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Pinne DIESSESUB BlackTeck CST Competition – Recensione e Test – Claudio Basili

Per questa estate mi è stata data la possibilità di testare delle pinne che non conoscevo assolutamente, le Carbon Teck modello CST Competition, per riferire le mie personali impressioni poiché ho provato nel tempo molti modelli e marche diverse. Ringrazio anticipatamente Fabrizio Saran e Emanuela De Petrillo della DIESSESUB, importatore per l’Italia, che mi ha contattato personalmente e mi ha dato questa opportunità. Appena ho aperto il pacco, non potevo non notare la bellezza e la leggerezza di queste pale, rifinite in modo impeccabile e montate su scarpette Pathos di altissima qualità, un connubio perfetto.
Le pinne CST Competition al momento sono utilizzate con ottimi risultati dalla squadra nazionale Croata.

Andiamo ora a descrivere nel particolare le nuove pinne CST Competition.

Pinne DIESSE SUB CST Competition

Misure e Pesi

* Lunghezza fuori tutto della pinna (scarpetta Pathos) cm. 89

* Lunghezza pala (per scarpetta Pathos) cm. 76

* Larghezza della pala cm. 20

* Peso della pala 280 gr.

* Peso della scarpetta Pathos misura 42/44 gr. 350

* Peso della pinna completa di scarpetta 630 gr.

* Water Rails variabili (0,8 – 1,5 cm.)

* Angolo pala 22°

* Durezza pala 2

* Carbonio 100% Alta Resistenza

Ho realizzato un video dimostrativo e di presentazione per far vedere nel particolare le pinne.

pinne in carbonio
Il Progetto

Le Carbon Teck sono state studiate per avere il massimo della spinta con il minor sforzo possibile utilizzando una lavorazione a stratificazione variabile di fibre di carbonio al 100% ad alta resistenza. Le pale sono piu’ rigide nella zona del piede e più morbide all’estremità verso la punta con una lavorazione taglio a laser che le rende perfette.
Le pinne sono adatte per chi fa una pesca completa da pochi metri fino a profondità piu’ elevate, mantenendo un ingombro ridotto.

pinne in carbonio carbonteck
La Pala

CST Competition è una pala di nuova generazione, sviluppata e testata nella pesca profonda e nel bassofondo dagli atleti della squadra nazionale di pesca subacquea croata.
La pala è una sottile lama in Carbonio 100% realizzata con tecnologia avanzata VRTM (Vacuum Resin Transfer Moulding), a elevata temperatura e alto grado di sottovuoto; il risultato è una pala senza difetti e uniforme. Le pale poi vengono sottoposte a un trattamento di indurimento a temperatura controllata per 14 ore.

L’angolatura è di 22° gradi il tutto per rendere fluida e performante la pinneggiata senza stancare le gambe. I water rail sono realizzati in gomma speciale, ad altezza variabile, in modo da ridurre le turbolenze in fase di flessione e di garantire un’ottima stabilità e maneggevolezza sott’acqua.

La parte estrema della pala è rotonda e pronunciata in avanti per consentire una flessione parabolica a tutta la pala così da sfruttare tutta l’energia riducendo lo stress dei muscoli e delle articolazioni.
La pala puo’essere richiesta in base al modello/marca di scarpetta che vogliamo utilizzare.

La durezza delle pale varia in base al peso corporeo:

• 1 SOFT (fino a 75 kg)
• 2 MEDIUM (da 75 a 85 kg)
• 3 HARD (oltre gli 85 kg)

Il peso della sola pala è di circa 280 gr.

 

Particolare pale e water rail

pinne in carbonio carbonteck
Scarpetta Pathos

La scarpetta utilizzata in questo caso è la Fireblade della Pathos, molto conosciuta e apprezzata da tanti pescasub. E’ realizzata in gomma vulcanizzata con tre mescole diverse che conferiscono alla scarpetta una morbidezza e conforto unico. I longheroni sono estremamente sottili e garantiscono alla pala di lavorare in modo perfetto. Il montaggio dei longheroni avviene solo mediante incollaggio, utilizzando una colla specifica, direttamente sulla pala.

Peso della scarpa: 42/44 circa 350 gr.

Le misure sono: 36/38 – 38/40 – 40/42 – 42/44 – 44/46 – 46/48 – 48/50

  

Particolare scarpetta Pathos montata

pinne in carbonio carbonteck

Prova in Mare

Ho provato le CST Competition Diessesub per tutta l’estate in Sardegna e poi in seguito nel Lazio pescando sempre da terra, ma in diverse condizioni di mare e profondità; posso effettivamente dire di averle testate nel migliore dei modi.
La cosa che mi ha colpito di piu’ è la leggerezza, trasportandole con il borsone si sente la differenza, e la facilità di indossare le scarpette seduto sugli scogli, un vero piacere.

 

Non avevo mai provato le scarpette Pathos Fireblade e devo dire che sono veramente comode, una volta messe, le pinne ai piedi ci si dimentica di loro per quanto sono comode.
In acqua sono effettivamente una piuma, sembra di non avere nulla ai piedi, la scarpetta è molto comoda e non crea fastidi alla caviglia. Stiamo parlando di 630 gr. per piede, veramente una fesseria.

Quest’anno ho mediamente pescato in condizioni di mare proibitive, mosso ma soprattutto forte corrente che in Sardegna è sempre presente sulle secche.
In queste situazioni non sono sceso molto profondo, ma sono riuscito ad apprezzare l’ottima spinta in risalita, ma soprattutto lo stacco dal fondo, senza riscontrare punti morti; lo sforzo è veramente minimo.
In superficie le ho trovate molto buone, la durezza che mi è stata consigliata è stata azzeccata, anche se il mio peso è intermedio e potrei utilizzare anche il modello soft.

Durante le mie pescate faccio lunghi spostamenti in superficie e non ho riscontrato noie, ma soprattutto dolori alle gambe, solo la prima volta dei leggeri fastidi poiche’ avevo fatto ben sette ore di mare nonostante il poco allenamento e le condizioni avverse; le successive uscite tutto è andato perfettamente.
Non ho pescato molto profondo poiché sono poco allenato, pero’ ho fatto pescate entro i 20 metri di profondità con molta soddisfazione, anche se i pesci scarseggiavano.

Come ho scritto prima, lo stacco dal fondo è molto buono, la curva di flessione è ampia e potente e mette molta tranquillità durante la risalita.

Nel Lazio, dove pesco abitualmente, le ho utilizzate in basso e medio fondale ed anche questa situazione si sono comportate molto bene e con meno corrente sembrava di volare.
In acqua bassa, all’agguato e all’aspetto, ho notato che sono molto silenziose durante gli spostamenti sul fondo e nella risacca, merito sicuramente delle dimensioni ridotte e per la loro leggerezza.

Durante i percorsi sott’acqua non mi sono neanche preoccupato piu’ di tanto e non le ho mai sentite sbattere tra gli scogli. Sono riuscito a catturare pesci, grossi saraghi, molto furbi anche nelle mie zone abituali del Lazio, dove i pesci sono veramente smaliziati.
I water rail, con misura variabile, non si impigliano su sagole galleggianti o sul filo di nylon (che utilizzo normalmente) e sono resistenti agli sfregamenti sulla roccia.

Conclusioni finali

Dopo aver provato molti modelli di pinne, devo dire che queste CST Competition me le aspettavo simili ad altre e invece mi hanno convinto non solo per la leggerezza e il confort, ma soprattutto per la stacco/spinta dal fondo.
Sono ben fatte e curate esteticamente molto belle nel complesso, soltanto gli adesivi dopo qualche uscita si sono graffiati. Mi hanno veramente convinto e per come pesco io da terra, sono ottime.
L’accoppiata con le scarpette della Pathos è qualcosa di favoloso, a mio avviso il migliore!

Personalmente non ho riscontrato problemi o difetti, a parte i graffi (cosa normalissima) sono veramente un ottimo prodotto e consiglio di provarle prima di acquistarle. Le pale sono garantite 3 anni sulla rottura.

Volevo infine ringraziare l’azienda DIESSE SUB, che mi ha dato la possibilità di provare le pinne e per la loro gentilezza e disponibilità.

Ci tengo a precisare che le impressioni ricavate da questi test sono strettamente personali e possono essere anche non condivisibili, il mio scopo è di condividere con tutti le mie impressioni sul prodotto.

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Claudio Basili

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