un caro amico, utilizzando una videocamera Sony con custodia stagna, ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=30801637" target="_blank">Come realizzare una staffa per videocamera sul Mr. Carbon C4</a></strong></p>
<p><!-- pescasubapnea, arbalete in carbonio, pescasubapnea forumfree, pesca in apnea, pesca sub apnea, scafandro per digitale canon, claudio basili, scafandro pesca sub, pescasub scafandro subacqueo, staffa per arbalete, staffa per DGT digitale su arbalete, videocamera subacquea --></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1659" title="pescasubapnea : staffa arbalete" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-arbalete-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa arbalete" width="300" height="225" /></p>
<p>Tutto è nato nel 2005 da una mia idea su come mettere una fotocamera digitale con scafandro subacqueo a fianco di un fucile arbalete. Avevo già fatto qualche ripresa subacquea in Corsica nel 1994 con l&#8217;aiuto di un caro amico, utilizzando una videocamera Sony con custodia stagna, ma non riuscivo a riprendere le fasi salienti della cattura. Ora che la tecnologia è andata molto avanti con prodotti sempre più piccoli e funzionali, ho deciso di cimentarmi in questa esperienza, cercando di realizzare una staffa laterale per vincolare lo scafandro della mia digitale Canon A630. Il progetto l&#8217;ho condiviso nel forum &#8221; <a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a> &#8221; e da li sono nate le varie modifiche e migliorie.<span id="more-1657"></span></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1662" title="pescasubapnea : canon powershot A630" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/canon-powershot-A630-300x200.jpg" alt="pescasubapnea : canon powershot A630" width="256" height="184" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1666" title="pescasubapnea : Custodia Canon WP DC8" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Custodia-Canon-WP-DC8.jpg" alt="pescasubapnea : Custodia Canon WP DC8" width="256" height="184" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Digitale Canon A630                         Scafandro Canon WP DC8</strong></p>
<p>L&#8217;idea è quella di sfruttare le viti laterali del sistema di sgancio del Mr. Carbon senza fare ulteriori modifiche al fucile per non snaturalizzarlo. Cosa importante è anche poterla smontare quando non ne abbiamo più bisogno o quando sono finite le batterie per continuare a pescare.</p>
<p>Il primo approccio è stata una staffa in alluminio anodizzato dove ho creato un foro al centro per mettere la vite (ho utilizzato quella dei mini cavalletti in plastica) di fissaggio per lo scafandro e lateralmente le due viti da fissare sul di un lato dell&#8217; impugnatura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1677" title="pescasubapnea : Staffa dgt canon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Staffa-dgt-canon-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Staffa dgt canon" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1678" title="pescasubapnea : Staffa digitale canon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Staffa-dgt-canon-1-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Staffa digitale canon" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1679" title="pescasubapnea : Staffa digitale canon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Staffa-dgt-canon-2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Staffa digitale canon" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1680" title="pescasubapnea : Staffa digitale canon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/Staffa-dgt-canon-3-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : Staffa digitale canon" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: left;">Ho abbandonato praticamente subito questa staffa, poichè molto rischiosa per l&#8217;incolumità dello scafandro e della digitale stessa. Il problema sta&#8217; nel rinculo che il fucile produce al momento dello sparo. Questo contraccolpo si ripercuote anche sullo scafandro, fissato dalla sola vite, che provoca venature o rotture del materiale plastico causando infriltrazioni d&#8217; acqua fino ad allagare la custodia. Lascio immaginare i danni provocati.</p>
<p>Dopo questo primo approccio il forum &#8221; <a href="http://pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a> &#8221; ha deciso di aprire una sezione dedicata alla <a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?f=7532249" target="_blank">video ripresa subacquea</a> ( <strong><span style="color: #0000ff;">il primo forum in Italia a trattare questo argomento</span></strong>) con tutte le informazioni necessarie per costruire una staffa, su come modificarla e tutti i consigli tecnici per acquistare una macchinetta digitale in base alle proprie esigenze redatto da Salvatore Conte.</p>
<p>Per risolvere questo problema di rottura bisognava vincolare lo scafandro in un modo più sicuro e più stabile, poichè l&#8217;immagini al momento dello sparo risultavano mosse e disturbate. Con Salvatore Conte (collaboratore tecnico del forum) abbiamo messo a punto una sua idea, quella di creare delle staffette verticali che possano bloccare ai lati la custodia stagna senza creare intralcio alla stessa.<br />
Ho mandato a Salvo il disegno dettagliato della custodia e dell&#8217;impugnatura del fucile in modo da realizzare un disegno su CAD per poi tagliare la staffa con una macchina computerizzata a taglio laser.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1691" title="pescasubapnea : disegno impugnatura" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/disegno-impugnatura-300x229.jpg" alt="pescasubapnea : disegno impugnatura" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1690" title="pescasubapnea : disegno scafandro" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/disegno-scafandro-300x211.jpg" alt="pescasubapnea : disegno scafandro" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Disegno impugnatura                                             Disegno Scafandro</strong></p>
<p>Il passaggio successivo è stato quello di trovare i punti per mettere le staffette verticali e successivamente, dopo aver deciso l&#8217;esatta posizione, salvo è passato al disegno con AutoCad.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1694" title="pescasubapnea : posizione staffette" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/posizione-staffette-300x247.jpg" alt="pescasubapnea : posizione staffette" width="256" height="200" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1695" title="pescasubapnea : staffa inox arbalete" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-300x290.jpg" alt="pescasubapnea : staffa inox arbalete" width="256" height="200" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Disegno con staffette                                     Disegno finito in Autocad</strong></p>
<p>Finto il disegno abbiamo coinvolto il nostro amico e collaboratore Mirco Savoretti che ci ha aiutato per il taglio della staffa ed il risultato ottenuto è stato fantastico.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1698" title="pescasubapnea : staffa per digitale" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-tagliata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa per digitale" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1700" title="pescasubapnea : staffa tagliata piegata" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-tagliata-piegata-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa tagliata piegata" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Staffa finita                                                              Staffa piegata</strong></p>
<p>Per prima cosa ho fatto la piegatura per il montaggio sul fucile per vedere lo squadro e per dare la prima forma alla staffa. Poi successivamente ho posizionato sopra lo scafandro per dare la giusta misura alle staffette in modo da far stare in posizione dritta la digitale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1703" title="pescasubapnea : staffa tagliata piegata comp" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-tagliata-piegata-comp-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa tagliata piegata comp" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1704" title="pescasubapnea : staffa tagliata piegata mont" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-tagliata-piegata-mont-300x223.jpg" alt="pescasubapnea : staffa tagliata piegata mont" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Staffa finita                                                         Staffa montata</strong></p>
<p>Si puo&#8217; notare che la staffa è stata scaricata dal materiale che non serve per renderla più leggera e più facile da equilibrare.<br />
Come ho scritto inizialmente ho sfruttato, per montarla, i fori del sistema di sgancio del Mr. Carbon e basta mettere le viti da 4 Ma. più lunghe di 5 mm. (spessore staffa + gomma di ammortizzo) il suo fissaggio risulta semplicissimo.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1709 alignright" title="pescasubasubapnea : sistema di sgancio mr carbon" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/viti-impugnatura-mr-carbon-300x218.jpg" alt="pescasubasubapnea : sistema di sgancio mr carbon" width="300" height="218" /></p>
<p>Successivamente sono passato al rivestimento della staffa stessa uilizzando per la base una pezza di neoprene senza fodera da 3 mm.  Una volta incollato il neoprene l&#8217;ho ricoperto di nastro adesivo nero ben teso rendendo così la parte stagna. Poi sono passato al rivestimento delle staffette verticali ed ho utilizzato sempre dei ritagli di neoprene da 3 mm. senza fodera. Per facilitare lo scorrimento/inserimento della cutodia stagna, ho rivestito anche loro con del nastro isolante nero ben tirato, mettendo la quantità giusta per bloccare il tutto e  per limitare al massimo i movimenti orizzontali provotati da rinculo del fucile al momento dell sparo. Chiaramente a lavoro finito la custodia verrà ulteriormente assicurata alla staffa mediante due elastici bianchi da nautica o da semplici striscioline di camera d&#8217;aria di automobile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1712" title="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-mr-carbon-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1713" title="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-mr-carbon2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1714" title="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-mr-carbon3-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1716" title="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/staffa-mr-carbon41-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa mr carbon C4" width="256" height="195" /></p>
<p>A lavoro finito ho provato a fare delle foto con la digitale montata per capire il posizionamento del fucile rispetto all&#8217;immagine completa, cosa importante deve essere quasi centrata per avere una visuale reale rispetto al monitor.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1718 aligncenter" title="pescasubapnea : immagine staffa mr carbon C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/immagine-staffa.jpg" alt="pescasubapnea : immagine staffa mr carbon C4" width="384" height="288" /></p>
<p>Con qualche modifica sono riuscito ad invertire la posizione della staffa per prova, mettendo la videocamera dalla parte destra, sia per comodità e sia per l&#8217;impostazione della ripresa. In questo modo guardando il filmato il fucile da la senzazione di stare effettivamente a destra e non a sinistra come nel primo caso.<br />
Con l&#8217;occasione metto un video che ho realizzato in autunno a Santa Marinella.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lxjJ5UH9KCY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/lxjJ5UH9KCY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Ora stiamo lavorando insieme a Salvo Conte (nick Contesax) a rendere la staffa universale, in modo da poter mettere qualsiasi macchinetta digitale applicando le staffette verticali non piu&#8217; fisse ma mobili. Questo sistema assicura un posizionamento perfetto dello scafandro e riduce i costi della staffa stessa.<br />
Il post è in continua evoluzione e per essere aggiornati basta essere iscritti al forum &#8221; <a href="http://www.pescasubapnea.forumfree.it" target="_blank">Pesca Sub &amp; Apnea</a> &#8221; e partecipare a questo post specifico <a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?f=7532237">Videocamere &#8211; DGT &#8211; Scafandri</a></p>
<p>Inoltre nella stessa sezione Video, gli utenti del forum si sono cimentati in varie applicazioni di questa staffa adattandola alle proprie esigenze.<br />
Questi sono alcuni esempi:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1723" title="pescasubapnea : staffa videocamera per C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/1222598857-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa videocamera per C4" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1724" title="pescasubapnea : staffa per videocamera C4" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/1222598911-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa per videocamera C4" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1725" title="pescasubapnea : staffa per videocamera subacquea" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/cimg0014ok2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa per videocamera subacquea" width="256" height="195" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1726" title="pescasubapnea : staffa per videocamera subacquea" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2010/01/cimg0015jn2-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : staffa per videocamera subacquea" width="256" height="195" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Video Pesca in apnea &#8220;I Fantasmi degli abissi&#8221; (Francesco Marsella)</title>
		<link>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/video-pesca-sub/video-pesca-in-apnea-i-fantasmi-degli-abissi-francesco-marsella/</link>
		<comments>http://www.pescasubapnea.com/pescasub/video-pesca-sub/video-pesca-in-apnea-i-fantasmi-degli-abissi-francesco-marsella/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 14:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video Pesca Sub]]></category>

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		<description><![CDATA[Video sul Dotto di Francesco Marsella


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=45025203" target="_blank">Video sul Dotto di Francesco Marsella</a><br />
<!-- video pescasub gratis, video pesca in apnea, claudio basili, francesco marsella, video gratis, video pescasubapnea, video forum pescasub, video pesca subacquea, video pesca sub gratis, video pesca alla cernia, video pesca al Dotto --></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pWLawAclijE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/pWLawAclijE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pescata e racconto di Novembre 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 10:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti del 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Orata di Novembre (Daniele Damiata)

A da quando ho iniziato la pescasub molti anni fa ad un certo livello&#8230;..che uno dei miei più grandi sogni è sempre stato quello di riuscire a catturare un&#8217;orata di tutto rispetto&#8230;&#8230;.e ne ho prese un paio di 3.6 kg&#8230;ma il mio sogno era riuscire a prendere una superiore ai 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=44253464 " target="_blank">Orata di Novembre (Daniele Damiata)</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1634" title="pescasubapnea : orata di daniele dalmiata" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/oratadanieledalmiata-280x300.jpg" alt="pescasubapnea : orata di daniele dalmiata" width="224" height="240" /></p>
<p style="text-align: left;">A da quando ho iniziato la pescasub molti anni fa ad un certo livello&#8230;..che uno dei miei più grandi sogni è sempre stato quello di riuscire a catturare un&#8217;orata di tutto rispetto&#8230;&#8230;.e ne ho prese un paio di 3.6 kg&#8230;ma il mio sogno era riuscire a prendere una superiore ai 5 kg non so darvi la motivazione ma è proprio un mio desiderio&#8230;.<br />
Non ho raggiunto quel peso ma un peso di tutto rispetto di cui ne vado fiero&#8230;..ma fatta questa piccola premessa iniziamo col racconto&#8230;&#8230;<br />
Tutto comincia la mattina sveglia presto, dovevo fare alcuni lavoretti in modo che mi sbrigavo presto per poi concedermi una bella pescata sperando che il mare sia un pò calato tanto da permettermi un tuffo, dato che il giorno prima mentre ero in acqua si è alzato costringendomi ad uscire&#8230;<span id="more-1633"></span><br />
<img class="size-medium wp-image-1638 alignright" title="pescasubapnea : mare in scaduta" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/marex-300x225.jpg" alt="pescasubapnea : mare in scaduta" width="300" height="225" /></p>
<p>Cmq mi metto in sella al mio motorino e vado per un giretto di ricognizione&#8230;&#8230;so che dei mieie amici dovevano buttarsi, ma appena affaciato a mare so gia che loro avranno rinunciato&#8230;e cosi fu; continuo il tragitto di perlustrazione e arrivo in un punto che mi permette di immergermi anche con mare forzato&#8230;..mi fermo e guardo condizioni del mare e visibilità bassa&#8230;.onda lunga molto forte faccio due calcoli&#8230;e decido di tentare li&#8230;&#8230;.chiamo uno dei mieie amici per sapere se la mattina erano andati a mare, e infatti avevo ragione io avevano rinunciato&#8230;.. invece di stare a parlare al cell. mi raggiunge ci fermiamo un pò a parlare ma solo un pò alla fine perdiamo due ore&#8230; decide di provarci pure lui&#8230;&#8230;ci dirigiamo ognuno alle rispettive case..preparazione rapida oggi porto con me il 75&#8230;&#8230;..e nel frattempo un pensiero fisso mi materializza nella mia mente &#8220;il dentice&#8221;.<br />
Di fatti quando arriviamo al punto di pesca prima di iniziare la scarpinata rubo la battuta del maestro:&#8221; snif snif&#8230;&#8230;.sento uzzo di dentice gli faccio&#8221; lui guardandomi mi dice sei un bastardo&#8230;..<br />
Rapida vestizione e via, urtroppo causa mare il tragitto e poco e quindi decidiamo di separaci io vado a destra, inizio con agguati e aspetti al limite della schiuma, e poi un pò piu spostati&#8230;la visibilità e scarsa si vede un pò di piu nel sottocosta perchè il mare allontana il fango&#8230;&#8230;ma non si vede nulla&#8230;.neanche l&#8217;anima di un pesce&#8230;ma non demordo&#8230;.e arrivo nel punto fatidico dove ho visto qualche bel dentice con questo mare, tutti i pensieri svaniscono&#8230;il freddo&#8230;..e tutto il resto..comincio con degli aspetti&#8230;.ma niente&#8230;..mi sposto più avanti niente&#8230;fino a quando&#8230;in un aspetto sono appostato&#8230;guardo a destra niente&#8230;sinistra niente&#8230;di nuovo destra niente&#8230;giro a sinistra e vedo un occhio è lui il dentice&#8230;subito nella mia mente mille emozioni lo sapevo ripeto lo sapevo&#8230;ma lui imperterrito continua nella sua strada e non riesco a sparare perchè si allontana da me, sinceramente avrei dovuto provare un tiro tanto l&#8217;acqua è torbida&#8230;&#8230;mah quando viene d&#8217;istinto meglio non farlo&#8230;..e poi sono convinto che ritornera se ne andato tranquillamente&#8230;..preparo i tuffi successivi con molta calma ma niente&#8230;&#8230;ma non mollo&#8230;.continuo a spostarmi verso destra sono quasi le quattro ho gli ultimi 45 minuti per uscire e cambiarmi con la luce&#8230;.ogni tanto alziamo la testa io e il mi compagno cenno con la mano che tutto va bene e via a continuare&#8230;&#8230;.<br />
Ora a un certo punto non so, sarà sesto senso sarà quel che sarà&#8230;.ma preparo il tuffo successivo&#8230;..e gia ho in mente il tragitto passo attraverso un canaletto in mezzo alla risacca per poi affacciarmi in una piccola balconata&#8230;&#8230;e nel frattempo che sto facendo tutto questo&#8230;la mia testa in automatico inizia a dire &#8221; appena vedi qualcosa spara, appena vedi qualcosa spara subito senza pensare&#8221;&#8230;&#8230;mentre proseguo il tragitto vedo una sagoma grigia che veniva dalla parete di fronte e scende nella parete non mi vede e non mi sente grazie al mare già l&#8217;ho riconosciuta è un&#8217;orata &#8230;il cuore si ferma ora sono in bilico so che non devo perderla scompare alla mia vista da che lato spunterà destra o sinistra&#8230;.a intermittenza per qualche frazione di secondo vedo la punta della coda&#8230;&#8230;..allora decido di girare alla mia destra per spuntargli da la pronto ad un tiro al volo&#8230;&#8230;.e cosi faccio&#8230;.quando il mare fa sbattere il fucile nello scoglio&#8230;&#8230;.ma ancora no la vedo&#8230;.mi affaccio ed eccola va per andarsene ma ormai il tiro parte presa in pieno&#8230;.dalla schiena ed esce dalla pinnette&#8230;un tiro senza storie infatti il pesce fa una piccola reazione &#8230;ma gia io sono in superficie che la sto tirando&#8230;..quando prendo l&#8217;asta noto che è grossa, ma non pensavoa rrivasse a quel peso&#8230;&#8230;cmq mi confonderò un pò nel mettre fine al pesce&#8230;perchè non vuole proprio saperne di farsi infilare le mani nelle branchie&#8230;poi tra fucile fotocamera e mare mosso&#8230;..si mette pure la sagola&#8230;.cmq riesco a mettere fine alle sue sofferenze&#8230;la gioa è a mille&#8230;..dopo innumerevoli volte che mi sono immerso con mare mosso finalmente sono stato premiato&#8230;..la gioia e a mille&#8230;subito vado dal mio compagno e mi da il cinque&#8230;&#8230;gli racconto la cattura ed è contento per me&#8230;.poi continuamo spostandoci a sinistra dove lui non era arrivato&#8230;..altro bel posticino da dentice&#8230;..ma lui non lo sapeva&#8230;e gli dico di fare un paio di aspetti li ma non arriva nulla allora decidiamo di rientrare per poterci fare due foto e poi cambiarci con la luce&#8230;&#8230;.nel frattempo arriva mio fratello scende e gli faccio vedere il pesce&#8230;&#8230;e siccome lui prima di andarmene mi aveva detto una cosa come per farmi demordere ma che poi si era spiegato male, gli avevo detto ok allora quando torno ti sbatto un dentice in faccia &#8230;&#8230;.il dentice non fu anche se l&#8217;ho visto&#8230;ma l&#8217;orata è sempre l&#8217;orata&#8230;&#8230;.al peso fa fermare la bilancia a 4.150 kg&#8230;.presa in soli 4 metri d&#8217;acqua&#8230;l&#8217;orata più grossa che abbia mai preso&#8230;&#8230;.sono contentissimo anche perchè questa cattura è avvenuta in un periodo in cui ero veramente un pò giù&#8230;ed è riuscita a ridarmi la carica&#8230;&#8230;questo fa la pescasub per i veri appassionati&#8230;&#8230;..grazie ancora al mio mare&#8230;..</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1643 aligncenter" title="pescasubapnea : orata mare" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/orata-mare.jpg" alt="pescasubapnea : orata mare" width="480" height="276" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1634 aligncenter" title="pescasubapnea : orata di daniele dalmiata" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/oratadanieledalmiata.jpg" alt="pescasubapnea : orata di daniele dalmiata" width="467" height="500" /></p>
<p><!-- pescasubapnea, arbalete in legno, pescasubapnea forumfree, pesca in apnea, pesca sub apnea, arbalegno, claudio basili, arbaconte, pescasub, orata agguato --></p>
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		<title>Arbalete: guida completa agli elastici di Salvatore Conte</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 14:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida completa agli elastici per ARBALETE
Salve a tutti, ho redatto questa guida affinché tutti gli appassionati di pescasub interessati all’argomento possano fruire di un riferimento generale per la scelta, l’acquisto e la realizzazione degli elastici per fucili arbalete.
L’articolo si divide in tre parti: la prima è informativa, la seconda è pratica e la terza è un&#8217;appendice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pescasubapnea.forumfree.it/?t=18444462" target="_blank">Guida completa agli elastici per ARBALETE</a></span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1487" title="pescasubapnea : elastici al metro" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastici_al_metro-300x227.jpg" alt="pescasubapnea : elastici al metro" width="300" height="227" /></span></strong>Salve a tutti, ho redatto questa guida affinché tutti gli appassionati di pescasub interessati all’argomento possano fruire di un riferimento generale per la scelta, l’acquisto e la realizzazione degli elastici per fucili arbalete.</p>
<p>L’articolo si divide in tre parti: la prima è <strong>informativa</strong>, la seconda è <strong>pratica</strong> e la terza è un&#8217;<strong>appendice</strong> dove trovate osservazioni personali che spero saranno spunto di dialogo.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">Premesse</span></span></strong></p>
<ul>
<li>la guida è rivolta a tutti; non me ne vogliano i più esperti se sarò prolisso e puntiglioso <span id="more-1486"></span>nella spiegazione, ma credo che sia doveroso nei confronti dei neofiti (o di chi si è avvicinato da poco al mondo dei fucili arbalete) spiegare tutto in maniera rigorosa</li>
<li>quanto segue è frutto della mia esperienza diretta e di quella di tanti compagni di pesca, nonché di altri pescasub coi quali spesso mi sono trovato a discutere di questo argomento sempre molto interessante per gli utilizzatori dell’arbalete</li>
<li><strong><span style="color: #ff0000;">il sottoscritto si scarica di qualunque responsabilità su eventuali danni a persone e/o cose causati da un cattivo o improprio utilizzo di questa guida</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: large;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: large;">1ª Parte</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Gli elastici: come sono fatti, cosa propone il mercato e come orientarsi nella scelta prima dell’acquisto.</span></strong></p>
<p>Cominciamo col dire che esistono tre tipi di confezionamento degli elastici:</p>
<ul>
<li>elastici a coppia</li>
<li>elastici circolari</li>
<li>elastici “al metro”</li>
</ul>
<p><strong>Elastici a coppia</strong></p>
<p>Per anni hanno rappresentato il punto di riferimento per costruttori ed utilizzatori. Si tratta di due elastici di pari lunghezza, che agli estremi sono “imboccolati” in apposte ghiere filettate, per poter essere avvitati in testata, da un lato, e sulle ogive dall’altro; tali ghiere possono essere in metallo (acciaio, alluminio, lega) oppure in tecnopolimero; le prime sono molto solide ma possono comportare l’incoveniente di inchiodarsi in testata o nelle ogive qualora queste fossero anch’esse metalliche, caso in cui avrebbe luogo un fenomeno di corrosione del metallo meno nobile tra i due (dovuto alle correnti galvaniche).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1505 aligncenter" title="pescasibapnea : elastici a coppia" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastici-a-coppia-300x142.jpg" alt="pescasubapnea : elastici a coppia" width="350" height="152" /></p>
<p>Si avvitano facilmente e per bloccarle (sia dal lato testata che da quello delle ogive) non è necessario stringerle chissà quanto: una volta serrate con la forza delle dita, è sufficiente ¼, al più ½, di giro utilizzando una pinza; se si insiste a stringere ancora con le pinze, si rischia di rovinare il filetto della boccola dell’elastico e/o quello della testata: mi è capitato personalmente di veder “esplodere” la boccola di un elastico (dal lato della testata) poco dopo aver caricato il fucile, proprio perché serrata in modo eccessivo.</p>
<p>Un’altra cosa cui bisogna fare estrema attenzione quando si acquistano elastici di marca diversa rispetto a quella del fucile su cui li si andranno a montare è la compatibilità tra le filettature, maschio delle boccole degli elastici e femmina della testata: chiedete informazioni precise a riguardo direttamente al negoziante, il quale potrà aiutarvi nella scelta evitando spiacevoli inconvenienti al pescasub (e qualche seccatura a se stesso, dal momento che si vedrebbe costretto a sostituire le gomme “rotte” con una coppia di gomme nuove).</p>
<p><em>Un paio di consigli</em>:</p>
<ul>
<li>quando comprate questo tipo di elastici, verificate assieme al negoziante che la lunghezza dei due elastici sia esattamente la stessa; capita infatti che per errori di confezionamento vengano accoppiati due elastici di diversa lunghezza (basta anche solo 1 cm per sbilanciare il carico)</li>
<li>la lunghezza commerciale con la quale viene identificata la coppia, è quella misurata tra le due filettature e non tra le due terminazioni; se guardate la boccola, questa è composta da una parte filettata e da una ghiera, che serve da presa per poter serrare gli elastici in testata o alle ogive: il punto in cui finisce la filettatura e comincia la ghiera rappresenta l&#8217;inizio/fine della misura reale dell&#8217;elastico.</li>
</ul>
<p><strong>Elastici circolari</strong></p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente utilizzo del cosiddetto elastico circolare: si tratta di un elastico che presenta alle due terminazioni altrettante boccole filettate, identiche a quelle usate per la realizzazione degli elastici a coppia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1513" title="pescasubapnea : elastico boccole" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elasticonormale.jpg" alt="pescasubapnea : elastico boccole" width="211" height="159" />      <img class="alignnone size-full wp-image-1514" title="pescasubapnea : elastico boccole nero" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elasticonormalenero.jpg" alt="pescasubapnea : elastico boccole nero" width="211" height="159" /></p>
<p>Fino a poco tempo fa venivano usati solo per aumentare la potenza del fucile, montandoli in aggiunta agli elastici a coppia; il montaggio è molto rapido: si infila l’elastico attraverso l’opportuno foro in testata e lo si “chiude” avvitandoci l’ogiva.</p>
<p>Negli ultimi anni il mercato dei fucili si è sempre più rivolto a soluzioni che prevedevano la “testata aperta” (che non è argomento di questa guida) il che implica l’utilizzo dell’elastico circolare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1518" title="pescasubapnea : elastico metro" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastico.jpg" alt="pescasubapnea : elastico metro" width="204" height="173" />      <img class="alignnone size-full wp-image-1519" title="pescasubapnea : elastico metro nero" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastico1.jpg" alt="pescasubapnea : elastico metro nero" width="204" height="173" /></p>
<p>Nella seconda parte della guida, mostrerò come si costruisce (passo passo) un elastico circolare, a partire da considerazioni sul calcolo della lunghezza.</p>
<p>Chiaramente anche per questi elastici esistono diverse qualità di mescola, diametri ecc ecc.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Colori e diametri</span></strong></p>
<p>Al giorno d’oggi, quando si entra in un negozio ben fornito o si sfoglia il catalogo su internet di uno Web Shop, ci si trova davanti a diversi tipi di elastico, caratterizzati fondamentalmente da due fattori che subito saltano agli occhi: il colore e il diametro (dando per assodato che si abbiano già le idee chiare sulla lunghezza).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Colore:</span></strong> si tratta di una conseguenza dell’immissione, nella mescola di lattice di cui è fatto l’elastico, di particolari additivi chimici che inevitabilmente vanno a modificare qualità e comportamento finale dell’elastico.</p>
<p>Nel caso di elastico “puro” o “non additivato”, il colore tipico è ambra: si parla in questo caso di elastico 100% latex; spesso l’additivo consiste in un semplice pigmento liquido, nero, che avrebbe lo scopo di rendere l’elastico meno sensibile ai Raggi UV che deteriorano le prestazioni, riducendo la caratteristica reattività degli elastomeri.</p>
<p>In altri casi, gli additivi sono prodotti chimici che hanno il fine di modificare la “risposta” dell’elastico secondo specifiche esigenze: è il caso, ad esempio, degli elastici particolarmente reattivi che comportano un rilascio abbastanza secco dell’energia fornendo il classico “tiro bruciante”; questo tipo di elastico è ricercato da chi pesca all’agguato e/o all’aspetto in acqua bassa e/o con acqua torbida, dove ci si trova quasi sempre ad eseguire tiri corti e al volo; al contrario, chi pratica l’aspetto puro, specie se fondo, predilige elastici che rilasciano l’energia in maniera più progressiva per un tiro lungo ed efficace anche alla fine della gittata utile.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Diametro:</span></strong> fino a una decina d’anni fa, in commercio esistevano solo due diametri (16 e 20); poi il mercato ha cominciato a proporre elastici di diametro intermedio (17/17.5/19) e in qualche caso anche inferiore (tipicamente 14 e 15) rapidamente abbandonati. Ultimamente è presente anche quello da 21, proposto dalla Picasso per quanto riguarda gli elastici a coppia (si tratta del modello Super Mega), ma lo si trova anche nella versione “a metraggio”.</p>
<p>Va da se che, a parità di qualità della mescola e di diametro interno (ovvero quello dell’anima vuota dell’elastico), un elastico di diametro superiore garantisce un carico maggiore in virtù dell’aumentata quantità di gomma. Tuttavia, se si riporta graficamente la corrispondenza tra quantità di gomma e carico che la stessa esercita, si ottiene una curva! Questo comporta il fatto che, supponendo di utilizzare la stessa mescola, passando da un elastico da 16 a uno da 20, non necessariamente avrò il 20% di carico in più, come ci si potrebbe aspettare dall’aumento di diametro esterno pari al 20%.</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: large;">2ª Parte</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Gli elastici: come costruire un circolare con l&#8217;elastico &#8220;al Metro&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong>[ STEP 1 ] <span style="text-decoration: underline;">Taglio: scegliere la misura giusta per il nostro elastico</span></strong></p>
<p>La maggior parte dei produttori di elastici di questo tipo forniscono dati secondo cui, in soldoni, il campo di utilizzo ideale prevede un allungamento che va dal 300% al 350%.</p>
<p>In pratica, se l&#8217;elastico lavora con fattori di allungamento compresi in questo range si ha che la risposta dell&#8217;elastico è tendenzialmente lineare: F=KxL con F che rappresenta la forza impiegata, L l&#8217;allungamento prodotto e K una costante (da cui, appunto, la linearità prima citata).</p>
<p>Va da sè che l&#8217;energia spesa per caricare l&#8217;elastico non viene tutta restituita in fase di sparo, dal momento che quando gli elastomeri (le particelle di cui l&#8217;elastico è composto) vengono sottoposti a tensione, disperdono parte dell&#8217;energia fornita sotto forma di calore.</p>
<p>Detto questo, possiamo quindi dedurre la famosa formuletta che determina quanto deve essere lungo il nostro elastico: <strong><span style="color: #0000ff;">[ L = D x 2 / FA ]</span></strong> dove:</p>
<p><strong>L</strong> è la lunghezza del circolare</p>
<p><strong>D</strong> è la distanza tra il foro in testata e la tacca più vicina al codolo</p>
<p><strong>FA</strong> è il cosiddetto Fattore di Allungamento che, secondo quanto detto sopra, deve avere un valore compreso tra 3 e 3,5</p>
<p>La scelta di <strong>FA</strong> influenza direttamente <strong>le prestazioni del fucile</strong>: un valore scelto in modo inadeguato comporta il non ottimale funzionamento del fucile.</p>
<p>Il consiglio generale è quello di partire con un fattore non troppo elevato: se il tiro dovesse risultare lento, sarà sufficiente accorciare l&#8217;elastico di qualche cm!</p>
<p>I <strong>fattori</strong> da tenere in considerazione per la scelta di <strong>FA</strong> sono:</p>
<ul>
<li>il diametro dell&#8217;elastico</li>
<li>la qualità della mescola</li>
<li>la lunghezza dell&#8217;ogiva</li>
</ul>
<p>Riguardo il primo fattore, risulta abbastanza chiaro che diametro maggiore significa una maggiore quantità di energia immagazzinata dall&#8217;elastico; di conseguenza per un elastico da 16 useremo un FA maggiore che nel caso di elastici da 20, a parità di qualità della mescola.</p>
<p>Riguardo quest&#8217;ultima, c&#8217;è da segnalare per le gomme &#8220;additivate&#8221; al fine di renderle più rigide sarà bene usare un FA non molto alto: diversamente avremo un tiro troppo bruciante, per non parlare del grande sforzo necessario per caricare l&#8217;arbalete.</p>
<p>Infine l&#8217;ogiva: a parità di elastico, una ogiva &#8220;corta&#8221; comporta una maggiore tensione dello stesso; in linea di massima non è un fattore determinante, ma per un calcolo preciso occorre tenerne conto (vedi voce “Calcolo rigoroso” nell’Appendice).</p>
<p><strong>[ STEP 2 ] <span style="text-decoration: underline;">Conicizzare le estremità dell&#8217;elastico</span></strong></p>
<p>Al fine di facilitare l&#8217;inserimento dell&#8217;ogiva all&#8217;interno dell&#8217;elastico, se ne conicizzano le due estremità; questa operazione può essere eseguita con una moletta da banco, con un platorello (disco con carta vetro da montare sul trapano) o, al limite, con delle forbici ben affilate.</p>
<p>Personalmente uso la prima soluzione perchè la ritengo più comoda; la moletta da banco ha un regime di giri basso quindi particolarmente indicato per questo utilizzo; dal momento che torna utile anche per altri lavoretti di fai da te e visto il prezzo (quelle cinesi, più che sufficenti per questo lavoro, le si compra con 10/15€) credo sia la soluzione ideale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1535 aligncenter" title="pescasubapnea : mola da banco" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/mola-banco-300x238.jpg" alt="pescasubapnea : mola da banco" width="300" height="238" /></p>
<p>Per facilitare e ottimizzare tale operazione, conviene infilare nell&#8217;elastico un chiodo da 40 o 50 mm; si appoggia quindi la terminazione dell&#8217;elastico alla superficie del disco in rotazione, con una angolazione di circa 45°, facendo ruotare l&#8217;elastico intorno al suo asse con velocità costante: in questo modo si otterrà un consumo omogeneo e la terminazione dell’elastico prenderà la forma della punta di una matita.</p>
<p>L&#8217;operazione va chiaramente ripetuta per l&#8217;altra terminazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1538" title="pescasubapnea : mola da banco" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/mola.jpg" alt="pescasubapnea : mola da banco" width="240" height="180" />    <img class="alignnone size-full wp-image-1539" title="pescasubapnea : mola da banco" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/mola2.jpg" alt="pescasubapnea : mola da banco" width="240" height="180" /></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Suggerimento:</span></strong> se usate la moletta da banco, mettetevi alle spalle di questa (come nella foto sopra) così non vi sporcherete dei pezzettini di gomma che il disco spara in avanti.</p>
<p><strong>[ STEP 3 ] <span style="text-decoration: underline;">Preparazione delle asolette</span></strong></p>
<p>Per costruire le asolette occorre utilizzare del Dyneema (o altra treccia molto resistente) da almeno 2 mm di spessore: in questo modo si eviteranno incresciosi “sboccolamenti”.</p>
<p>Si predispone uno spezzoncino di circa 16/18 cm <span style="color: #0000ff;">(questa misura è stata modificata in quanto prima era scritto 10 cm che sono pochi)</span>, eseguendo un semplice nodo, in modo che l&#8217;asoletta risulti lunga circa 4 cm; ciò che trattiene in sede l&#8217;asoletta è proprio il nodo: il suo volume deve quindi essere sufficente a non farla scivolare fuori dall&#8217;elastico, ecco perchè raccomando uno spessore minimo di 2 mm!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1543 aligncenter" title="pescasubapnea : asola elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/asola-elastico.jpg" alt="pescasubapnea : asola elastico" width="252" height="169" /></p>
<p>In foto si vede una <strong><em>perlina salvanodo</em></strong>, che però non è strettamente necessaria (io non la uso).</p>
<p>Per aumentare il volume del nodo e, di conseguenza, migliorare la tenuta della legatura, al posto del nodo semplice si utilizza il cosiddetto <em><span style="color: #0000ff;">Nodo Diamante</span></em> (illustrato di seguito):</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1546 aligncenter" title="pescasubapnea : nodo diamante" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-diamante.JPG" alt="pescasubapnea : nodo diamante" width="510" height="210" /></p>
<p>Nel caso del nodo diamante, lo spezzoncino di Dyneema dovrà essere lungo almeno 20 cm (altrimenti risulterà troppo scomodo riuscire a stringerlo per bene).</p>
<p>Ecco qui la differenza tra un nodo semplice e un nodo diamante, realizzati entrambi in Dyneema da 2,5 mm (a sx il diamante, a dx il semplce):</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1554 aligncenter" title="pescasubapnea : asole nodi" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/asole-nodi.jpg" alt="pescasubapnea : asole nodi" width="336" height="280" /></p>
<p>Tagliate le eccedenze di filo, se ne bruciano le estremità con un accendino, picchettando il nodo ancora caldo contro una superficie piatta, per “saldare” tra loro le estremità sciolte dal calore della fiamma.</p>
<p>Si prepara un cucchiaino con del di sapone liquido, necessario per lubrificare la testa del nodo e facilitarne l&#8217;inserimento nelle estremità dell&#8217;elastico:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1557 aligncenter" title="pescasubapnea : sapone liquido" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/sapone-liquido-300x224.jpg" alt="pescasubapnea : sapone liquido" width="300" height="224" /></p>
<p>Si infilano poi le asolette nelle terminazioni dell&#8217;elastico, servendosi di una pinza a becchi:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1558" title="pescasubapnea : inserimento elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ins_elastico.jpg" alt="pescasubapnea : inserimento elastico" width="256" height="192" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1560" title="pescasubapnea : inserimento elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ins_elastico1.jpg" alt="pescasubapnea : inserimento elastico" width="256" height="192" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1559" title="pescasubapnea : inserimento elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ins_elastico2.jpg" alt="pescasubapnea : inserimento elastico" width="256" height="192" /></p>
<p><strong>[ STEP 4 ] <span style="text-decoration: underline;">Legatura</span></strong></p>
<p>Per bloccare in sede le due asolette si utilizza il cosiddetto <span style="color: #0000ff;"><em>Constrinctor Knot</em></span>, un nodo in grado di serrare l&#8217;elastico con estrema tenacia.</p>
<p>Come filo si usa del Dyneema (o altra treccia molto resistente) di diametro pari a 1,5 mm; per evitare di lacerare l&#8217;elastico, è necessario strofinare il filo su una candela: la cera fungerà da frizione nello strozzamento dell&#8217;elastico.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1564 aligncenter" title="pescasubapnea : contrictor knot" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/contrictor-knot.jpg" alt="pescasubapnea : contrictor knot" width="267" height="200" /></p>
<p>L&#8217;immagine seguente mostra le fasi per realizzare il nodo:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1565 aligncenter" title="pescasubapnea : contrictor knot 1" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/contrictor-knot-1.jpg" alt="pescasubapnea : contrictor knot 1" width="510" height="137" /></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">E&#8217; fondamentale serrare per bene il nodo</span></strong>, tirando le due estremità del filo; se eseguite l&#8217;operazione in due, consiglio di usare due pinze per afferrare saldamente le estremità del filo, mettersi “piede contro piede” e tirare verso di se finchè il nodo non raggiunge il “fine corsa”, ovvero una situazione in cui anche se si tira oltre, il nodo non strozza più; se siete da soli, conviene aiutarsi con una morsa oppure con il manico di un martello: si arrotola una estremità attorno al manico e si afferra l&#8217;altra con una pinza; mettete il manico sotto i piedi e tirate, come se stesse utilizzando una pompa per gonfiare le ruote della bici: è un ottimo metodo, che consente di applicare la forza necessaria a serrare per bene il nodo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1568" title="pescasubapnea : nodo elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-elastico.jpg" alt="pescasubapnea : nodo elastico" width="252" height="190" />  <img class="alignnone size-full wp-image-1569" title="pescasubapnea : nodo elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-elastico1.jpg" alt="pescasubapnea : nodo elastico" width="252" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1570" title="pescasubapnea : nodo elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-elastico2.jpg" alt="pescasubapnea : nodo elastico" width="252" height="190" /></p>
<p>Si tagliano le eccedenze e si bruciano le estremità del filo, per evitare che, sfilacciandosi, possano portare allo scioglimento del nodo.</p>
<p><strong>[ STEP 5 ] <span style="text-decoration: underline;">Archetto dell&#8217;ogiva</span></strong></p>
<p>Per la realizzazione dell&#8217;archetto è necessario usare Dyneema di ottima qualità, il migliore che si riesce a reperire in commercio, di diametro non inferiore a 2 mm (personalmente mi trovo molto bene con quello della <em>Marlow</em>, di colore blu, mostrato in alcune foto qui sotto).<br />
La resistenza dello stesso dipende molto dall&#8217;asta; nel caso di asta con tacche è necessario eliminare qualsiasi spigolo vivo, servendosi di treccia inox (il comune fil di freno di bicicletta), sfregando lo stesso all&#8217;interno della tacca.<br />
Nel caso di aste con pernetti occorre accertarsi che gli stessi non presentino delle bave che possano tagliare l&#8217;archetto: utilizzando lo stesso fil di freno, delle piccole limette o, al limite, un Dremel con opportuno utensile, si eliminano queste asperità e se ne lucida il perimetro.<br />
Con queste accortezze, unitamente all&#8217;utilizzo di Dyneema di ottima qualità, le possibilità di rompere l&#8217;archetto diventano davvero remote.<br />
Personalmente uso lo stesso archetto anche per alcune decine di pescate prima di doverlo sostituire preventivamente.<br />
Per legare l&#8217;archetto alle due asolette, si usa il cosiddetto <em><span style="color: #0000ff;">Nodo Bandiera</span></em> che unisce una ottima tenuta (impossibile che si sfili, soprattutto se asolette e archetto sono realizzate con lo stesso filo) a una grande semplicità di scioglierlo; quest&#8217;ultima opportunità è di rilevante importanza, perchè consente di sostituire un elastico anche durante la battuta di pesca.<br />
Ecco come si esegue il nodo:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1574 aligncenter" title="pescasubapnea : nodo bandiera" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-bandiera.jpg" alt="pescasubapnea : nodo bandiera" width="312" height="80" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1575 aligncenter" title="pescasubapnea : nodo bandiera elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/nodo-bandiera-elastico.jpg" alt="pescasubapnea : nodo bandiera elastico" width="256" height="195" /></p>
<p>A questo punto, il circolare è pronto per essere montato sul nostro arbalete!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1577" title="pescasubapnea : elastico circolare" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastico-circolare.JPG" alt="pescasubapnea : elastico circolare" width="256" height="195" />  <img class="alignnone size-full wp-image-1578" title="pescasubapnea : elastico circolare" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/elastico-circolare-2.JPG" alt="pescasubapnea : elastico circolare" width="256" height="195" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"> </span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: large;"><span style="text-decoration: underline;">Appendici e approfondimenti</span></span></span></strong></p>
<p><strong>» Coppie di elastici “a misura”</strong></p>
<p>Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato i cosiddetti sistemi di vincolo che consentono di utilizzare l’elastico al metro anche sui classici arbalete con testata.<br />
Si tratta di particolari &#8220;perni&#8221; in metallo, caratterizzati dalla presenza di una ghiera filettata da un lato (per essere avvitati nella testata) e sagomati opportunamente dall&#8217;altro lato (per permetterne il vincolo dell’elastico tramite legatura).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1583 aligncenter" title="pescasubapnea : boccole" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/boccole.gif" alt="pescasubapnea : boccole" width="264" height="198" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Immagine di uno di questi sistemi di vincolo.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong>Volendo utilizzare questo sistema bisognerá eseguire 4 legature (una per ogni terminazione di ciascun elastico). I consigli sono gli stessi elencati per il caso dell’elastico circolare; da aggiungere solo una considerazione: la parte attiva dell&#8217;elastico va misurata tra legatura e legatura perciò l&#8217;elastico sarà più corto di un o due cm rispetto alle gomme imboccolate classiche.<br />
Per migliore comprensione, segue un’immagine che simula una testata di arbalete classico su cui sono montati due elastici differenti: uno standard (dotato di ghiere filettate alle estremitá) e uno legato col sistema di vincolo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1586 aligncenter" title="pescasubapnea : sistema di vincolo" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/sistema-di-vincolo.jpg" alt="pescasubapnea : sistema di vincolo" width="480" height="276" /></p>
<p> <br />
<strong>» Ogive a confronto</strong></p>
<p>E’ possibile individuare tre 3 tipi differentidi ogive: rigide, morbide e miste (come da immagini sottostanti):</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1589" title="pescasubapnea : ogiva Smooby" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ogiva-sigalsub.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva Smooby" width="172" height="178" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1590" title="pescasubapnea : ogiva dyneema" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ogiva-dyneema.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva dyneema" width="173" height="178" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1591" title="pescasubapnea : ogiva dyneema mista" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/ogiva-dyneema-mista.jpg" alt="pescasubapnea : ogiva dyneema mista" width="174" height="178" /></p>
<p>Le <strong>ogive rigide</strong> sono costituite da una coppia di braccetti e un archetto, tutti in acciaio inox. L&#8217;archetto può essere smontabile o meno: nel primo caso sarà possibile sostituire l’archetto (in caso di rottura) o l’intero elastico in maniera rapida e semplice anche durante la battuta di pesca! I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo tipo di ogiva consistono in un caricamento più agevole e ad un distanziamento delle gomme dall&#8217;asta. Tra gli svantaggi, su tutti quello riguardante la sicurezza: in caso di rotture c&#8217;è più possibilità di farsi male per lo strisciamento di parti metalliche sulle mani.</p>
<p>Le <strong>ogive morbide</strong> sono quelle realizzate col solo utilizzo del Dyneema (o altro trecciato sintetico); tra i vantaggi troviamo il peso ridotto, il basso costo complessivo e il fatto che in caso di rottura dell&#8217;archetto gli eventuali danni alle mani sono limitati; preservano inoltre la superficie degli arbalete in legno e rendono il tiro quanto più silenzioso possibile (visto che non ci sono parti metalliche in movimento durante la fase di lancio dell&#8217;asta). Come svantaggi, una maggiore difficoltà nel caricamento: dal momento che l&#8217;archetto è morbido, occorre stirare l&#8217;elastico portandone le estremità necessariamente all&#8217;altezza della tacca; inoltre tende a far aderire all&#8217;asta le terminazioni dell&#8217;elastico in tensione, con conseguenti fenomeni di attrito (piú o meno evidenti).</p>
<p>Infine le <strong>ogive miste</strong>, che possono essere di due tipi:</p>
<ul>
<li>braccetti morbidi e archetto rigido (mostrate nella 3ª foto di sopra);</li>
<li>braccetti rigidi e archetto morbido</li>
</ul>
<p>Si tratta di ogive usate più che altro da chi ha già dimestichezza con gli elastici “fai da te” e vuole adattarli a particolari necessità.</p>
<p><strong>» Ogiva mista “antigraffio” </strong></p>
<p>L’utilizzo di ogive metalliche comporta solitamente graffiature piú o meno evidenti sulla superficie del fusto (in prossimità della testata); nel caso di fucili in legno, per i quali viene curata l’estetica oltre alla manutenzione ordinaria, è desiderabile eliminare o ridurre questo inconveniente.<br />
Ho pensato quindi ad una soluzione ottimale in tal senso: una ogiva mista (sopra esposta) con giunture (metallo/dyneema) rivestite; per il rivestimento ho utilizzato degli spezzoncini di <em><span style="color: #0000ff;">guaina termorestringente</span></em>, un tubetto in gomma che si ritrae se sottoposto a riscaldamento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1603 aligncenter" title="pescasubapnea : guaina tubicini termorestringenti" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/guaina-termorestringente1.jpg" alt="pescasubapnea : guaina tubicini termorestringenti" width="336" height="204" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Ce ne sono di diversi colori, diametri e spessori; si reperisce facilmente nei negozi di articoli elettrici e/o elettronici.<br />
Nel mio caso ho scelto quella nera da 6 mm di diametro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1596 aligncenter" title="pescasubapnea : archetto ricambio smoby" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/archetto-ricambio-smoby-300x241.jpg" alt="pescasubapnea : archetto ricambio smoby" width="231" height="179" /></p>
<p>Come archetto metallico è preferibile usare quello realizzato in tondino inox; lo si puó recuperare smontandolo da una ogiva o comprandolo come accessorio; volendo, possiamo anche autocostruirlo, ma è necessario reperire del tondino INOX di qualità adeguata allo scopo.<br />
Nell’immagine in alto ne mostro uno recuperato da un’ogiva.</p>
<p>Si tratta quindi di inserire i due spezzoncini di guaina e, con l’uso di un accendino, farla ritrarre in modo che risulti aderente alla giuntura isolando la stessa dall’esterno:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1598" title="pescasubapnea : smooby" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/smooby.jpg" alt="pescasubapnea : smooby" width="172" height="129" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1599" title="pescasubapnea : smooby1" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/smooby1.jpg" alt="pescasubapnea : smooby1" width="172" height="129" /> <img class="alignnone size-full wp-image-1600" title="pescasubapnea : smooby" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/smooby2.jpg" alt="pescasubapnea : smooby" width="172" height="129" /></p>
<p>Si esegue l’operazione per l’altra estremitá; il risultato finale:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1601 aligncenter" title="pescasubapnea : smooby" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/smooby3.jpg" alt="pescasubapnea : smooby" width="312" height="234" /></p>
<p><strong>» Arbalete “doppia gomma” </strong></p>
<p>Negli arbalete con due circolari, il punto di vincolo degli stessi sulla testata solitamente coincidono. Di conseguenza,occorre preparare due elastici di <span style="text-decoration: underline;">misura differente</span>, dal momento che lavoreranno su <span style="text-decoration: underline;">distanze diverse</span>: uno andrà caricato sulla prima tacca, l&#8217;altro sulla seconda.<br />
Quindi si tratta di applicare la formuletta di cui sopra con due differenti valori di <span style="color: #0000ff;"><strong>D</strong></span>, valutati sulle due tacche (pinnette) dell&#8217;asta rispetto al foro (o ai fori) in testata.</p>
<p>Al fine di limitare l&#8217;attrito tra un circolare e l&#8217;altro, sarebbe opportuno allestire il circolare “corto” con ogiva morbida e quello “lungo” con ogiva rigida; nelle due immagini seguenti si può notare la differenza di accavallamento tra i due circolari nei due casi di ogive uguali (entrambe morbide) e ogive diverse (morbida e rigida):</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1607 aligncenter" title="pescasubapnea : doppioelastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/doppioelastico.jpg" alt="pescasubapnea : doppioelastico" width="480" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1609 aligncenter" title="pescasubapnea : doppio elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/doppioelastico1.jpg" alt="pescasubapnea : doppio elastico" width="480" height="150" /></p>
<p>Se si vuole usare solo ogive rigide, sempre al fine di minimizzare l&#8217;accavallamento delle gomme, è sufficiente montare archetti di passo differente, come nell&#8217;immagine di sotto:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1611 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico" width="310" height="272" /></p>
<p><strong>» Calcolo rigoroso </strong></p>
<p>In effetti nel calcolo andrebbero considerate le dimensioni dei braccetti dell&#8217;ogiva che, di fatto, limitano la distanza <strong><span style="color: #0000ff;">D</span></strong> tra foro in testata e tacca dell&#8217;asta; nell&#8217;immagine seguente mostro questa dimensione individuata con <strong><span style="color: #0000ff;">X</span></strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1613 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico 2" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico-2.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico 2" width="346" height="324" /></p>
<p>Perciò la corsa utile effettiva su cui lavorano le gomme non è piú <strong><span style="color: #0000ff;">[D]</span></strong> ma diventa <strong><span style="color: #0000ff;">[D-X]</span></strong></p>
<p>Facciamo un esempio concreto: consideriamo un arbalete da 90 su cui monteremo un circolare con ogiva rigida per la quale risulti X = 5 cm; di conseguenza, la distanza effettiva su cui lavorano le gomme sará quindi 85 cm e non 90!<br />
Utilizzando un FA = 3,5 si otterrebbe un circolare lungo 48,5 cm, invece dei 51,4 cm che si otterrebbero considerando 90 come distanza effettiva (differenza netta pari al 6%).<br />
Nel caso si usino ogive morbide (magari con asolette e archetto <em>corti</em>, come faccio io al fine di massimizzare la distanza D-X su cui lavorano le gomme), allora la differenza tra calcolo <strong><em>semplificato</em></strong> e calcolo <em><strong>rigoroso</strong></em> diventa davvero esigua e quasi ininfluente sulle prestazioni (specie per fucili dal 100 in su, per i quali il contributo di X sul calcolo della distanza diventa pressocché trascurabile ).</p>
<p><strong>» Ottimizzazione del circolare fai da te </strong></p>
<p>Sicuramente la maggior parte di voi conosce il cosiddetto effetto paracadute che caratterizza gli elastici imboccolati (siano essi coppie o circolare): durante la corsa dell&#8217;ogiva verso la testata, la boccola degli elastici funge da paracadute e tende quindi a frenare la decontrazione degli elastici a causa dell&#8217;attrito idrodinamico.<br />
Riporto qui un disegno esplicativo, dove ho evidenziato in verde l&#8217;effetto di raccolta e successiva espulsione dell&#8217;acqua nella boccola dell&#8217;elastico:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1617 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico-3.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico" width="480" height="208" /></p>
<p>Negli elastici &#8220;fai da te&#8221; (sia che si parli di coppia che di circolare) non esiste l&#8217;effetto paracadute, il quale è dovuto esclusivamente alle boccole (e alla forma delle stesse) degli elastici standard.</p>
<p>C&#8217;è da dire, tuttavia, che ultimamente sul mercato sono stati presentati degli elastici che presentano una boccola di forma tronco-conica: in questo modo si evita che l&#8217;acqua venga raccolta dalla boccola, annullando di fatto l&#8217;effetto paracadute.</p>
<p>Nel disegno di sotto è possibile farsi un&#8217;idea di queste boccole:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1619 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico-4.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico" width="480" height="233" /></p>
<p>Al fine di minimizzare l&#8217;attrito idrodinamico delle &#8220;cipollette&#8221; (la parte di elastico compresa tra il nodo costrittore e la terminazione dello stesso) è sufficiente limitare le dimensioni delle stesse; a tal fine utilizzo ancora una volta la moletta da banco, passando la cipolletta sul disco, controllando attentamente il consumo della gomma in modo da non intaccare il Dyneema del nodo costrittore (che comporterebbe il rifacimento di tutto). Nel disegno di sotto mostro quanto occorre consumare la cipolla:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1620 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico-5.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico" width="480" height="234" /></p>
<p>Nell&#8217;immagine seguente mostro le differenti linee di flusso (e quindi il differente attrito) nei due casi:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1621 aligncenter" title="pescasubapnea : disegno elastico" src="http://www.pescasubapnea.com/pescasub/wp-content/uploads/2009/12/disegno-elastico-6.jpg" alt="pescasubapnea : disegno elastico" width="480" height="329" /></p>
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<p>Tutti i diritti sono riservati, per la pubblicazione delle foto ed articolo va richiesta autorizzazione</p>
<p style="text-align: right;"><em>Salvatore Conte</em></p>
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		<title>Cortometraggio: &#8220;Mare Nostro&#8221; di Marcello Mazzarella</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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