Pescasub e Apnea : Pinne Carbonio Predator GFT

Test Pinne in Carbonio GFT ” Predator ” – Claudio Basili

pescasubapnea : Pinne GFT Carbon PredatorHo visto e letto qualcosa su queste pale “Asimmetriche” qualche anno fa e poi non se ne sentito piu’ parlare. I pareri erano discordi, c’è chi si dichiarava molto soddisfatto della loro forma e delle prestazioni, chi invece sosteneva che non andassero affatto bene. Da circa due anni le ho riviste in commercio, le produce GFT Carbon, ed ho chiesto informazioni all’amico Tony per saperne qualcosa di piu’. Le pinne asimmetriche Predator GFT hanno una lunghezza sostanzialmente simile alle altre, si differenziano nella parte laterale esterna (le pale classiche sono simmetriche con svariati disegni) che è piu’ lunga di quella interna, quindi finiscono con una forma obliqua.

Tony mi conferma che la caratteristica principale delle pale “Predator” è l’asimmetria rispetto alla mediana della scarpetta. Con l’occasione mi chiede di provarle in mare e di fare un test per conoscere le mie impressioni sul prodotto.

Caratteristiche Tecniche

pescasubapnea : Disegno Pale GFT Predator

Le ‘Predator’ hanno un’ inclinazione della pala di oltre 22° e grazie ai canalizzatori laterali, possono essere assemblate su tutti i modelli di scarpetta in commercio, senza creare problemi o necessitare di modifiche.
Le pale non si allargano in maniera simmetrica, ma 9,5 cm. verso l’interno e 15,5 cm. verso l’esterno questo consente una pinneggiata con le gambe ravvicinate nonostante la loro larghezza di 25 cm.

Tony mi spiega che lo studio delle forme, il rapporto tra le superfici rispetto all’asse mediano, la profilazione terminale e la ricerca della stratificazione ha reso queste pale molto performanti e versatili. Le Predator risultano progressive e reattive permettendo un adattamento sia per chi pesca in poco acqua e sia per chi predilige la pesca profonda.

pescasubapnea : Pale GFT Predator

Come tutta la produzione carbonioGFT anche il modello ‘Predator’ è realizzato con materiali compositi prepreg (preimpregnati con certificazioni igrometriche con resine a percentuali richieste), che conferiscono alla pala caratteristiche meccaniche eccellenti a tutto vantaggio delle prestazioni e della sicurezza.

Le pinne da testare che mi sono arrivate hanno una colorazione mimetica e sono state personalizzate, come fa con tutte le pale da qualche anno su richiesta, con il mio nome.

pescasubapnea : Pale GFT Carbonio Predator personalizzatev pescasubapnea : Pale GFT Carbonio Predator personalizzate

Pinne Carbonio GFT Predator

Il primo impatto è molto positivo, le pale sono veramente belle e ben fatte, la colorazione mimetica è fantastica; le rifiniture sono di alto livello.
Le ho montate su una scarpetta Salvimar Delta One e poi le ho assicurate, dopo averle incastrate sui longheroni, con il kit di viti inox e placche in dotazione. In questo modo la pinna è perfetta e non presenta aria nella parte posteriore della pianta.
Ho notato inoltre che, affiancando le pinne (mettendo la parte piu’ lunga esterna), riprendono in grandi linee la forma del mono-pinna che si impiega per l’apnea; questa caratteristica mi fa pensare che possano essere utilizzate anche per la tecnica a delfino.

Misure e Pesi

* Lunghezza fuori tutto della pinna cm. 98

* Larghezza minima della pinna cm. 17

* Larghezza massima della pinna cm. 23,5

* Peso della sola pala 265 gr.

* Peso della pinna completa di scarpetta Delta One 1150 gr.

* Durezza unica “Soft”.

Prova in mare

pescasubapnea : Pinne GFT Carbon Predator in mare

Ho provato queste pinne nel periodo invernale, dove le correnti dalle nostre parti si fanno sentire parecchio e costringono movimenti continui e stressanti.
In superficie le ho trovate fin da subito molto leggere, hanno un’ottima spinta e la prima pescata che ho fatto, durata ben 4 ore, è stata effettuata completamente contro corrente. Mi ha colpito positivamente il minimo sforzo durante gli spostamenti, tanto da tornare a terra, a fine pescata, senza accenni di stanchezza o dolori alle gambe; cosa che in questo periodo, visto che sono poco allenato, mi è capitato utilizzando altre pale in carbonio.
Durante le azioni di pesca, capovolta e spostamenti sul fondo, non ho riscontrato problemi o difetti (rumori) particolari, forse leggermente lunghe per il basso fondo, ma è solo questione di abitudine.
Per testare e capire la spinta in risalita, sono andato a pescare su un ciglio a circa 18 metri, dove ho dovuto togliere qualche chilo di zavorra, stavo con la 7 mm. piombatissimo, ed ho trovato le pale molto reattive con un’ottima spinta. Sia in discesa che in risalita dal fondo, la pinna si comporta veramente bene e mi ha colpito la naturalezza dei movimenti nonostante non avessi mai usato il prodotto. Ho notato, dopo varie prove, che una falcata non molto ampia è il miglior rapporto costo/benificio (forza necessaria e spinta impressa alla pala); secondo il mio modesto parere, per la mia corporatura è la tecnica migliore per pinneggiare.

Ho realizzato un video, con qualche difficoltà nei movimenti, dove ho cercato di far vedere la flessione della pala.

Conclusioni finali

L’impressione su queste nuove pale, come ho scritto sopra, è molto buona e finalmente ho capito, che le voci sulle pale asimmetriche, non erano esatte. Come sempre dico e consiglio, un prodotto va provato e capito prima di dare un giudizio. Ognuno di noi ha un fisico ed un modo di pinneggiare (giusto o sbagliato) personale.
Se dovessi trovare una piccola pecca è solo nella lunghezza, io preferisco una pala piu’ corta; inoltre proverei anche a fare i canalizzatori piu’ corti e non fin sotto la punta del piede, questo è un consiglio per la casa.

Ci tengo a precisare che le impressioni ricavate da questi test sono strettamente personali e possono essere anche non condivisibili, il mio scopo è quello di condividere con tutti le mie impressioni sul prodotto.

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Claudio Basili

2 Comments »

  • Tommy ha detto:

    Grazie Claudio e complimenti a Tony per l’interessante forma di queste pinne.
    Pensavo che una forma asimmetrica potesse far “svirgolare” la pale … ma questo dipende anche dalla tecnica di pinneggiata!

  • sasy81 ha detto:

    Io le uso da circa un anno e ne sono entusiasta.
    Mi ritrovo perfettamente con le tue impressioni. Venendo dall’esperienza con le Mares Razor ( pale in tecnopolimero ), che pure sono considerate comunemente essere delle ottime pinne, ho notato immediatamente l’abissale differenza in termini di leggerezza e spinta.
    Vero è che non mai provato altre pale in carbonio, ma ribadisco che l’impressione iniziale è stata esaltante.
    La prima pescata si è svolta su fondali di 15 – 16 metri, all’aspetto, su fondali ripetutamente frequentati. Dico questo perchè voglio sottolineare che la piombatura era quella usuale e perfettamente calibrata per l’occasione. Alla prima capovolta, mi sono stupito per la rapidità con cui sono arrivato sul fondale, quasi andando a sbattervi contro. E, ovviamente, senza per nulla esasperare la pinneggiata, ma, al contrario, come mio solito, mantenendo una falcata fluida, costante e nemmeno troppo ampia.
    Stesso discorso per la risalita; con movimenti appena accennati, lo stacco da terra è immediato e si guadagna la superficie senza affatto faticare.
    Come sottolineato nella presentazione, si può pinneggiare tenendo le gambe piuttosto strette e senza timore di produrre attriti e conseguenti rumori indesiderati.
    La mia unica “difficoltà”, se tale la si può considerare, è stata quella di dovermi adattare ad una lunghezza delle pale superiore rispetto a quelle usate precedentemente. Quindi, all’atto della capovolta occorre attendere qualche istante in più che le pale siano completamente immerse per poi iniziare a spingere ed avere una reattività sensazionale.
    Al rientro ho dovuto affrontare un percorso interamente con corrente e vento contrari. Nonostante questo, non ho per nulla accusato stanchezza o fatica, laddove, in occasioni simili, in precedenza, mi ritrovavo coi polpacci non dico indolenziti, ma quantomeno affaticati.
    Per la pesca in bassofondo e tra gli sogli non sono certamente il massimo ed ho già deciso di ritornare alle vecchie Razor ( anche per evitare che si rovinino ).
    Come è facile intuire, le scarpette che ho utilizzato sono le Mares di cui ho acquistato un nuovo paio per potervi montare le pale in tecnopolimero e lasciare sulle altre le Predator, senza dover ogni volta smontare e rimontare.

    In conclusione, ritengo le GFT Predator delle ottime pinne che, anche in termini di costo, reggono in maniera più che egregia il paragone con modelli e marchi più blasonati.
    Le consiglierei ad un amico ?
    ASSOLUTAMENTE SI !


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