Pesca in apnea : Intervista a Marco Bardi

Intervista a Marco Bardi – Omer Sub (Claudio Basili)

pescasubapnea : Marco Bardi RicciolaCome mia abitudine, voglio prima ringraziare Marco Bardi per aver accettato questa intervista e per aver risposto ad alcune domande poste dagli utenti del nostro forum Pesca Sub & Apnea. Ho la fortuna di conoscere Marco bene, oltre ad essere un caro amico, è anche un punto di riferimento importante in questo sport. Marco, oltre ad aver scritto un libro molto interessante sulla pesca in apnea, ha anche girato dei DVD didattici molto belli. L’intento di questa intervista, diversa dal solito, è quello di far conoscere meglio Marco Bardi, sia come pescatore subacqueo, sia come persona.
Passiamo ora alle domande:

D: Per i pochi che non ti conoscono, chi è Marco Bardi ?

R: E’ semplicemente un grande appassionato che a 20 anni si addormentava sognando avventure di pesca in apnea. Mentre lavorava si trovava spesso a sognare un lavoro che gli piacesse. Mentre leggeva gli articoli sognava di conoscere qualche campione! Poi si è ritrovato a realizzare tutti i suoi sogni.

D: Come e a quanti anni hai scoperto la pescasub ?

R: La ho scoperta in modo casuale a 18 anni, anche se mi sono subito accorto che l’avevo nel sangue. L’intera storia di come mi sono avvicinato è nel mio sito sotto la sezione MARCO/STORIA.

D: Perché hai deciso di fare le gare ?

R: Non è stata una decisione, in realtà è stata una conseguenza. Sono un agonista fin da bambino e prima di quel momento avevo già migliaia di ore di agonismo in altri sport, quindi non poteva essere diversamente.

pescasubapnea : Marco Bardi carniere

D: Nella tua carriera di agonista che rimpianti hai ?

R: Sono 2 i principali, uno di avere disputato solo Mondiali in Oceano proprio nel momento in cui l’Italia faceva le sue prime esperienze. Ho sperato a lungo di farne uno anche in Mediterraneo dove avrei espresso il meglio delle mie caratteristiche e quando finalmente è giunta l’occasione, un lutto in famiglia mi ha fermato. Mi rimane l’amaro di non aver potuto esprimermi dove avrei voluto. L’altro rimpianto è quello di non aver seguito in oceano l’istinto che sempre mi ha guidato. Mi sono lasciato condizionare da agenti esterni, da persone, da troppi ragionamenti alternando così momenti di alto livello a momenti da dimenticare. Guarda caso i momenti migliori sono stati proprio quando senza pensare, facevo quello che mi veniva spontaneo.

D: Cosa ne pensi del mutamento in corso nel nostro mare, ed in che modo l’impoverimento e la tropicalizzazione di cui si parla influiranno sulla pesca sub ?

R: Sono diffidente su tutte le previsioni. Ad esempio 20 anni fa dicevano che nel 2010 non avrebbe più piovuto nemmeno d’inverno, invece negli ultimi 3 anni ci sono stati i 3 inverni peggiori che io ricordi. L’anno scorso è stata l’estate più fredda in acqua che io ricordi alla faccia della tropicalizzazione! Purtroppo e per fortuna sono talmente tanti anni che vado in mare che non vedo niente di nuovo, le stagioni ed i cambiamenti, c’erano e ci saranno. L’unica cosa che aumenta è l’inquinamento.

D: Cosa ne pensi del mimetismo per il bassofondo e su quanto possa incidere sulla cattura ?

R: Sono stato il primo ad usare il mimetico e parlarne molto bene. Dopo 25 anni ho la soddisfazione di vedere che il 99% delle mute sono mimetiche mentre all’inizio tutti mi prendevano in giro. Comunque è sempre un vantaggio, ma ci tengo a dire che per essere davvero mimetici non basta la sola attrezzatura.

D: Utilizzi dei richiami per pescare ?

R: Si mi piace usare i richiami naturali quelli che la natura ci ha messo a disposizione, ovvero incuriosire il pesce senza farlo fuggire. Il metodo? Diventare come un pesce! Non mi piacciono rumorini o marchingegni, la nostra capacità tecnica è l’arma migliore per richiamare un pesce. La loro curiosità è stimolata dai nostri movimenti.

D: Qual’é il pesce che per te non ha segreti e quello che invece ti stupisce ogni volta ?

R: Il pesce che mi regala maggiori soddisfazioni nella cattura è l’orata all’aspetto/agguato sempre che si tratti di una bella orata. Tra le grosse prede invece la ricciola che è sempre più rara e imprevedibile.

pescasubapnea : Marco Bardi Ricciola

Marco Bardi con una grossa ricciola

D: Ti ricordi, qual’e’ stata una delle prime grosse catture che ti ha dato più emozioni ?

R: Come una donna si ricorda il suo primo amore, noi non dimentichiamo la prima grande preda. Anche questa la racconto sul mio sito in MARCO/RACCONTI La mia prima grande cernia, trovata – studiata – sognata – alla fine catturata.

D: Ci dici qualche tuo segreto nella pesca ?

R: Il mio segreto in tutto quello che ho fatto e di conseguenza anche nella pesca è stata la determinazione, la voglia di raggiungere un risultato. Ho capito che per ottenere qualcosa ci vuole fatica e pazienza e soprattutto che non si può pensare di vincere facile. Ecco che le stesse realtà le applico nella pesca e garantisco che sono le più importanti, altrimenti ci si ritrova a sperare di avere la mossa segreta come nel più banale film di Kung Fu e superare tutti gli ostacoli senza fatica. Conoscere – imparare – applicarsi – perfezionare, sono le parole d’ordine.

D: Quali sono le condizioni (meteo-marine) di pesca preferite? e perchè ?

R: Ovviamente l’estate con acque calde e limpide, perché tutto è più comodo ed entusiasmante e poi ci sono più tipi di pesci. Comunque mi piace molto anche l’autunno quando c’è una tonnellata di mangianza e non sai mai cosa può apparire all’improvviso.

D: Quanto conta avere un’attrezzatura all’ultimo grido per prendere due pesci ?

R: E’ un arma a doppio taglio, se è vero che un attrezzatura ottima aiuta sicuramente, è altrettanto vero che quando si possiede l’attrezzatura all’ultimo grido ci si dimentica che servono molte altre caratteristiche per avere ragione di qualche pesce. Può sembrare che la snobbi, ma non è così anzi la ritengo molto importante. Pertanto direi che nel complessivo potrebbe contare poco in certe occasioni oppure molto in certe altre. Tutto dipende da infiniti fattori e non si può certo generalizzare. Io parto dal principio che devo essere a posto con tutto ed in particolare con l’attrezzatura.

pescasubapnea : Marco Barco con una cernia

D: Per tenerti in allenamento fai altri sport ?

R: Pratico altre attività come ho sempre fatto nella mia vita. Prima erano più finalizzate all’allenamento per la pesca, adesso lo faccio più per un mio benessere fisico e mentale. Non facendo più agonismo, ho diminuito allenamenti e pescate. Prima ci tenevo di più ed ero una corda di violino in qualunque periodo dell’anno. In ogni caso praticare altre attività, qualche seduta in piscina e qualche pescata, mi permettono di essere a 50 anni ancora a buon livello.

D: Cosa ti senti di dire ai neofiti ?

R: Ho iniziato cercando di imparare il più possibile dai più esperti. Leggevo di tutto, ascoltavo con massima attenzione i consigli e non davo mai niente per scontato. Poi crescere un poco alla volta e scoprire sempre nuove soluzioni è più entusiasmante. E’ come conquistare una donna con fatica e tante emozioni. Fondere pazienza e grinta è quanto consiglio. Poi guardare video didattici e trovare compagni adeguati per condividere le esperienze.

D: Visti gli ultimi sviluppi su fucili che ormai sparano a 6/7 mt, pinne che ti fanno scendere e risalire con molta facilità, credi che nel mondo delle attrezzature si sia arrivati ad un punto di saturazione dell’inventiva ?

R: Ti rispondo con un aneddoto. Nel 2000 ebbi una amichevole discussione con Fabio Antonini che sosteneva non c’è più niente da inventare e che con il nuovo millennio probabilmente si sarebbe tornati indietro perché le attrezzature di prima erano migliori. Io credo che in questi ultimi 10 anni siano state prodotte più novità che negli ultimi 30 anni. Quindi la risposta è la stessa che dissi a lui: E’ proprio quando sembra che non ci sia più niente da inventare che vengono fuori le novità migliori…

D: Cosa faresti o proporresti per aumentare il numero dei pescasub amatoriali che svolgono in maniera corretta questa disciplina ?

R: Credo che una linea guida specifica e molto professionale potrebbe dare un grande valore aggiunto a tutta la categoria che ha un grosso punto debole! L’incapacità di evolversi. L’individualismo e la mentalità sorpassata, hanno fatto più danni che altro, quindi una linea guida ampia e condivisa credo sarebbe il massimo, anche perché noi non potremo mai essere tanti e dobbiamo quindi cercare più la qualità che la quantità. La qualità è la migliore caratteristica di cui possiamo disporre.

pescasubapnea : Marco Bardi con una cernia

D: Quale regola primaria cambieresti o istituiresti in forma innovativa per la salvaguardia della vita dei pescasub in mare ?

R: Già 30 anni fa sostenevo la necessità di una regola fondamentale per la salvaguardia delle persone e del mare. Vietare il transito delle imbarcazioni sotto costa o quantomeno limitare a 3 nodi il transito fino ad 1 miglio dalla costa. Si otterrebbero molti vantaggi anche sotto il profilo della salvaguardia del mare.

D: Cosa ne pensi del censimento e cosa avresti fatto in alternativa ?

R: Su questo non mi esprimo perché siamo solo nella prima fase e criticare prima di vedere i risultati sono discorsi da bar. Ho molte perplessità, ma voglio attendere.

D: Che ne pensi di una licenza a pagamento per la pesca sportiva come la caccia, e di un patentino da esibire per l’acquisto di un fucile o comunque per la detenzione dello stesso? (inteso come contributo per migliorare servizi e controlli, e magari fare selezione tra pescasub e pescasub occasionali.) ?

R: Penso che pago un sacco di tasse all’anno e tutti questi servizi che dovrebbero darmi le istituzioni non li vedo. Oramai non credo più alle favole, odio la burocrazia. Sai perché i tedeschi sono migliori di noi? Perché hanno il buon senso, caratteristica che a noi Italiani è scomparsa e allora siamo sempre alla ricerca di mezzi e imposizioni per far funzionare qualcosa.

pescasubapnea : Claudio Basili e Marco Bardi EUDI 2011

Voglio farti qualche domanda più personale visto che ti conosco meglio:

D: Cosa ne pensi della sicurezza nella pesca subacquea e se hai avuto delle brutte esperienze durante questi anni che peschi ?

R: Certo che ho avuto brutte esperienze, ci potrei scrivere un libro, ma non voglio essere frainteso. Non ho mai avuto sincopi o incidenti gravi. Per fortuna la preparazione, la conoscenza e la convinzione che un pesce non vale un rischio, mi hanno sempre permesso di cavarmela. Ci sono molti modi di farsi male nella pesca in apnea, ma il pericolo numero uno è bruciare le tappe, provare a fare quello che non siamo ancora in grado di fare. Negli anni ho fatto una mia piccola indagine sugli incidenti mortali e potrei dire che nella maggior parte dei casi c’è stata: imprudenza (fretta, mancata preparazione, superamento dei propri limiti) poi la non corretta conoscenza della disciplina ( errori banali, convinzioni sbagliate, respirazione pericolosa, zavorra sbagliata, cattiva alimentazione), al terzo posto la bramosia (cercare di catturare a tutti i costi un pesce). Gli altri tipi di incidenti sono minimi e la dimostrazione è palese, ci sarebbe bisogno di usare di più la propria testa perché in apnea un errore è fatale.

D: Da amministratore di un forum non potevo farti questa domanda, una risposta non condizionata dall’amicizia e sincera, cosa ne pensi del forum Pesca Sub & Apnea e di come è strutturato ?

R: Io credo che il tuo impegno per avere costruito questo strumento di comunicazione sia da apprezzare molto di più di quanto non venga fatto. Leggere, scrivere, criticare, sono operazioni facili, ma pochi si rendono conto di quanto impegno ci sia dietro e spesso si tratta di persone come te che lo fanno solo per passione. Io ti ringrazio con tutto il cuore per quello che fai e che hai sempre fatto!

D: Quando andiamo a pescare e mi fai provare qualche nuovo prodotto ?

R: Ci sono 2 punti fermi. Uno è che non mancherà l’occasione e l’altro è che ho sempre qualche novità da provare.

Marco Bardi.

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Claudio Basili

10 Comments »

  • lupodimare 70 ha detto:

    siete grandissimi!!!!!!!

  • vasco ha detto:

    Bravo Claudio che veramente divulghi informazione con passione e senza malignità, è un piacere aver letto l’intervista che mi ha dato modo, anche se in piccola parte, di conoscere più da vicino un campione come Marco Bardi.
    Adesso che ho letto mi viene una domanda da fargli, non so se qui me la puoi dare anche tu Claudio, è la seguente:
    Le idee dei prodotti Bardi, sono frutto della mente di Marco?
    Un saluto a Claudio e Marco..!!

  • leopesca ha detto:

    GRANDE INTERVISTA CLAUDIO
    BELLE DOMANDE MA SOPRATUTTOBELLE RISPOSTE.

    CIAO

  • Francesco Palmieri ha detto:

    Ciao Claudio…ho appena finito di leggere l’intervista…e mi è piaciuta un casino!
    Sfortunatamente non conosco di persona ne Marco,ne te…ma sono pienamente daccordo con lui,su quanto hai costruito per noi pescasub…!
    siamo in tanti in giro per l italia,eppure,se ci incrociamo per strada…nessuno sa di nessuno!
    Invece,grazie a te,si ha la possibilità di conoscere,comunicare,condividere,interagire con persone che hanno le stesse idee e passioni!
    grazie!

  • Mahalo10766 ha detto:

    Non mi è mai piaciuto scrivere
    farlo poi per criticare ( con logica ) o elogiare, ancora meno
    E proprio per il primo motivo che il numero delle mie presenze e E-Mail all’interno del forum tendono a zero
    Leggo peró con interesse tutti gli articoli che mi inviate e riconosco che il lavoro che lei produce e qualcosa che va oltre ad una “”GRANDE PASSIONE””
    Per tutti noi (se potete) continuate a farlo
    Complimenti
    e Grazie
    Carlo

  • saba ha detto:

    Bravo Claudio e bravo Marco, per la serena e matura conversazione.

  • Folgore vi ha detto:

    Grandi tutti e due.

  • giacomo scalici ha detto:

    molto bella l’intervista!..
    non conosco marco b. come uomo, nel suo privato.. ho avuto la fortuna di incontralo in occasione dei campionati italiani e un paio di volte in quel di grosseto (null’altro che un rapido saluto)…
    da come si pone con la gente che incontra, in pratica perfetti sconosciuti, con quella cordialità tipica che contraddistingue le persone genuine, dico:
    “Marco Bardi, grande uomo, grande pescatore ed innovatore nel campo delle attrezzature e della tecnica per la PIA”
    Per Claudio B. un semplice e profondo GRAZIE!
    Ciao Giacomo

  • Luca ha detto:

    Bellissima intervista!!
    Sono un appassionato di pesca in apnea, vorrei tanto poter fare di questa mia passione un lavoro, volevo aprirmi un’attività di articoli da pesca o diventare socio di un’attività già avviata.
    In zona Piemonte/Liguria.
    Se siete interessati contattarmi.

  • Elio ha detto:

    Io scrivo dal Albania…e proprio oggi ho partecipato ad un stage con il grande campione Marco Bardi…e posso confermarvi che e stato una grandissima esperienza…ho imparato delle cose essenziali che prima non davo tanta importanza…
    Lo consiglio a tutti….Marco e stato molto professionale….


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